CECENIA

SCHEDA CONFLITTO

Si ringrazia per l'aiuto, la cortesia e la disponibilità Carlo Gubitosa.


1000 a.c. circa. Gli antenati del popolo ceceno si stabiliscono nelle montagne del Caucaso settentrionale. I linguisti non sono riusciti a stabilire con precisione quando questo popolo abbia cominciato a parlare una lingua simile al turco.

1560 Sotto lo Zar Ivan il Terribile, la Russia conduce una campagna di tre secoli per sottomettere il popolo ceceno e le altre tribù che vivono nelle montagne del Caucaso. Per la Russia, la catena montuosa del Caucaso è di importanza strategica in quanto costituisce una barriera naturale contro la possibile invasione della Turchia o della Persia.

1585 L'Impero Ottomano, sotto il Sultano Murad III, conquista la Cecenia e il resto del Caucaso settentrionale. Ma gli zar russi continuano a rivendicarne il possesso. Dagli invasori ottomani, i ceceni adottano la religione musulmana, che più tardi uniranno alla religione sufi.

1722-1770 Lo Zar Pietro il Grande invade per breve tempo la Cecenia Settentrionale e il Daghestan. L'esercito zarista occupa il caucaso settentrionale nel 1770.

1785-91 Sotto lo sceicco Mansur Ushurma, le truppe cecene si mettono alla testa dell'insurrezione antirussa condotta dalle tribù delle montagne caucasiche, la prima delle molte insurrezioni contro la Russia.

1817-1864 Le truppe russe impiegano una cinquantina d'anni per sottomettere i ceceni e gli altri popoli delle montagne caucasiche, che l'asceta musulmano Imam Shamil conduce verso la guerra santa contro la Russia e proclama unilateralmente l'Emirato del Caucaso Settentrionale, composto dalle attuali repubbliche di Cecenia, Inguscezia e Daghestan. I russi ricordano questo doloroso episodio come la Guerra del Caucaso.

1864 I ceceni, dopo una lunga e sanguinosa lotta per l'indipendenza, si arrendono alla Russia zarista.

1877 I ceceni impugnano nuovamente le armi contro la Russia, ma la rivolta viene soffocata.

1893 In Cecenia vengono scoperti i primi giacimenti petroliferi.

1901 Circa 700 famiglie cecene si trasferiscono in Turchia.

1917 Durante la rivoluzione bolscevica gli attivisti politici e nazionalisti ceceni proclamano la Repubblica Autonoma del Caucaso Settentrionale.

1918 I bolscevichi riescono aprendere il controllo dell'area concedendo alla neonata repubblica una relativa autonomia anche se all'interno della federazione bolscevica. Ilm nuovo nome della repubblica è Repubblica Sovietica Autonoma della Montagna.

1918 11 maggio La Cecenia diventa parte della neonata Repubblica della Federazione settentrionale del Caucaso, riconosciuta da Germania, Turchia, Austria e dalla Bulgaria, oltre che dalla Russia bolscevica.

1919 Nella regione il generale Denikin forma un esercito "bianco" antibolscevico ed indipendentista che conquista la città di Vladikavkaz.

1920 La Russia invade e occupa la Repubblica della Federazione Settentrionale del Caucaso con l'aiuto delle armate del generale Huzun Haji alleato dell'Impero Ottomano che ha mire espansionistiche sulla regione. Molti indipendentisti ceceni per timore di persecuzioni sono costretti a fuggire all'estero.

1922 Dicembre. Nasce l'URSS.

1929-1931 I ceceni si ribellano al potere sovietico contro la collettivizzazione dei beni e la deislamizzazione della regione. L'insurrezione viene brutalmente repressa.

1936 Nasce la Repubblica Sovietica Socialista Autonoma della Ceceno-Inguscezia nell'ambito dell'URSS.

1939 All'inizio della Seconda Guerra Mondiale In Cecenia viene formato il governo ribelle di Israilov e Sheripov.

1942 Giugno. Il governo ribelle lancia un appello alla popolazione della Cecenia e dell'Inguscetia di "aspettare i tedeschi (che verranno accettati) come ospiti" se riconosceranno l'indipendenza della Repubblica cecena. Due anni dopo, questo sarà il pretesto di Stalin per confinare la popolazione cecena in Siberia.

