SCHEDA CONFLITTO
IL CONFLITTO
PER LA TERRA IN BRASILE E IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI RURALI SEM-TERRA
Il conflitto per la terra in Brasile è il lascito di un’iniqua
distribuzione della ricchezza che caratterizza l’intera società
brasiliana. In molte regioni rurali del paese è in corso un conflitto
non dichiarato che dura da circa 50 anni, che contrappone i movimenti
organizzati dei contadini poveri e le milizie dei grandi proprietari terrieri.
La mancata riforma agraria, questione pendente del Brasile odierno, è
alla radice delle rivendicazioni dei movimenti che intendono difendere
i diritti della popolazione povera che risiede nelle aree rurali. In molti
casi, i latifondisti sono eredi della struttura sociale del periodo coloniale
portoghese, detengono migliaia di ettari di terreni improduttivi, sfruttano
il lavoro schiavo e organizzano milizie armate per ostacolare le occupazioni
organizzate dai sem-terra. In Brasile, il modello basato sull’esportazione
di prodotti agricoli ha prosperato per 400 anni, fino al 1930, mentre
la rivoluzione borghese compiuta da Getúlio Vargas ha lasciato
intatto il sistema di potere nelle campagne. Oggi, l’1% dei proprietari
possiede il 56% delle terre coltivabili, corrispondente a 133 milioni
di ettari.
Essendo il Brasile un paese di dimensioni continentali, non è corretto
ridurre la grande proprietà al modello di latifondo poco produttivo,
a causa della presenza, radicata negli Stati del sud, di un’agricoltura
industriale trainata dalle esportazioni. Tuttavia, il paese risente della
mancanza di strumenti giuridici consolidati per favorire la piccola proprietà
e quindi per sradicare la povertà endemica che caratterizza la
vita dei contadini, mentre nelle aree più arretrate i latifondisti
concentrano il potere economico, politico, giudiziario e sulle forze di
polizia. Negli Stati più arretrati si concentra la maggiore conflittualità
fra i movimenti per la riforma agraria e le milizie dei latifondisti.
Il governo di Luiz Inácio Lula da Silva, entrato in carica nel
2003, non è riuscito a implementare una seria riforma agraria,
tuttavia ha cessato di considerare la questione come secondaria. Tuttavia,
l’attuale governo federale è ostaggio dei partiti che lo
sostengono in Parlamento, i quali – con circa 180 deputati su 530
– rappresentano gli interessi dell’oligarchia terriera degli
Stati più arretrati, dove maggiore è la concentrazione della
terra.
I movimenti organizzati dei lavoratori agricoli, diffusi in tutto il paese,
hanno promosso una strategia di protesta pacifica, finalizzata a sensibilizzare
i contadini poveri e l’intera società brasiliana. Le marce
lungo le strade statali mirano a sensibilizzare i contadini poveri, che
spesso non hanno accesso a mezzi di informazione e non hanno strumenti
per mobilitarsi, mentre le occupazioni di edifici pubblici servono per
premere sulle istituzioni incaricate della riforma agraria. Il Movimento
dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST) rappresenta l’espressione
più conosciuta a livello internazionale delle lotte per la terra
in Brasile.
Il MST nasce nel 1984 ed eredita l’esperienza
di decenni di lotte ed occupazioni per una migliore distribuzione della
terra. Nel corso degli anni ’90, il MST costruisce una rete di solidarietà
internazionale e propone azioni che superano la dimensione agraria, finalizzate
ad un cambiamento radicale della società brasiliana. Il Movimento
ha partecipato anche all’organizzazione dei 3 Forum Sociali Mondiali
che si sono tenuti a Porto Alegre (Rio Grande do Sul), sensibilizzando
migliaia di partecipanti su tematiche quali la riforma agraria, l’agricoltura
sostenibile, la deforestazione del’Amazzonia e le condizioni delle
centinaia di migliaia di emarginati costretti ad abbandonare le campagne
per ingrossare le file del sottoproletariato di metropoli come Rio de
Janeiro e San Paolo.
