BRASILE

SCHEDA CONFLITTO


IL CONFLITTO PER LA TERRA IN BRASILE E IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI RURALI SEM-TERRA


Il conflitto per la terra in Brasile è il lascito di un’iniqua distribuzione della ricchezza che caratterizza l’intera società brasiliana. In molte regioni rurali del paese è in corso un conflitto non dichiarato che dura da circa 50 anni, che contrappone i movimenti organizzati dei contadini poveri e le milizie dei grandi proprietari terrieri.
La mancata riforma agraria, questione pendente del Brasile odierno, è alla radice delle rivendicazioni dei movimenti che intendono difendere i diritti della popolazione povera che risiede nelle aree rurali. In molti casi, i latifondisti sono eredi della struttura sociale del periodo coloniale portoghese, detengono migliaia di ettari di terreni improduttivi, sfruttano il lavoro schiavo e organizzano milizie armate per ostacolare le occupazioni organizzate dai sem-terra. In Brasile, il modello basato sull’esportazione di prodotti agricoli ha prosperato per 400 anni, fino al 1930, mentre la rivoluzione borghese compiuta da Getúlio Vargas ha lasciato intatto il sistema di potere nelle campagne. Oggi, l’1% dei proprietari possiede il 56% delle terre coltivabili, corrispondente a 133 milioni di ettari.
Essendo il Brasile un paese di dimensioni continentali, non è corretto ridurre la grande proprietà al modello di latifondo poco produttivo, a causa della presenza, radicata negli Stati del sud, di un’agricoltura industriale trainata dalle esportazioni. Tuttavia, il paese risente della mancanza di strumenti giuridici consolidati per favorire la piccola proprietà e quindi per sradicare la povertà endemica che caratterizza la vita dei contadini, mentre nelle aree più arretrate i latifondisti concentrano il potere economico, politico, giudiziario e sulle forze di polizia. Negli Stati più arretrati si concentra la maggiore conflittualità fra i movimenti per la riforma agraria e le milizie dei latifondisti. Il governo di Luiz Inácio Lula da Silva, entrato in carica nel 2003, non è riuscito a implementare una seria riforma agraria, tuttavia ha cessato di considerare la questione come secondaria. Tuttavia, l’attuale governo federale è ostaggio dei partiti che lo sostengono in Parlamento, i quali – con circa 180 deputati su 530 – rappresentano gli interessi dell’oligarchia terriera degli Stati più arretrati, dove maggiore è la concentrazione della terra.
I movimenti organizzati dei lavoratori agricoli, diffusi in tutto il paese, hanno promosso una strategia di protesta pacifica, finalizzata a sensibilizzare i contadini poveri e l’intera società brasiliana. Le marce lungo le strade statali mirano a sensibilizzare i contadini poveri, che spesso non hanno accesso a mezzi di informazione e non hanno strumenti per mobilitarsi, mentre le occupazioni di edifici pubblici servono per premere sulle istituzioni incaricate della riforma agraria. Il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST) rappresenta l’espressione più conosciuta a livello internazionale delle lotte per la terra in Brasile.