1943 La controffensiva sovietica libera l'intero caucaso settentrionale.

1944 23 Febbraio. Mentre gli uomini sono impegnati sul fronte a combattere tra le fila dell'Armata rossa, circa 500mila ceceni vengono confinati in Kazakistan e in Siberia, per ordine di Stalin. La polizia segreta brucia i villaggi ceceni.

1945 Alla fine della Seconda Guerra Mondiale i soldati ceceni dell'Armata Rossa fatti prigionieri dalla Germania nazista rifiutano di tornare in Cecenia, dal momento che questo popolo è ancora esiliato in Siberia. I soldati trovano rifugio in Germania, in Turchia e negli Stati Uniti. Dopo tredici anni di esilio, il presidente sovietico Nikita Kruscev autorizza i ceceni a tornare nelle loro terre, nel 1957.

1957 In occasione del XX Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica Krushev a quattro anni di distanza dalla morte di Stalin denuncia i crimini dello stalinismo tra cui le deportazioni di ceceni ed ingusci. Nel frattempo tuttavia i vicini osseti, atavici nemici di confine, di diversa religione e sostenitori dei soviet avevano occupato il territorio. Con il ritorno degli esuli nascono numerosi focolai di lotta tra osseti e ceceni.

1970 La Russia considera Grozny - la capitale della Cecenia - un territorio nemico, in cui viene ripetutamente imposto il coprifuoco notturno.

1985-1990 Gorbaciov è il nuovo presidente dell'URSS. Iniziano la perestroyka (innovazione) e la glasnost (trasparenza). In molte repubbliche sovietiche esplodono rivendicazioni etniche e nazionalistiche.

1989 Novembre. Crolla il muro di Berlino, l'evento segna la fine del socialismo reale nei paesi dell'est-Europa.

1990 Dal 23 al 25 Novembre si riunisce a Grozny una conferenza nazionale, con delegati in rappresentanza di tutti i gruppi etnici ceceni, compresi i russi e i cosacchi.

1990 25 Novembre.I delegati della conferenza dichiarano l'indipendenza e la sovranità della Cecenia e la sua separazione dall'ex Unione Sovietica.


1990 27 Novembre. La dichiarazione di indipendenza e sovranità viene ratificata all'unanimità dal parlamento della Repubbica Cecena.

1991 Agosto. Dzhokar Dudayev, un ex generale dell'aviazione sovietica, conduce un colpo di stato contro il governo comunista locale.

1991 27 Ottobre. Viene indetto un referendum in tutta la nazione cecena. Il popolo ceceno approva con l'80% dei voti la dichiarazione di indipendenza ed elegge il generale Dzhokar Dudayev come primo presidente della Repubblica Indipendente Cecena.

1991 2 Novembre. Il parlamento sovietico definisce illegale l'elezione di Dudayev.

1991 9 Novembre. Un migliaio di soldati di Mosca volano a Grozny su ordine diretto di Boris Elstin. Decine di migliaia di ceceni bloccano le strade e l'aeroporto, la Duma (il parlamento russo) sconfessa il tentativo di Elstin e con voto perlamentare fa richiamare i soldati.

1991 10 Novembre. Le truppe sovietiche si ritirano.

1992 Iniziano in Cecenia le rivolte della popolazione locale per strappare il controllo dei villaggi in mano agli osseti.

1992 La Cecenia e l'Inguscetia si dividono in due Repubbliche separate.

1992 11 Ottobre. Dudayev dichiara lo stato di emergenza mentre migliaia di soldati russi si concentrano lungo il confine.

1992 31 Dicembre. L'ex Unione Sovietica viene disciolta alla mezzanotte. Al suo posto, il trattato del 13 marzo 1993 sancisce la nascita della Repubblica Federale Russa. Per espressa volontà del popolo ceceno, la Repubblica di Dudayev non firma il trattato di appartenenza alla Federazione russa né decide di far parte della federazione.