In 20 anni di attività, migliaia di famiglie di senza terra sono
state insediate in seguito ad occupazioni dei cosiddetti “latifondi
improduttivi”, tuttavia i grandi proprietari hanno ricorso continuamente
alla violenza per respingere le invasioni e non hanno risparmiato gli
attivisti politici dalle rappresaglie. Oggi, il MST rappresenta la maggioranza
dei 4.8 milioni di famiglie di senza terra, corrispondenti a circa 15
milioni di brasiliani, promuove una serie molto vasta di attività
che vanno dall’educazione all’appoggio delle rivendicazioni
dei movimenti urbani e può contare su almeno 20.000 attivisti,
presenti in tutti gli Stati del Brasile.
A 21 anni dalla fondazione, il MST rappresenta la principale forma di
resistenza organizzata all’aristocrazia terriera latifondista e
alle grandi multinazionali, promuovendo i diritti di milioni di contadini
senza terra, salariati e piccoli proprietari. Anche se è diventato
famoso in tutto il mondo per propugnare una distribuzione più equa
dei milioni di ettari di terreni improduttivi, il MST ha premuto per una
serie di cambiamenti importanti della legislazione nazionale brasiliana.
Da anni, il Movimento spinge per la costituzione di linee di crediti agevolati
per i piccoli proprietari agricoli, per la messa al bando delle sementi
transgeniche e per il disarmo delle milizie private dei latifondisti.
La strategia più utilizzata dai militanti del MST è l’occupazione
pacifica dei latifondi considerati improduttivi, finalizzata al riconoscimento
dell’improduttività dei terreni. I latifondisti temono le
invasioni poiché, se sono seguite da una dichiarazione governativa
che attesta l’improduttività dei terreni, ne comportano l’esproprio
e l’assegnazione a famiglie di senza terra, mentre il proprietario
riceve un rimborso dallo Stato federale. Per evitare ciò, i grandi
proprietari cercano di sgomberare gli accampamenti del MST prima che gli
apparati governativi incaricati della riforma agraria si interessino ufficialmente
della questione.
I militanti sem-terra, i missionari e i membri dei partiti di sinistra
(come il PT) sono il bersaglio dell’attività di intimidazione
e di eliminazione fisica promossa dai grandi proprietari i quali, per
ribattere alla strategia delle occupazioni, invadono le terre che appartengono
ai piccoli contadini e allo Stato federale e le recintano, impedendo che
il governo possa costituire piccoli insediamenti sulle sue proprietà.
Gli Stati maggiormente colpiti dalle pratiche di appropriazione illegale
delle terre sono: Pará, Acre, Amazonas, Maranhão, Mato Grosso,
Rondônia, Roraima e Tocantins. La concentrazione della terra in
questi Stati e i furti a discapito del governo federale sono il risultato
di una storia di secolare impunità, caratterizzata dall’assenza
di un potere giudiziario imparziale e da forze di polizia corrotte. Da
oltre un secolo, i latifondisti organizzano milizie armate private (milícias)
che raccolgono lavoratori salariati delle loro proprietà e membri
delle polizie statali.
Le milizie svolgono una serie di funzioni: scoraggiano e reprimono i tentativi
di invasione dei sem-terra; invadono con violenza i terreni pubblici e
quelli di piccoli proprietari, aggregando nuovi terreni al latifondo;
organizzano gli omicidi di militanti politici e di missionari scomodi.
