
SCHEDA CONFLITTO
1810
L'Abkhazia, che è separata dalla Georgia, è situata all'interno
del territorio della Russia Zarista e gode fino al 1864 di autonomia amministrativa
a causa della impossibilità per le truppe russe di riuscire a controllare
il territorio della regione che è in mano alle popolazioni caucasiche.
1864 La Russia Zarista sconfigge definitaivamente la
resistenza caucasica e la maggior parte degli abkhazi assieme ai circassi
ed agli uzbeki fuggono in esilio nelle terre dell'Impero Ottomano, lasciando
il Caucaso nord-occidentale quasi privo delle popolazioni autoctone.
1878 Ulteriori espulsioni di abkhazi verso la Turchia
avvengono a causa dei problemi nati dopo l'atto di riforma della terra
in Abkhazia successivo alla guerra Russo-Turca.
1886 Dopo il censimento voluto dallo Zar la popolazione
in Abkhazia è così suddivisa: Abkhazi 58.961, Mingreliani
3.474, Greci 2.056 Armeni 1.337, Russi 972, Estoni 637, Georgiani 515,
altri 1.460.
1918 Dopo la rivoluzione bolscevica il Soviet dell'Abkhazia
resta in vigore solo per 40 giorni prima che l'Abkhazia sia annessa alla
Georgia con la forza dai Mensheviki georgiani.
1921 4 Marzo. Viene ristabilito il potere del Soviet
dell'Abkhazia. La Repubblica sovietica di Abkhazia è riconosciuta
dal comitato rivoluzionario della Georgia il 21 Maggio.
1921 13 Dicembre. Viene siglato un patto di mutua cooperazione
tra le repubbliche di Abkhazia e Georgia.
1922 Abkhazia e Georgia entrano insieme nella Federazione
Transcaucasica.
1925 Approvazione della Costituzione Abkhaziana dove
viene specificata la relativa condizione repubblicana
e vengono ufficializzati i legami, sanciti da trattati bilaterali, con
la Georgia.
1930 L'Abkazia è attraversata da un forte sentimento
separatista, fomentato anche dalla rivalità etnica tra abkhazi
e russi da una parte e georgiani dall'altra.
1931 Febbraio. Stalin riduce la condizione
dell'Abkhazia a quella di Repubblica Autonoma all'interno della Georgia,
suo paese natale. E' la fine dell'autonomia dell'Abkhazia.
1937 Inizia la persecuzione degli abkhazi da parte di
Beria, capo della polizia segreta sovietica. La prima conseguenza è
l'immigrazione forzata di migliaia di non-abkhazi (in particolare mingreliani)
verso l'Abkhazia in modo tale che la gestione del potere locale finisca
nelle mani di genti di lingua kartveliana. Il processo di dissoluzione
dell'identità culturale abkhaziana prevede inoltre il cambiamento
dell'alfabeto sulla base di quello georgiano.
1944-1945 Viene decretata la chiusura in Abkhazia delle
scuole di abkhazo, sostituendole con scuole dove si insegna oltre al russo
il georgiano. Viene inoltre vietato l'uso della lingua locale in tutta
l'Abkhazia.
1945 Viene varato il programma per deportare l'intera
popolazione dell'Abkhazia, usando la "teoria" di Pavle Ingoroqva
riguardo ad un arrivo presunto in Abkhazia soltanto nel diciassettesimo
secolo. Secondo il regime stalinista, così come per la Cecenia,
il modo migliore per la risoluzione degli atriti locali è la deportazione
di gruppi etnici verso altri luoghi.
1953 La scomparsa di Stalin e Beria da vita all'inversione
delle politiche anti abkhaze; la nuova scrittura, basata sull'alfabeto
cirillico viene introdotta, le scuole di abkhazo riaprono e la gestione
delle stesse viene rimessa nelle mani degli
abkhazi.
1978 130 intellettuali abkhazi scrivono un manifesto
politico che viene inviato al presidente dell'URSS Brezhnev. Si tratta
della permessa per la richiesta di separazione amministrativa per l'Abkhazia
dalla Georgia e l'annessione alla Russia a causa delle continue discriminazioni
da parte dei georgiani contro gli abkhazi. Di contro si propone per l'università
di Stato dell'Abkhazia di tenere corsi in lingua georgiana, russa ed abkhaza
in modo tale da rispondere alle esigenze di istruzione superiore nella
Georgia occidentale. I 130 firmatari della lettera perdono i loro posti
di lavoro pochi giorni dopo.
1989 Come conseguenza delle agitazioni dei nazionalisti
kartveliani , gli atriti etnici si manifestano in seguito al tentativo
di aprire un ramo dell'università di Tbilisi nella capitale dell'Abkhazia,
Sukhumi, mirato ad insediare in Abkhazia l'università georgiana
nata nel 1978, tale tentativo viene inteso dalla popolazione locale come
un attacco all'autonomia culturale e linguistica.
1989 Dopo la caduta del Muro di Berlino, il separatismo
abkhazo si arma per ottenere l'indipendenza dalla Georgia (che successivamente,
nel '91, diverrà a sua volta indipendente dall'URSS).