1993 2 Aprile. Dudayev dissolve il Parlamento, dichiarando il potere unico di un solo uomo.

1993 5 Giugno. Dudayev fa intervenire i carri armati per interrompere il tentativo di indire un referendum sul suo potere unico.

1994 13 Giugno. Cominciano i combattimenti tra le forze a favore del potere di Dudayev e quelle contrarie. A Grozny è guerra civile.

1994 11 Agosto. Boris Eltsin, presidente della Federazione Russa, esclude l'uso della forza in Cecenia.

1994 25 novembre. Alcuni grossi elicotteri attaccano alcune posizioni nei pressi di Grozny. Secondo i ceceni i velivoli portavano il marchio della Russia, ma Mosca sostiene di non aver partecipato all'attacco.

1994 29 Novembre. Eltsin impone un ultimatum ai ceceni: che depongano le armi entro il primo dicembre o la Russia interverrà. Gli aerei russi bombardano Grozny per due giorni consecutivi.

1994 1 Dicembre. Ultimo giorno dell'ultimatum di Eltsin. Il presidente russo ritira la minaccia di inviare l'esercito in Cecenia.

1994 5 Dicembre. Il ministro della Difesa russo Pavel ammette che i raid aerei sono stati condotti dall'aviazione russa.

1994 9 Dicembre. Eltsin autorizza l'uso della forza in Cecenia e due giorni dopo i carri armati russi cominciano ad avanzare verso il Paese, diretti verso Grozny. Gli oltre 40mila soldati russi sono appoggiati da aerei ed elicotteri dell'aviazione della Federazione. La Cecenia acconsente a partecipare ai colloqui di pace con Mosca.

1994 11 Dicembre. Iniziano i colloqui di pace ma il giorno successivo, fallito un tentativo di accordo, gli aerei russi bombardano alcune posizioni cecene.

1994 14 Dicembre. La Cecenia sospende i colloqui di pace. L'artiglieria russa colpisce un villaggio a Nord di Grozny.

1995 19 Gennaio. L'esercito russo prende gradualmente il controllo su Grozny, impadronendosi del palazzo presidenziale, il quartier generale di Dudayev. La capitale cecena viene devastata durante l'assalto e le vittime tra i civili si contano a migliaia.

1995 Maggio. Le truppe russe dichiarano di detenere il controllo dei due terzi del territorio ceceno e di aver catturato le città principali ma il resto del territorio resta in mano agli indipendentisti ceceni.

1995 14 Giugno. In una spettacolare azione guidata da Shamil Basaev i guerriglieri ceceni irrompono nell'ospedale di Budennovsk sequestrando numerosi ostaggi.

1995 Giugno. Una delegazione governativa russa si reca in Cecenia per negoziare un cessate il fuoco, che verrà formalizzato alla fine di luglio.

1996 Gennaio. Doky Zavgayev (ex presidente del Soviet della Cecenia-Inguscetia) viene eletto capo della repubblica cecena, ma Dudayev dichiara invalido il risultato.

1996 Marzo. I ribelli di Dudayev lanciano un'offensiva contro Grozny. I russi, dopo tre giorni di combattimenti, hanno la meglio sui ceceni.

1996 Aprile. Dudayev viene ucciso intenzionalmente con un missile utilizzando le coordinate trasmesse dal suo telefono satellitare. Gli succede il leader del movimento dei ribelli ceceni Zemlikhan Yandarbiyev.

1996 27 Maggio. Yandarbiyev si reca a Mosca per firmare una prima tregua.

1996 Giugno. Viene firmato un nuovo cessato il fuoco tra le truppe russe e quelle cecene.

1996 7 Luglio. La fragile tregua viene interrotta dalle truppe russe che attaccano le forze indipendentiste cecene nei villaggi da loro controllati.

1996 14 Agosto. I guerriglieri contrattaccano e strappano alle forze della federazione russa Argun e soprattutto Grozny nonostante la città sia un cumulo di macerie.