Il MST nasce nel 1984 ed eredita l’esperienza di decenni di lotte ed occupazioni per una migliore distribuzione della terra. Nel corso degli anni ’90, il MST costruisce una rete di solidarietà internazionale e propone azioni che superano la dimensione agraria, finalizzate ad un cambiamento radicale della società brasiliana. Il Movimento ha partecipato anche all’organizzazione dei 3 Forum Sociali Mondiali che si sono tenuti a Porto Alegre (Rio Grande do Sul), sensibilizzando migliaia di partecipanti su tematiche quali la riforma agraria, l’agricoltura sostenibile, la deforestazione del’Amazzonia e le condizioni delle centinaia di migliaia di emarginati costretti ad abbandonare le campagne per ingrossare le file del sottoproletariato di metropoli come Rio de Janeiro e San Paolo.
In 20 anni di attività, migliaia di famiglie di senza terra sono state insediate in seguito ad occupazioni dei cosiddetti “latifondi improduttivi”, tuttavia i grandi proprietari hanno ricorso continuamente alla violenza per respingere le invasioni e non hanno risparmiato gli attivisti politici dalle rappresaglie. Oggi, il MST rappresenta la maggioranza dei 4.8 milioni di famiglie di senza terra, corrispondenti a circa 15 milioni di brasiliani, promuove una serie molto vasta di attività che vanno dall’educazione all’appoggio delle rivendicazioni dei movimenti urbani e può contare su almeno 20.000 attivisti, presenti in tutti gli Stati del Brasile.
A 21 anni dalla fondazione, il MST rappresenta la principale forma di resistenza organizzata all’aristocrazia terriera latifondista e alle grandi multinazionali, promuovendo i diritti di milioni di contadini senza terra, salariati e piccoli proprietari. Anche se è diventato famoso in tutto il mondo per propugnare una distribuzione più equa dei milioni di ettari di terreni improduttivi, il MST ha premuto per una serie di cambiamenti importanti della legislazione nazionale brasiliana. Da anni, il Movimento spinge per la costituzione di linee di crediti agevolati per i piccoli proprietari agricoli, per la messa al bando delle sementi transgeniche e per il disarmo delle milizie private dei latifondisti.
La strategia più utilizzata dai militanti del MST è l’occupazione pacifica dei latifondi considerati improduttivi, finalizzata al riconoscimento dell’improduttività dei terreni. I latifondisti temono le invasioni poiché, se sono seguite da una dichiarazione governativa che attesta l’improduttività dei terreni, ne comportano l’esproprio e l’assegnazione a famiglie di senza terra, mentre il proprietario riceve un rimborso dallo Stato federale. Per evitare ciò, i grandi proprietari cercano di sgomberare gli accampamenti del MST prima che gli apparati governativi incaricati della riforma agraria si interessino ufficialmente della questione.
I militanti sem-terra, i missionari e i membri dei partiti di sinistra (come il PT) sono il bersaglio dell’attività di intimidazione e di eliminazione fisica promossa dai grandi proprietari i quali, per ribattere alla strategia delle occupazioni, invadono le terre che appartengono ai piccoli contadini e allo Stato federale e le recintano, impedendo che il governo possa costituire piccoli insediamenti sulle sue proprietà.
Gli Stati maggiormente colpiti dalle pratiche di appropriazione illegale delle terre sono: Pará, Acre, Amazonas, Maranhão, Mato Grosso, Rondônia, Roraima e Tocantins. La concentrazione della terra in questi Stati e i furti a discapito del governo federale sono il risultato di una storia di secolare impunità, caratterizzata dall’assenza di un potere giudiziario imparziale e da forze di polizia corrotte. Da oltre un secolo, i latifondisti organizzano milizie armate private (milícias) che raccolgono lavoratori salariati delle loro proprietà e membri delle polizie statali.
Le milizie svolgono una serie di funzioni: scoraggiano e reprimono i tentativi di invasione dei sem-terra; invadono con violenza i terreni pubblici e quelli di piccoli proprietari, aggregando nuovi terreni al latifondo; organizzano gli omicidi di militanti politici e di missionari scomodi. I cosiddetti crimini di pistolagem rappresentano una minaccia seria alla vita civile di molti Stati del Nord e del Nordest del Brasile, in quanto sono il risultato della formazione di organizzazioni illecite che godono dell’appoggio di membri delle istituzioni. Spesso, la polizia agisce come braccio armato dei potentati locali, vale a dire i grandi latifondisti e l’apparato burocratico ad essi contiguo. Alcuni vescovi hanno denunciato queste reti di complicità e la consuetudine dei grandi proprietari di occupare la maggior estensione di terra possibile, per collocare allevamenti estensivi e per lo sfruttamento del legname. Tuttavia, le proteste della Pastorale della Terra servono a poco, in assenza di interventi rapidi del governo federale. Il MST raramente ha risposto con la violenza a questo tipo di azioni, tuttavia qualche gruppo di militanti, che agisce in aree ad alto rischio, è provvisto di piccoli arsenali di armi da fuoco, per difendersi dagli attacchi delle milícias.