I cosiddetti crimini di pistolagem rappresentano una minaccia seria alla
vita civile di molti Stati del Nord e del Nordest del Brasile, in quanto
sono il risultato della formazione di organizzazioni illecite che godono
dell’appoggio di membri delle istituzioni. Spesso, la polizia agisce
come braccio armato dei potentati locali, vale a dire i grandi latifondisti
e l’apparato burocratico ad essi contiguo. Alcuni vescovi hanno
denunciato queste reti di complicità e la consuetudine dei grandi
proprietari di occupare la maggior estensione di terra possibile, per
collocare allevamenti estensivi e per lo sfruttamento del legname. Tuttavia,
le proteste della Pastorale della Terra servono a poco, in assenza di
interventi rapidi del governo federale. Il MST raramente ha risposto con
la violenza a questo tipo di azioni, tuttavia qualche gruppo di militanti,
che agisce in aree ad alto rischio, è provvisto di piccoli arsenali
di armi da fuoco, per difendersi dagli attacchi delle milícias.
Dal 1985, gli omicidi riconducibili a
gruppi armati che agiscono per conto di latifondisti sono stati circa
1.400 (compresi quelli di 400 attivisti), il 92,5% dei quali è
rimasto impunito. A questi, va aggiunto un numero imprecisato di lavoratori
nei latifondi che, dopo essersi ribellato contro le condizioni di schiavitù,
è stato eliminato fisicamente. Nel 2004, 36 sono state le vittime
– attivisti sem-terra, missionari, índios – direttamente
riconducibili alla violenza nei campi, mentre all’inizio del 2005,
erano 213 gli attivisti minacciati e privi di protezione della polizia.
È riconosciuto da molti che il sistema giudiziario di alcuni Stati
(come Paraíba e Pernambuco) è controllato da rappresentanti
dei latifondisti, che spesso decidono di non trattare i casi di omicidio
di lavoratori senza terra e di attivisti politici. Dal 1985 al 2004, solo
15 mandanti e 64 esecutori materiali sono stati condannati; su un totale
di 1.024 processi, risultanti da oltre 1.400 crimini, solamente il 7,6%
sono stati portati a termine.
Secondo i dati elaborati dalla Commissione Pastorale della Terra, nel
corso del 2004 quasi due milioni di brasiliani (corrispondenti a 385.899
famiglie) sono state coinvolti direttamente in 1.543 conflitti nelle aree
rurali. Nel 2003, gli episodi di conflittualità registrati sono
stati 1.690, nel 2002 925, nel 2001 880 e nel 2000 660.
Secondo gli esperti, la crescita della conflittualità è
la conseguenza di due dinamiche: da una parte, la crescita delle aspettative
di riforma agraria, dall’altra l’occupazione illecita di terreni
da parte dei grandi produttori, con l’espulsione dei piccoli proprietari
e dei sem-terra. Fra i motivi che hanno contribuito all’aumento
delle aspettative dei movimenti per la riforma agraria, va ricordata la
nomina di Marcelo Resende, membro di una ONG vicina al MST, alla presidenza
dell’Istituto Nazionale per la Colonizzazione e la Riforma Agraria
(INCRA).
Un altro aspetto del conflitto per la terra, spesso dimenticato, riguarda
le riserve indigene, istituite da decenni da parte del governo federale
ma costantemente minacciate da latifondisti, commercianti di legname e
garimpeiros (cercatori di minerali preziosi). Dei 430.000 índios
brasiliani, circa 130.000 risiedono in 50 aree ancora non ufficialmente
demarcate, per questo vivono in una situazione di conflitto latente con
i grandi proprietari terrieri. Da questo punto di vista, gli Stati che
presentano i fuochi di maggiore tensione sono: Goiás, Mato Grosso,
Mato Grosso do Sul, Pará.
Per riassumere, si osserva che la maggiore conflittualità si registra
nelle aree in cui la concentrazione delle terre è elevata, la riforma
agraria è ferma, i progetti di sfruttamento del territorio avanzano
e lo Stato è assente. Il Piano Nazionale di Lotta alla Violenza
nelle Campagne, elaborato dal governo Lula, ha registrato gravi ritardi
nell’implementazione. Tuttavia, in assenza di un piano per una migliore
distribuzione delle terre, questa misura non può abbassare il livello
dello scontro fra contadini poveri e latifondisti.