1996 27 Agosto. Il generale Alexander Ledbed viene incaricato da Elstin di trovare una soluzione per la questione cecena. Ledbed incontra a Khasavjurt, in Daghestan, Aslan Maskhadov, portavoce della Repubblica Cecena, per la firma di un accordo di pace che prevede il ritiro delle truppe russe oltre a nuove elezioni ed un referendum sullo status costituzionale della Cecenia entro il 2001. L'accordo viene siglato, il bilancio di 21 mesi di guerra è di 70 mila morti tra civili, guerriglieri e soldati russi, unitamente ad un paese distrutto. Le truppe russe si sitirano a Beslan, in Ossetia del Nord dove dal 1994 hanno il loro quartier generale e dove molti militari russi, finita la leva, si sono stabiliti a vivere con le loro famiglie.

1996 31 Agosto. Firmato un accordo di pace in Daghestan. Le truppe russe si ritirano prima delle elezioni presidenziali in Cecenia, che vengono tenute il 27 gennaio 1997 e vinte da Aslan Maskhadov, ex capo di stato maggiore dell'esercito ceceno, con il 60% dei consensi.

1997 12 Maggio. Mashkadov e Elstin firmano il trattato di pace definitivo a Mosca.

1997 9 Settembre. Elstin e Mashkadov siglano a Mosca un accordo per il transito del petrolio proveniente dai giacimenti del mar Caspio.

1998 Gennaio. Il presidente Mashkadov nomina primo ministro il suo rivale alle elzioni presidenziali, Shamil Basaev.

1998 La nomina di Basaev a primo ministro non placa gli atriti interni fomentati dall'arrivo in Cecenia di numerosi fondamentalisti wahabiti guidati dal giordano Kattab e ritenuto vicino ad al Qaeda (la base) il quale riorganizza le milizie irregolari cecene. Iniziano aspri scontri tra truppe regolari e milizie indipendentiste di matrice fondamentalista.

1998 23 Luglio. Mashkadov sfugge miracolosamente ad un attentato, Bassaev rassegna le dimissioni.

1998. 8 Dicembre. Tre ostaggi britannici ed uno neozelandese vengono ritrovati decapitati, Mashkadov lancia un appello alla popolazione locale per individuare i rapitori ma la cosa non sortisce effetti.

1999 7 Agosto. Militanti islamici lanciano un'insurrezione nella repubblica del Daghestan, capeggiata dai guerriglieri ceceni dell'ex premier Shamil Basayev nominato primo ministro nel momento in cui Zelimkhan Yandarbiiev assicurava l'interim della presidenza in opposizione a Maskadov giudicato troppo moderato. Basayev, ex membro del KGB e divenuto famoso dopo uno spettacolare sequestro a Budionnovsk nel 1995 che bloccò le trattative di pace tra il Cremlino e gli indipendentisti. Nei villaggi occupati viene proclamata la sharia.

1999 15 Agosto. Il presidente ceceno Aslan Maskhadov dichiara lo stato di emergenza nel Paese.

1999 25 Agosto. Aerei russi bombardano degli accampamenti di guerriglieri ceceni.

1999. Settembre. Mosca, Buinaksk, Volgodonsk e Vladikvkaz mvengono prese di mira da una serie di attentati dinamitardi in cui muoiono oltre 300 persone. Le stargi di civili sono attribuite da Mosca ai "terroristi ceceni", in nome della lotta contro il terrorismo internazionale Mosca da il via alla seconda guerra cecena.

1999 5 Settembre. L'aviazione russa attacca cinque villaggi ceceni vicino al confine con il Daghestan, uccidendo 45 persone.

1999 18 Settembre. Tra i ventimila e i trentamila soldati russi vengono impiegati intorno al confine con la Cecenia.

1999 23 Settembre. Mosca lancia un attacco aereo contro Grozny per la prima volta dalla fine della guerra del '94-'96.

1999 26 Settembre. Circa ventimila profughi ceceni fuggono verso Ovest, in Inguscetia, per sfuggire ai bombardamenti. Le truppe russe organizzano un blocco intorno alla Cecenia.