1990 Come in altre repubbliche autonome dell'URSS, il
Soviet supremo dell'Abkhazia dichiara unilateralmente la sovranità
sul relativo territorio, Tiblisi non reagisce alla minaccia separatista.
1991 Marzo. Una maggioranza assoluta dell'elettorato
abkhazo sceglie attraverso il voto di rimanere all'interno dell'URSS trasformata
in C.S.I. (Comunità degli Stati Indipendenti) accettando la proposta
di Gorbachev piuttosto di correre il rischio di unirsi alla Georgia che
ha chiesto la relativa indipendenza.
1992 Luglio. Le autorità locali dell'Abkhazia
votano a favore dell'indipendenza. Il neonato esercito georgiano venne
mandato a presidiare Sukhumi, la capitale dell'Abkhazia, è l'inizio
della guerra. Gli abkhazi decidono di appelarsi al decadimento di tutta
la legislazione sovietica che ha interessato la Georgia. La neonata Repubblica
Georgiana ha infatti optato per per la reintroduzione della costituzione
pre-bolscevica del 1921. Analogamente l'Abkhazia reintegra la relativa
costituzione del 1925 come misura provvisoria poiché nessuna condizione
istituzionale è stata assegnata all'Abkhazia nella costituzione
georgiana del 1921. Di contro la costituzione abkhaza del 1925 ha nella
permessa un rapporto federativo e paritario fra le due repubbliche di
Abkhazia e di Georgia.
1992 I partigliani abkhazi costituitisi e raggrupatisi
nei "Fratelli dei Boschi" e nelle "Legioni Bianche"
massacrarono centinaia di georgiani residenti nella regione, e centinaia
di migliaia sono costretti ad abbandonare i loro villaggi per fuggire
in Georgia. La Russia post-comunista non rimane neutrale in questo conflitto,
parteggiando per i separatisti abkhazi, al fine di impedire il progetto
di Tiblisi di costruire - facendolo passare per l'Abkhazia - un metanodotto
per portare sul Mar Nero il gas naturale del Mar Caspio.
1992 14 Agosto. Mentre le trattative sulla natura dei
legami federali futuri fra Abkhazia e Georgia sono in corso, Shevardnadze,
presidente georgiano, pianifica l'invasione dell'Abkhazia. La sua giustificazione
è quella di assistere i geogrgiani perseguitati dalle brutali aggrassioni
dei separatisti abkhazi.
1993 30 Settembre. I guerriglieri abkhazi appoggiati
da mercenari dell'esercito russo conquistano dopo aspri combattimenti
Sukhumi, capitale dell'Abkhazia, cacciando le forze georgiane dalla regione
ed espellendo poi tutti i civili georgiani rimasti.
1994 Una forza di pace russa interviane nel conflitto
e si stanzia al confine tra Abkhazia e Georgia con il pretesto di evitare
scontri tra le due comunità, sancendo così il dato di fatto
della separazione tra i due paesi. Alla fine del 1994 l'Abkhazia si dota
di una Costituzione indipendente nomina un Presidente della Repubblica,
mai riconosciuto da Tiblisi.
1998 Riesplodono i combattimenti tra partigiani abkhazi
ed esercito goergiano. A farne le spese, ancora una volta, i civili georgiani,
uccisi a centinaia. Tiblisi accusa senza mezzi termini la Russia di appoggiare
i ribelli abkhazi mentre la Russia accusa la Georgia di fornire asilo
agli indipendentisti ceceni.
2003 23 Novembre. In Georgia prende piede la "Rivoluzione
delle Rose", simbolo del Movimento Nazionale, espressione della destra
georgiana. Viene cacciato l'ex leader comunista Shevarnaze che ha governato
per 13 anni rendendo la Georgia uno dei piu’ poveri paesi d’Europa.
Il 30 per cento della popolazione e’ stata costretta ad andare a
lavorare all’estero. In Georgia viene insediato un governo filo-occidentale
più vicino alle posizioni di Stati Uniti e Russia al fine di sabotare
l'idea del gas-dotto del Caspio, e propenso all'ingresso della Georgia,
paese di notevole importanza strategica, nella N.A.T.O.
2005
13 Gennaio. Elezioni presidenziali. Due ex avversari si presentano
per le elezioni presidenziali in Abkhazia. Lo scrutinio non viene riconosciuto
dalla comunità internazionale, anche se a vigilare sulle operazioni
di voto ci sono osservatori osservatori russi. Almeno la metà più
uno degli elettori devono recarsi alle urne perché il voto sia
valido, l'obiettivo non scontato perché il vincitore del primo
turno, il leader dell'opposizione Sergei Bagapsh, ha deciso di presentare
come candidato vice presidente il suo più acerrimo rivale, Raul
Khadzhimba, ex agente del Kpg e particolarmente benvoluto da Mosca, il
quale non aveva accettato la sconfitta al primo turno. Su pressione russa,
Bagapsh ha dovuto inserirlo nella squadra presidenziale. Venuto meno il
principale sfidante, al ballottaggio parteciperà Yakoub Lakoba,
rettore dell'università locale. Al primo turno aveva ottenuto appena
500 voti. In Abkhazia gli aventi diritto al voto sono pìù
di 110.000
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