1500 Scoperta del Brasile.
XVI Secolo Inizio della
colonizzazione portoghese, limitata alle aree costiere.
XVI e XVII Secolo Attività
dei Gesuiti in Brasile, conversioni di massa al cristianesimo degli indios.
Inizio dello sfruttamento della terra.
XVII secolo Deportazione
di manodopera schiava dall’Africa subsahariana, per carenza di manodopera
indigena.
1750 Cacciata dei Gesuiti
dal Brasile, diffusione del latifondo in molte zone.
1822 Proclamazione dell’indipendenza
del Brasile dalla corona portoghese; costituzione dell’Impero Brasiliano.
1850 Decreto imperiale
di abolizione della schiavitù. Legge delle Terre: i neri liberati
non possono entrare in possesso di terreni agricoli. Diffusione del grande
latifondo, mentre l’agro-export è il settore trainante dell’economia
nazionale.
1888 Abolizione della
schiavitù
1889 Deposizione dell’Imperatore,
proclamazione della Repubblica (República Oligárquica).
Potere nelle mani delle oligarchie degli Stati di San Paolo (produttori
di caffé) e di Minas Gerais (proprietari di allevamenti estensivi).
1910 Prime mobilitazioni
degli operai, organizzati in sindacati anarchici, nei principali centri
urbani.
1922 Fondazione del
Partito Comunista Brasiliano, più volte dichiarato illegale.
1930 Elezioni presidenziali
e frode elettorale dell’oligarchia di San Paolo; interviene l’esercito
ripristinare la legalità e la Presidenza va a Getúlio Vargas.
Crisi finanziaria e commerciale mondiale, inizio dell’intervento
dello Stato federale in economia. Inizia il periodo dell’Industrializzazione
per Sostituzione delle Importazioni (ISI). Crisi delle oligarchie terriere.
Anni ’30 Concessioni
di Vargas ai lavoratori industriali urbani, base della coalizione populista,
sancite dalla Costituzione del 1934. I diritti dei lavoratori dell’agricoltura
non vengono allargati e rimangono quasi nulli.
1937 Auto-golpe di Getúlio
Vargas, che proclama il regime autoritario (Estado Novo), ispirato al
fascismo. Divieto delle attività politiche, ma contestuale miglioramento
dei diritti sociali degli operai.
1943 Il Brasile entra
in guerra al fianco degli Alleati.
1945 Fine della Seconda
Guerra Mondiale, dimissioni di Vargas. Il Generale Dutra vince le elezioni
presidenziali. Inizia la República Populista, caratterizzata dalla
saldatura – imposta dall’alto – degli interessi del
latifondo con quelli dei sindacati degli operai urbani.
1950 Getúlio
Vargas vince le elezioni presidenziali. Si sviluppa lo schema populista,
con mobilitazioni nelle città (maggiori diritti agli operai) e
il mantenimento dello status quo nelle campagne.
1954 Incremento della
mobilitazione urbana. Emergono fratture nella coalizione populista, Vargas
si suicida dopo le minacce di colpo di stato militare. Il Partito Comunista
fonda la ULTAB (Unione dei Lavoratori Agricoli), con diffusione nazionale.
1955 Vittoria del populista
Juscelino Kubitscheck alle elezioni presidenziali. Maggiore apertura al
capitale internazionale, crescita economica sostenuta, grandi investimenti
in infrastruttura. Iniziano le grandi migrazioni interne verso le aree
urbane e industriali.
Anni ’50 Prime
mobilitazioni nelle aree rurali, in varie parti del paese, con il sostegno
della Commissione Pastorale della Terra. Nascono le Ligas Camponeses (Leghe
Contadine) nel Nordest, composte da senza terra, braccianti, piccoli proprietari
e fittavoli.
1959 Nasce il MASTER
(Movimento degli Agricoltori Senza Terra), nel Rio Grande do Sul, e promuove
varie occupazioni di latifondi.