1999 5 Ottobre. Maskhadov dichiara la legge marziale e Mosca annuncia che un terzo della Cecenia è sotto il controllo delle truppe federali russe.

1999 16 Ottobre. Le truppe federali avanzano verso Grozny, continuando a bombardare i territori intorno alla capitale.

1999 23 Ottobre. L'esercito russo chiude il confine tra Cecenia e Inguscezia negando ai profughi ogni scampo.

1999 2 Novembre. Mosca autorizza una delegazione dell'Osce (l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) a esaminare la situazione umanitaria in Cecenia e in Daghestan.

1999 8 Novembre. Gli Stati Uniti accusano la Russia di aver violato la Convenzione di Ginevra sulle consuetudini di guerra conducendo attacchi contro la popolazione civile.

1999 18 Novembre. Le truppe della federazione russa catturano la città di Achoi-Martan ad ovest di Grozny dove, secondo le autorità cecene, muoiono 170 persone durante l'attacco.

1999 20 Novembre. Le autorità militari cecene a capo delle quali vi è il presidente Maskadov, dicono che le truppe russe sono arrivate ad appena due chilometri da Grozny.

1999 6 Dicembre. Elstin lancia un ultimatum di evacuazione agli abitanti di Grozny.

1999 18 Dicembre. Le forze russe assumono il controllo di un quartiere di Grozny. La battaglia tra l'esercito russo ed i guerriglieri ceceni prosegue per diversi giorni.

1999 20 Dicembre. I russi uccidono numerosi civili in un villaggio vicino a Grozny. Negli stessi giorni l'Italia ratifica due accordi di cooperazione militare con la Russia firmati nel 1996 (L.397/398 del 1999)

1999 25 Dicembre. L'esercito russo lancia l'attacco finale contro Grozny, ma viene frenato dalle strade minate e dalla strenua resistenza dei guerriglieri ceceni.

1999 31 Dicembre. Boris Elstin, impresentabile ed imbolsito dall'alcol si dimette a favore di Vladimir Putin allora primo ministro che assume la presidenza ad interim.

2000 1 Gennaio. Il presidente designato russo Vladimir Putin, succeduto al dimissionario Eltsin, si reca in visita ai suoi soldati in Cecenia. La notte di Capodanno i combattimenti proseguono violenti.

2000 3 Gennaio. E' di due morti e almeno sette feriti il bilancio dell'attentato compiuto contro l'ambasciata russa a Beirut da un gruppo di terroristi che sostengono la causa dei ribelli ceceni.

2000 31 Marzo. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Mary Robinson, si reca in Cecenia, Inguscezia e Daghestan. Ne scaturisce un rapporto che descrive le violazione dei diritti umani compiute dall'esercito russo quali omicidi di massa e bombardamenti sui profughi. Vengono anche menzionate quella compiute dalle milizie cecene sulla popolazione civile del Daghestan.

2000 Maggio. Grozny viene liberata dai russi e Putin nomina Akhmad Kadirov alla guida dell'amministarzione cecena.

2000. 8 Giugno. Putin viene confermato presidente. Nelk frattempo l'esercito federale russo con incursioni che partono da Beslan continua a soffocare ogni sollevazione indipendentista.

2000 12 Ottobre. Quidici persone, fra civili e personale amministrativo, sono morti in un attentato causato da un auto-bomba parcheggiata nei pressi di un commissariato in Cecenia, nel mirino della guerriglia oltre alle forze armate russe finiscono anche la polizia cecena filo-russa agli ordini di Kadirov.

2000 13 Ottobre. Il governo russo stabilisce che verranno, nel 2001, stanziati 1300 miliardi di lire per favorire la ricostruzione cecena.

2000 30 Ottobre. A Parigi proteste contro la visita di Putin, i manifestanti protestano per la violazione dei diritti umani ad opera delle forze russe ai danni della popolazione cecena. Al vertice, che si svolge fra i rappresentanti di Francia, Russia e Unione Europea, si dichiara la necessità di una soluzione politica del conflitto ceceno.