Dal 1985, gli omicidi riconducibili a gruppi armati che agiscono per conto di latifondisti sono stati circa 1.400 (compresi quelli di 400 attivisti), il 92,5% dei quali è rimasto impunito. A questi, va aggiunto un numero imprecisato di lavoratori nei latifondi che, dopo essersi ribellato contro le condizioni di schiavitù, è stato eliminato fisicamente. Nel 2004, 36 sono state le vittime – attivisti sem-terra, missionari, índios – direttamente riconducibili alla violenza nei campi, mentre all’inizio del 2005, erano 213 gli attivisti minacciati e privi di protezione della polizia. È riconosciuto da molti che il sistema giudiziario di alcuni Stati (come Paraíba e Pernambuco) è controllato da rappresentanti dei latifondisti, che spesso decidono di non trattare i casi di omicidio di lavoratori senza terra e di attivisti politici. Dal 1985 al 2004, solo 15 mandanti e 64 esecutori materiali sono stati condannati; su un totale di 1.024 processi, risultanti da oltre 1.400 crimini, solamente il 7,6% sono stati portati a termine.
Secondo i dati elaborati dalla Commissione Pastorale della Terra, nel corso del 2004 quasi due milioni di brasiliani (corrispondenti a 385.899 famiglie) sono state coinvolti direttamente in 1.543 conflitti nelle aree rurali. Nel 2003, gli episodi di conflittualità registrati sono stati 1.690, nel 2002 925, nel 2001 880 e nel 2000 660.
Secondo gli esperti, la crescita della conflittualità è la conseguenza di due dinamiche: da una parte, la crescita delle aspettative di riforma agraria, dall’altra l’occupazione illecita di terreni da parte dei grandi produttori, con l’espulsione dei piccoli proprietari e dei sem-terra. Fra i motivi che hanno contribuito all’aumento delle aspettative dei movimenti per la riforma agraria, va ricordata la nomina di Marcelo Resende, membro di una ONG vicina al MST, alla presidenza dell’Istituto Nazionale per la Colonizzazione e la Riforma Agraria (INCRA).
Un altro aspetto del conflitto per la terra, spesso dimenticato, riguarda le riserve indigene, istituite da decenni da parte del governo federale ma costantemente minacciate da latifondisti, commercianti di legname e garimpeiros (cercatori di minerali preziosi). Dei 430.000 índios brasiliani, circa 130.000 risiedono in 50 aree ancora non ufficialmente demarcate, per questo vivono in una situazione di conflitto latente con i grandi proprietari terrieri. Da questo punto di vista, gli Stati che presentano i fuochi di maggiore tensione sono: Goiás, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Pará.
Per riassumere, si osserva che la maggiore conflittualità si registra nelle aree in cui la concentrazione delle terre è elevata, la riforma agraria è ferma, i progetti di sfruttamento del territorio avanzano e lo Stato è assente. Il Piano Nazionale di Lotta alla Violenza nelle Campagne, elaborato dal governo Lula, ha registrato gravi ritardi nell’implementazione. Tuttavia, in assenza di un piano per una migliore distribuzione delle terre, questa misura non può abbassare il livello dello scontro fra contadini poveri e latifondisti.

1500 Scoperta del Brasile.

XVI Secolo Inizio della colonizzazione portoghese, limitata alle aree costiere.

XVI e XVII Secolo Attività dei Gesuiti in Brasile, conversioni di massa al cristianesimo degli indios. Inizio dello sfruttamento della terra.

XVII secolo Deportazione di manodopera schiava dall’Africa subsahariana, per carenza di manodopera indigena.

1750 Cacciata dei Gesuiti dal Brasile, diffusione del latifondo in molte zone.

1822 Proclamazione dell’indipendenza del Brasile dalla corona portoghese; costituzione dell’Impero Brasiliano.

1850 Decreto imperiale di abolizione della schiavitù. Legge delle Terre: i neri liberati non possono entrare in possesso di terreni agricoli. Diffusione del grande latifondo, mentre l’agro-export è il settore trainante dell’economia nazionale.

1888 Abolizione della schiavitù

1889 Deposizione dell’Imperatore, proclamazione della Repubblica (República Oligárquica). Potere nelle mani delle oligarchie degli Stati di San Paolo (produttori di caffé) e di Minas Gerais (proprietari di allevamenti estensivi).

1910 Prime mobilitazioni degli operai, organizzati in sindacati anarchici, nei principali centri urbani.

1922 Fondazione del Partito Comunista Brasiliano, più volte dichiarato illegale.

1930 Elezioni presidenziali e frode elettorale dell’oligarchia di San Paolo; interviene l’esercito ripristinare la legalità e la Presidenza va a Getúlio Vargas. Crisi finanziaria e commerciale mondiale, inizio dell’intervento dello Stato federale in economia. Inizia il periodo dell’Industrializzazione per Sostituzione delle Importazioni (ISI). Crisi delle oligarchie terriere.