1960 Elezioni presidenziali
con risultato ambiguo: il populista conservatore Quadros va alla Presidenza
e il progressista Goulart va alla Vicepresidenza.
1961 Abbandono polemico
della Presidenza da parte di Quadros. Goulart è nominato Presidente,
ma il sistema politico diventa parlamentare.Primo
Congresso nazionale dei contadini e lavoratori agricoli del Brasile.
1963 Ritorno del presidenzialismo,
dopo un apposito referendum. Goulart propone le “riforme di base”,
fra cui la riforma agraria. Forte ostilità del latifondo e del
capitale internazionale ad ogni cambiamento in quella direzione. Il governo
approva lo Statuto della Terra, con l’estensione (rimasta sulla
carta) dei diritti dell’operaio urbano al lavoratore agricolo. Creazione
della CONTAG (Confederazione dei Lavoratori Agricoli), promossa dal governo
federale.
1964 Il governo favorisce
la radicalizzazione delle mobilitazioni in tutto il paese, nelle aree
industriali e nelle campagne. Rottura della coalizione populista, con
i latifondisti che cessano di appoggiare il governo. Goulart spinge per
la mobilitazione di massa, fra i timori dei latifondisti e degli USA.
Colpo di Stato militare (31 marzo), con il sostegno della CIA
1964-1965 Si costituisce
il governo della Giunta Militare, al potere per quasi 20 anni. Varo dello
Statuto della Terra, sostanzialmente favorevole ai grandi proprietari:
le sue parti più innovative non sono mai applicate. Nascita dei
movimenti di resistenza alla dittatura, su tre livelli: i movimenti giovanili/studenteschi;
i sindacati e le organizzazioni dei contadini appoggiati della Chiesa;
le guerriglie armate. Nascono le Comunità Ecclesiastiche di Base,
molto attive nelle campagne per la tutela dei contadini poveri.
1968 Giro di vite della
repressione, con la promulgazione dell’Atto Istituzionale n. 5.
Svolta autoritaria, con la chiusura del Parlamento e carcerazioni di massa.
Anni ’70 La dittatura
vara alcuni megaprogetti di colonizzazione dell’Amazzonia, con ripetuti
fallimenti, spesso per mancanza di fondi. I latifondisti espropriano migliaia
di contadini senza terra e piccoli proprietari, che migrano verso le grandi
città.
1975 Nascita della Commissione
Pastorale della Terra, che riunisce vescovi e sacerdoti generalmente seguaci
della Teologia della Liberazione. In tutto il paese ci sono fermenti contro
la dittatura, come dimostrano le sconfitte dei candidati governativi nelle
elezioni parlamentari del 1974, 1976 e 1978.
1979 Congresso nazionale
della CONTAG a Brasilia.
Occupazioni di latifondi in vari Stati, a partire dal Rio Grande do Sul.
1980 Esce il primo bollettino
Sem Terra e viene costituita la prima segreteria amministrativa del futuro
movimento a Porto Alegre. Grandi mobilitazioni dei sindacati non ufficiali
nella zona industriale di San Paolo, organizzate dalla base del futuro
Partito dei Lavoratori di Lula (PT).
Inizio degli anni ’80 Si allentano
gli strumenti di repressione della dittatura. Si svolgono le prime elezioni
libere per i governatori (1982), in un ambiente di transizione controllata
dall’alto. Omicidi degli oppositori più in vista, organizzati
dalla fazione più conservatrice delle forze armate.
1982 Manifestazioni
per le elezioni dirette per la Presidenza della Repubblica e contro la
dittatura. Mobilitazioni nei principali centri urbani. Incontro nazionale
di Goiânia (Goiás) dei movimenti per la riforma agraria.
1984 Il 24 gennaio viene
fondato il MST, a Cascavél (Paraná), da parte di 80 rappresentanti
di 13 Stati.