2000 11 Novembre. Secondo il portavoce dei ribelli ceceni sono stati uccisi in un imboscata trentacinque soldati russi e feriti circa cinquanta nei pressi della località di Nizhni Kuciali a 50 Km a sud est di Grozny. Le autorità russe smentiscono.

2000 9 Dicembre. Un autobomba uccide ventidue civili nel villaggio di Alkhanurt.

2000 15 Dicembre. Dichiarazioni da parte delle autorità russe indicano un cambio di strategia nel conflitto ceceno. A detta delle autorità russe non vi saranno più grandi battaglie, ma vi saranno incursioni di piccoli gruppi armati (100, 200 soldati) alla ricerca e nel tentativo di catturare i leader della resistenza cecena.

2000 20 Dicembre. Un attentato uccide sei studenti dell’università di Grozny all’uscita dalle lezioni.

2001 8 Gennaio. Muoiono in un agguato tre soldati russi, un altro è ucciso nella notte da un cecchino a Grozny. Altri due soldati muiono a bordo di un mezzo militare saltato su una mina a Gudermes.

2001 9 Gennaio. In vari attentati muiono uccise dalle forze ribelli cecene otto persone.Tra i morti ci sono un imam accusato di collaborazionismo con i russi, due soldati russi e due infermieri ricoverati presso un ospedale, due contadini ceceni, un poliziotto ceceno e suo figlio di quindicanni. Fino al 2004 sono più di una decina gli imam ceceni uccisi dai ribelli accusati di collaborare e riconoscere l’autorità filorussa che governa la Cecenia.

2001 10 Gennaio. Rapito in Cecenia un medico americano membro della missione umanitaria della ONG "Action against Hunger", un altro operatore umanitario é riuscito a sfuggire all’imboscata. Il medico viene liberato qualche settimana più tardi pare con il pagamento di un riscatto.

2001 15 Febbraio. Si riparla ufficialmente del parziale ritiro delle truppe russe dalla Cecenia il cambio di comando delle operazioni dai vertici militari a quelli dei servizi di sicurezza F.S.B.(l'ex K.G.B.), intanto nel paese cucasico continuano le "zaciska", i rastrellamenti contro civili inermi, e le uccisioni indiscriminate da parte delle truppe federali.

2001 7 Marzo. Trovate in una fossa comune alla periferia di Grozny sessanta corpi risalenti al dicembre 1999. Per le autarità russe si tratta di guerriglieri indipendentisti ceceni morti in battaglia durante i combattimenti a difesa della città dalle forze russe. Secondo i ribelli ceceni i corpi sono di prigionieri uccisi con esecuzioni sommarie dall’esercito russo.

2001 14 Marzo. Tre militari russi restano stati uccisi e dodici feriti in vari attacchi avvenuti nella regione.

2001 23 Marzo. Sei soldati russi muoiono e quattro rimangono feriti saltatando, con il loro mezzo corazzato, su una mina anticarro nei pressi di Grozny.

2001 24 Marzo. Più di trenta persone rimangono uccise e più di cento ferite a causa di tre attentati che ha breve distanza l’uno dall’altro hanno seminato la morte nella regione di Stavropol (Caucaso del Nord).

2002 Gennaio. Un elicottero russo con a bordo il generale Rudcenko, vice ministro dell'Interno, viene abbattuto dai guerriglieri ceceni.

2002 Gennaio. Durante una parata militare a Kaspiisk nel Daghestan una bomba viene fatta esplodere ed uccide 39 persone, i feriti saranno più di 140.

2002 19 Agosto. Un missile terra aria abbatte un elicottero da trasporto truppe russo appena decollato dalla base militare di Khankala uccidendo i 117 soldati russi che si trovavano a bordo.

2002 23 Ottobre. Alcuni guerriglieri ceceni fanno irruzione all'interno del teatro di via Dubrovka a Mosca mentre va in scena lo spettacolo Nordosk. Per tre giorni il folto gruppo di composto anche da donne tiene in ostaggio centinaia di spettatori. Le richieste avanzate riguardano il ritiro delle truppe russe dalla Cecenia. Putin non accetta trattative di sorta. Prima dell'irruzzione delle teste di cuoio russe nel teatro viene immesso del gas tossico, probabilmente gas nervino. Durante il bliz muoiono 178 persone, 50 ceceni e 128 ostaggi.