Anni ’30 Concessioni di Vargas ai lavoratori industriali urbani, base della coalizione populista, sancite dalla Costituzione del 1934. I diritti dei lavoratori dell’agricoltura non vengono allargati e rimangono quasi nulli.

1937 Auto-golpe di Getúlio Vargas, che proclama il regime autoritario (Estado Novo), ispirato al fascismo. Divieto delle attività politiche, ma contestuale miglioramento dei diritti sociali degli operai.

1943 Il Brasile entra in guerra al fianco degli Alleati.

1945 Fine della Seconda Guerra Mondiale, dimissioni di Vargas. Il Generale Dutra vince le elezioni presidenziali. Inizia la República Populista, caratterizzata dalla saldatura – imposta dall’alto – degli interessi del latifondo con quelli dei sindacati degli operai urbani.

1950 Getúlio Vargas vince le elezioni presidenziali. Si sviluppa lo schema populista, con mobilitazioni nelle città (maggiori diritti agli operai) e il mantenimento dello status quo nelle campagne.

1954 Incremento della mobilitazione urbana. Emergono fratture nella coalizione populista, Vargas si suicida dopo le minacce di colpo di stato militare. Il Partito Comunista fonda la ULTAB (Unione dei Lavoratori Agricoli), con diffusione nazionale.

1955 Vittoria del populista Juscelino Kubitscheck alle elezioni presidenziali. Maggiore apertura al capitale internazionale, crescita economica sostenuta, grandi investimenti in infrastruttura. Iniziano le grandi migrazioni interne verso le aree urbane e industriali.

Anni ’50 Prime mobilitazioni nelle aree rurali, in varie parti del paese, con il sostegno della Commissione Pastorale della Terra. Nascono le Ligas Camponeses (Leghe Contadine) nel Nordest, composte da senza terra, braccianti, piccoli proprietari e fittavoli.

1959 Nasce il MASTER (Movimento degli Agricoltori Senza Terra), nel Rio Grande do Sul, e promuove varie occupazioni di latifondi.

1960 Elezioni presidenziali con risultato ambiguo: il populista conservatore Quadros va alla Presidenza e il progressista Goulart va alla Vicepresidenza.

1961 Abbandono polemico della Presidenza da parte di Quadros. Goulart è nominato Presidente, ma il sistema politico diventa parlamentare.Primo Congresso nazionale dei contadini e lavoratori agricoli del Brasile.

1963 Ritorno del presidenzialismo, dopo un apposito referendum. Goulart propone le “riforme di base”, fra cui la riforma agraria. Forte ostilità del latifondo e del capitale internazionale ad ogni cambiamento in quella direzione. Il governo approva lo Statuto della Terra, con l’estensione (rimasta sulla carta) dei diritti dell’operaio urbano al lavoratore agricolo. Creazione della CONTAG (Confederazione dei Lavoratori Agricoli), promossa dal governo federale.

1964 Il governo favorisce la radicalizzazione delle mobilitazioni in tutto il paese, nelle aree industriali e nelle campagne. Rottura della coalizione populista, con i latifondisti che cessano di appoggiare il governo. Goulart spinge per la mobilitazione di massa, fra i timori dei latifondisti e degli USA. Colpo di Stato militare (31 marzo), con il sostegno della CIA

1964-1965 Si costituisce il governo della Giunta Militare, al potere per quasi 20 anni. Varo dello Statuto della Terra, sostanzialmente favorevole ai grandi proprietari: le sue parti più innovative non sono mai applicate. Nascita dei movimenti di resistenza alla dittatura, su tre livelli: i movimenti giovanili/studenteschi; i sindacati e le organizzazioni dei contadini appoggiati della Chiesa; le guerriglie armate. Nascono le Comunità Ecclesiastiche di Base, molto attive nelle campagne per la tutela dei contadini poveri.

1968 Giro di vite della repressione, con la promulgazione dell’Atto Istituzionale n. 5. Svolta autoritaria, con la chiusura del Parlamento e carcerazioni di massa.