1985 Elezione indiretta
del primo Presidente civile, il democratico Tancredo Neves. Questi muore
prima di assumere l’incarico e subentra il vice, José Sarney.
Il governo vara il Piano Nazionale per la Riforma Agraria (PNRA), realmente
innovativo, con la previsione di insediare 1.4 milioni di famiglie. Inizia
il movimento di rinnovamento conservatore della Chiesa Cattolica, diretto
contro la Teologia della Liberazione. Nasce l’União Democrática
Ruralista (UDR), sindacato dei latifondisti brasiliani, che denigra il
PNRA e ne ottiene importanti modifiche.
1985-oggi Con la penetrazione
del capitale internazionale, inizia la meccanizzazione dell’agricoltura
e lo sfruttamento intensivo di ampi territori. Lo sviluppo non risparmia
la foresta amazzonica, con ripercussioni gravissime sullo stato di salute
globale dell’ambiente. Si sviluppa un processo di differenziazione
delle coltivazioni: il Brasile si colloca ai primi posti nel mondo per
la produzione di soia, caffé, zucchero, cotone, riso.
1988 Nuova Costituzione
democratica, che include la riforma agraria e modalità dettagliate
per espropriare i latifondi improduttivi. Chico Mendes, leader del sindacato
dei lavoratori rurali di un piccolo centro dell’Acre, è assassinato
da sicari assoldati dai latifondisti della zona.
1989 Il PNRA fallisce,
con l’insediamento del 6% delle famiglie previste. Il MST sostiene
attivamente Lula nella campagna elettorale. Fernando Collor de Mello diventa
Presidente della Repubblica, sconfiggendo di misura Lula al ballottaggio.
Il governo aderisce al “Washington Consensus”, implementando
varie riforme che portano all’apertura del mercato locale al capitale
internazionale.
1992 Dopo alcuni scandali
di corruzione, il Parlamento decreta l’impeachment di Collor de
Mello, mentre il vicepresidente Itamar Franco lo sostituisce. Aumentano
provvisoriamente i fondi per la riforma agraria, in un contesto contrassegnato
dalle privatizzazioni e dalla penetrazione del capitale transnazionale.
1993 Crisi economica
molto profonda, caratterizzata dall’iperinflazione. Il varo del
Plan Real, da parte dell’allora ministro dell’Economia Fernando
Henrique Cardoso, si rivela un successo, seppure provvisorio.
1994 Vittoria di Cardoso
alle elezioni presidenziali, al primo turno. Crescono i movimenti di protesta
e per la riforma agraria, con azioni di lotta in tutto il paese.
1995 Uccisione di 9
contadini nello Stato di Rondônia, durante un’operazione di
sgombero compiuta dalle forze di polizia statali. Terzo Congresso Nazionale
del MST, con 5.000 delegati che condannano il disinteresse del governo
di Cardoso per la riforma agraria.
1996 Massacro di Eldorado
de Carajás: 21 braccianti senza terra vengono uccisi dalle milizie
private dei latifondisti e da agenti della polizia del Pará.
1997 Il MST organizza
la prima marcia di protesta su Brasilia, con migliaia di partecipanti
che reclamano contro l’immobilismo della classe dirigente sulla
riforma agraria, a un anno dal massacro di Eldorado de Carajás.
1998 Nuove elezioni presidenziali,
con la conferma di Cardoso, di nuovo vittorioso al ballottaggio contro
Lula. Dopo il primo mandato di Cardoso, 265.000 famiglie di sem-terra
sono state insediate, mentre 450.000 famiglie di piccoli proprietari hanno
perso i rispettivi possedimenti, a causa delle violenze dei latifondisti.
1999-2001 Il MST estende
le sue azioni ai settori educativi e alle periferie urbane. Crescono le
mobilitazioni in tutto il paese, con occupazioni di latifondi spesso osteggiate
con la violenza da parte dei latifondisti.