2003. Mosca e Grozny proclamano la vittoria nel referendum che sancisce l'appartenenza della Cecenia alla Federazione Russa.

2004. 6 Febbraio. Un attentatore suicida si fa saltare nella metropolitana di Mosca i morti sono 40 ed i feriti 120, in Russia sale l'odio etnico diffuso conto i caucasici, tra Mosca e Leniongrado si contano circa 300 omicidi all'anno compiuti da appartenenti a gruppi neo-nazisti russi, strutturati in cellule, contro caucasici residenti in Russia.

2004 9 Maggio. Un ordigno esplosivo collocato all'interno di un pilastro di cemento uccide, assieme a più di 30 persone, il presidente ceceno filo-russo Kadirov, nell'interim gli succede il premier in carica Serghiei Abramov.

2004 17 Maggio Shamil Basayev rivendica l'attentato.

2004 19 Maggio. Uccisi 19 militari russi a Urus Martan a causa dello scoppio di un ordigno radiocomandato.

21 Giugno 2004. Un commando di uomini armati assalta il palazzo del Ministero dell'Interno dell'Inguscezia, nella capitale Nazran,il ministro dell'Interno Abukar Koshtoyev viene ferito gravemente; trasportato all'ospedale di Vladikavkaz (Ossetiamuore poco dopo il ricovero. I componenti del commando sono probabilmente guerriglieri ceceni vicini a Shamil Basaev.

2004 15 Luglio. Il presidente ad interim Abramov scampa ad un attentato.

2004 24 Agosto. Secondo la versione ufficiale delle autorità russe due donne cecene si fanno esplodere quasi simultaneamente a bordo di due aerei russi decollati dall'aeroporto moscovita di Domodiedovo. Nei due attentati restano uccise 90 persone

2004 29 Agosto. In Cecenia si tengono le elezioni presidenziali Alu Aòkhanov è il nuovo presidente contrariamente alle critiche arrivate sia da Bruxelles che da Washington.

2004 30 Agosto. Nuovo attentato nella metropolitana di Mosca, i morti sono dieci.

2004 1 Settembre. Almeno 32 uomini armati irrompono in una scuola di Beslan, nell'Ossezia del nord, e prendono in ostaggio circa 1.200 persone. I sequestratori chiedono il ritiro russo dalla Cecenia e minacciano di far saltare in aria la scuola.

2004 3 Settembre. Scatta il blitz delle forze speciali russe. Restano uccisi 31 sequestratori, uno viene arrestato. Nell'intervento muoiono 331 persone, tra cui almeno 172 bambini. I feriti sono 705, fra cui 307 bambini.

2004 17 Settembre. Il leader ceceno Shamil Basaiev rivendica la strage.

2005 8 Marzo. Nel corso di un'operazione speciale nel villaggio di Tolstoy-Yurt a 20 kilometri da Grozny le forze armate russe uccidono il leader indipendentista Aslan Maskhadov. "Un'operazione speciale è stata da noi condotta nel villaggio di Tolstoy-Yurt col risultato che il terrorista internazionale e leader del gruppo ribelle Aslan Maskhadov è stato ucciso", dichiarerà Nikolai Patrushev, capo del servizio di sicurezza delFsb.


 

DOCUMENTI:

Giulietto Chiesa, Sui fatti di Beslan, 6 Settembre 2004

Paper sulla questione cecena a cura di Roberto Stefanini (ass.ne !AlaCalle!)

Ass.ne Popoli Minacciati, Genocidio strisciante in Cecenia

LINKS:

Sito di CeceniaSOS, un osservatorio su Russia, Caucaso e dintorni.
http://ceceniasos.ilcannocchiale.it/

Sito di informazione sulle violazioni dei diritti umani in Cecenia
http://www.hrvc.net/htmls/reports.htm