Anni ’70 La dittatura vara alcuni megaprogetti di colonizzazione dell’Amazzonia, con ripetuti fallimenti, spesso per mancanza di fondi. I latifondisti espropriano migliaia di contadini senza terra e piccoli proprietari, che migrano verso le grandi città.

1975 Nascita della Commissione Pastorale della Terra, che riunisce vescovi e sacerdoti generalmente seguaci della Teologia della Liberazione. In tutto il paese ci sono fermenti contro la dittatura, come dimostrano le sconfitte dei candidati governativi nelle elezioni parlamentari del 1974, 1976 e 1978.

1979 Congresso nazionale della CONTAG a Brasilia.
Occupazioni di latifondi in vari Stati, a partire dal Rio Grande do Sul.

1980 Esce il primo bollettino Sem Terra e viene costituita la prima segreteria amministrativa del futuro movimento a Porto Alegre. Grandi mobilitazioni dei sindacati non ufficiali nella zona industriale di San Paolo, organizzate dalla base del futuro Partito dei Lavoratori di Lula (PT).

Inizio degli anni ’80 Si allentano gli strumenti di repressione della dittatura. Si svolgono le prime elezioni libere per i governatori (1982), in un ambiente di transizione controllata dall’alto. Omicidi degli oppositori più in vista, organizzati dalla fazione più conservatrice delle forze armate.

1982 Manifestazioni per le elezioni dirette per la Presidenza della Repubblica e contro la dittatura. Mobilitazioni nei principali centri urbani. Incontro nazionale di Goiânia (Goiás) dei movimenti per la riforma agraria.

1984 Il 24 gennaio viene fondato il MST, a Cascavél (Paraná), da parte di 80 rappresentanti di 13 Stati.

1985 Elezione indiretta del primo Presidente civile, il democratico Tancredo Neves. Questi muore prima di assumere l’incarico e subentra il vice, José Sarney. Il governo vara il Piano Nazionale per la Riforma Agraria (PNRA), realmente innovativo, con la previsione di insediare 1.4 milioni di famiglie. Inizia il movimento di rinnovamento conservatore della Chiesa Cattolica, diretto contro la Teologia della Liberazione. Nasce l’União Democrática Ruralista (UDR), sindacato dei latifondisti brasiliani, che denigra il PNRA e ne ottiene importanti modifiche.

1985-oggi Con la penetrazione del capitale internazionale, inizia la meccanizzazione dell’agricoltura e lo sfruttamento intensivo di ampi territori. Lo sviluppo non risparmia la foresta amazzonica, con ripercussioni gravissime sullo stato di salute globale dell’ambiente. Si sviluppa un processo di differenziazione delle coltivazioni: il Brasile si colloca ai primi posti nel mondo per la produzione di soia, caffé, zucchero, cotone, riso.

1988 Nuova Costituzione democratica, che include la riforma agraria e modalità dettagliate per espropriare i latifondi improduttivi. Chico Mendes, leader del sindacato dei lavoratori rurali di un piccolo centro dell’Acre, è assassinato da sicari assoldati dai latifondisti della zona.

1989 Il PNRA fallisce, con l’insediamento del 6% delle famiglie previste. Il MST sostiene attivamente Lula nella campagna elettorale. Fernando Collor de Mello diventa Presidente della Repubblica, sconfiggendo di misura Lula al ballottaggio. Il governo aderisce al “Washington Consensus”, implementando varie riforme che portano all’apertura del mercato locale al capitale internazionale.

1992 Dopo alcuni scandali di corruzione, il Parlamento decreta l’impeachment di Collor de Mello, mentre il vicepresidente Itamar Franco lo sostituisce. Aumentano provvisoriamente i fondi per la riforma agraria, in un contesto contrassegnato dalle privatizzazioni e dalla penetrazione del capitale transnazionale.

1993 Crisi economica molto profonda, caratterizzata dall’iperinflazione. Il varo del Plan Real, da parte dell’allora ministro dell’Economia Fernando Henrique Cardoso, si rivela un successo, seppure provvisorio.

1994 Vittoria di Cardoso alle elezioni presidenziali, al primo turno. Crescono i movimenti di protesta e per la riforma agraria, con azioni di lotta in tutto il paese.

1995 Uccisione di 9 contadini nello Stato di Rondônia, durante un’operazione di sgombero compiuta dalle forze di polizia statali. Terzo Congresso Nazionale del MST, con 5.000 delegati che condannano il disinteresse del governo di Cardoso per la riforma agraria.