2002 Il MST contribuisce
all’organizzazione del Primo Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre
(Rio Grande do Sul) e promuove iniziative contro l’Area di Libero
Commercio delle Americhe (ALCA). A novembre, Lula vince le elezioni, sconfiggendo
il socialdemocratico José Serra al ballottaggio. È il primo
Presidente eletto che proviene da un partito di sinistra, per questo porta
il carico delle aspettative di mutamento di una società profondamente
iniqua.
2003 Lula assume l’incarico,
sostenuto in Parlamento dal PT e da alcuni partiti che esprimono gli interessi
dei latifondisti. Miguel Rossetto, esponente dell’ala radicale del
PT, diventa Ministro per la Riforma Agraria. Il governo vara il Piano
Nazionale per la terra, con la previsione di insediare 400.000 famiglie
di senza terra entro la fine del 2006.
2004 La Relazione delle
Nazioni Unite, prodotta dal relativo Programma di Sviluppo, colloca il
Brasile all’ottavo posto fra i paesi con distribuzione della rendita
più iniqua. Il 10% dei cittadini possiede il 46% della ricchezza.
2005 A gennaio, una milizia
al soldo dei latifondisti uccide la missionaria Dorothy Stang nello Stato
del Pará. È la più famosa delle vittime recenti prodotte
dalla violenza armata dei latifondisti. A maggio, la Marcia Nazionale
per la Riforma Agraria vede la partecipazione di 12.000 persone, che percorrono
i 450 chilometri che separano Goiânia da Brasília. Lula si
accorda con il MST su 7 punti relativi alla riforma agraria. Il 25 luglio,
è proclamata la giornata del Lavoratore e della Lavoratrice Agraria,
con una serie di mobilitazioni in tutto il paese.A settembre, migliaia
di persone partecipano alle “Giornate di Lotta”, per esigere
dal governo federale il rispetto degli accordi stipulati a maggio. A novembre,
la Commissione parlamentare di Inchiesta sulla Terra, controllata dai
rappresentanti dei latifondisti (13 su 20), elabora una Relazione che
criminalizza le occupazioni dei terreni improduttivi da parte dei sem-terra.
In particolare, le giudica come “atto terrorista” e “crimine
fetido”. Alla fine dell’anno, solo 180.000 delle 400.000 famiglie
previste sono state insediate, mentre non si fermano le violenze contro
i militanti del MST, rappresentanti di oltre 500.000 famiglie di contadini
poveri brasiliani.
2006 Secondo le cifre
del MST, il governo Lula in tre anni ha insediato solo il 25% delle famiglie
in terre espropriate al latifondo, mentre il resto è stato sistemato
su terreni pubblici e su lotti già esistenti. Le prospettive per
l’anno in corso non appaiono promettenti. Lula disputerà
la rielezione a ottobre, e per compiacere gli alleati eviterà di
accelerare la risoluzione della questione agraria.
LINKS
Pagina ufficiale del Movimento Sem Terra
http://www.mst.org.br
Sito italiano di sostegno al MST (con molti documenti) http://www.comitatomst.it
Istituto nazionale per la Colonizzazione e la Riforma Agraria (INCRA)
http://www.incra.gov.br
Partido dos Trabalhadores http://www.pt.org.br
União Democrática Ruralista (sindacato dei latifondisti)
http://www.udr.org.br
Comissão Pastoral da Terra http://www.cptnac.com.br/
|

Il logo del MST

LINK:
Pagina ufficiale del Movimento Sem Terra
http://www.mst.org.br
Sito italiano di sostegno al MST (con molti documenti)
http://www.comitatomst.it
Istituto nazionale per la Colonizzazione e la Riforma Agraria (INCRA)
http://www.incra.gov.br
Partido dos Trabalhadores
http://www.pt.org.br
União Democrática Ruralista (sindacato dei latifondisti)
http://www.udr.org.br
Comissão Pastoral da Terra
http://www.cptnac.com.br/
|