1996 Massacro di Eldorado de Carajás: 21 braccianti senza terra vengono uccisi dalle milizie private dei latifondisti e da agenti della polizia del Pará.

1997 Il MST organizza la prima marcia di protesta su Brasilia, con migliaia di partecipanti che reclamano contro l’immobilismo della classe dirigente sulla riforma agraria, a un anno dal massacro di Eldorado de Carajás.

1998 Nuove elezioni presidenziali, con la conferma di Cardoso, di nuovo vittorioso al ballottaggio contro Lula. Dopo il primo mandato di Cardoso, 265.000 famiglie di sem-terra sono state insediate, mentre 450.000 famiglie di piccoli proprietari hanno perso i rispettivi possedimenti, a causa delle violenze dei latifondisti.

1999-2001 Il MST estende le sue azioni ai settori educativi e alle periferie urbane. Crescono le mobilitazioni in tutto il paese, con occupazioni di latifondi spesso osteggiate con la violenza da parte dei latifondisti.

2002 Il MST contribuisce all’organizzazione del Primo Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre (Rio Grande do Sul) e promuove iniziative contro l’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA). A novembre, Lula vince le elezioni, sconfiggendo il socialdemocratico José Serra al ballottaggio. È il primo Presidente eletto che proviene da un partito di sinistra, per questo porta il carico delle aspettative di mutamento di una società profondamente iniqua.

2003 Lula assume l’incarico, sostenuto in Parlamento dal PT e da alcuni partiti che esprimono gli interessi dei latifondisti. Miguel Rossetto, esponente dell’ala radicale del PT, diventa Ministro per la Riforma Agraria. Il governo vara il Piano Nazionale per la terra, con la previsione di insediare 400.000 famiglie di senza terra entro la fine del 2006.

2004 La Relazione delle Nazioni Unite, prodotta dal relativo Programma di Sviluppo, colloca il Brasile all’ottavo posto fra i paesi con distribuzione della rendita più iniqua. Il 10% dei cittadini possiede il 46% della ricchezza.

2005 A gennaio, una milizia al soldo dei latifondisti uccide la missionaria Dorothy Stang nello Stato del Pará. È la più famosa delle vittime recenti prodotte dalla violenza armata dei latifondisti. A maggio, la Marcia Nazionale per la Riforma Agraria vede la partecipazione di 12.000 persone, che percorrono i 450 chilometri che separano Goiânia da Brasília. Lula si accorda con il MST su 7 punti relativi alla riforma agraria. Il 25 luglio, è proclamata la giornata del Lavoratore e della Lavoratrice Agraria, con una serie di mobilitazioni in tutto il paese.A settembre, migliaia di persone partecipano alle “Giornate di Lotta”, per esigere dal governo federale il rispetto degli accordi stipulati a maggio. A novembre, la Commissione parlamentare di Inchiesta sulla Terra, controllata dai rappresentanti dei latifondisti (13 su 20), elabora una Relazione che criminalizza le occupazioni dei terreni improduttivi da parte dei sem-terra. In particolare, le giudica come “atto terrorista” e “crimine fetido”. Alla fine dell’anno, solo 180.000 delle 400.000 famiglie previste sono state insediate, mentre non si fermano le violenze contro i militanti del MST, rappresentanti di oltre 500.000 famiglie di contadini poveri brasiliani.

2006 Secondo le cifre del MST, il governo Lula in tre anni ha insediato solo il 25% delle famiglie in terre espropriate al latifondo, mentre il resto è stato sistemato su terreni pubblici e su lotti già esistenti. Le prospettive per l’anno in corso non appaiono promettenti. Lula disputerà la rielezione a ottobre, e per compiacere gli alleati eviterà di accelerare la risoluzione della questione agraria.



LINKS

Pagina ufficiale del Movimento Sem Terra http://www.mst.org.br
Sito italiano di sostegno al MST (con molti documenti) http://www.comitatomst.it
Istituto nazionale per la Colonizzazione e la Riforma Agraria (INCRA) http://www.incra.gov.br
Partido dos Trabalhadores http://www.pt.org.br
União Democrática Ruralista (sindacato dei latifondisti) http://www.udr.org.br
Comissão Pastoral da Terra http://www.cptnac.com.br/

 

 

Il logo del MST

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