IRAQ

SCHEDA CONFLITTO


1921 Marzo. L'Iraq, fino ad allora parte dell'impero ottomano diventa indipendente. Il processo di dissoluzione dell'Impero Ottomano, incrementato dalle istanze indipendentiste arabe portano al potere in Iraq lo sceicco Feisal I, l'Iraq diventa così una monarchia costituzionale.

1922 10 Ottobre. Viene siglato il trattato anglo-iracheno, la gran Bretagna si impegna formalmente ad offrire protezione ed a garantire la sopravvivenza del neonato regno, di fatto l'Iraq diventa un protettorato britannico.

1927 Nei pressi di Mosul, nel Kurdistan Iraqeno vierne scoperto il primo giacimento di petrolio.

1930 Nuri Said ex ufficiale dell'esercito ottomano, iraqeno e leader della rivolta araba dopo essere stato affiancato a Faisal I come comandante in capo prima e ministro della difesa poi, diventa primo ministro, è il garante voluto da Londra a tutela del trattato del 1922.

1932 3 Ottobre. La società delle nazioni riconosce l'Iraq come paese indipendente, di fatto il regno è sotto l'effettivo controllo politico e diplomatico inglese con Nuri Said che continua a rivestire il ruolo di uomo di Londra in Mesopotamia.

1933 Re Feisal I muore gli succede il figlioGhazi.

1933 L'esercito iraqeno su posizioni nazionaliste come il monarca avvia il massacro della minoranza assira.

1936 Colpo di stato militare condotto dal generale Bakr Sidqi al Askari a cui fa seguito un governo di transizione e di ispirazione riformista presieduto da Hykmet Suleiman su posizioni nazionaliste.

1937 Il genrale golpista Bakr Sidqui al Askari viene assassinato. L'omicidio genera tensioni in tutto il paese e provoca la caduta del governo, si susseguono diversi tentativi di colpo di stato di ispirazione nazionalista ed anti-inglese.

1939 L'Iraq torna ad essere una monarchia. Ghazi muore e gli succede il figlio re Faisal II di quattro anni.

1941 Nuovo colpo di stato militare in Iraq, nel tentativo di rompere definitivamente ogni vicnolo con la Gran Bretagna accusata oltre che di voler essere potenza coloniale, anche di essere la principale alleata degli ebrei presenti in Palestina. Sale così al potere Rashid Ali el Khilani che non cela le sue simpatie per la Germania nazista in chiave anti-inglese, Londra risponde invadendo l'Iraq.

1943 Nuri Said è nuovamente primo ministro, si tratta di un premier fantoccio nelle mani di Londra, tornato a presiedere il governo come primo atto di politica estera dichiara guerra alle forze dell'Asse.

1948 Soldati iraqeni partecipano al conflitto arabo israeliano.

1953 Re Faisal II, divenuto maggiorenne torna al potere, Nuri Said continua ad essere il primo ministro e la guida effettiva del Regno che conferma la sua inclinazione ad una linea filo occidentale.

1955 Iraq, Turchia, Pakistan, Persia e Gran Bretagna siglano il patto di Baghdad, un patto di muto soccorso in chiave anti-sovietica.

1956 Crisi di Suez. A seguito della fallimentare aggressione franco-inglese contro l'Egitto, a cui partecipò anche Israele, nel paese esplodono violenze e disordini contro il governo giudicato collaborazionista delle ex potenze coloniali.

1958 Per fronteggiare la nascita per volontà nasseriana della Repubblica Araba Unita e comprendente i territori di Siria ed Egitto, i re di Giordania ed Iraq proclamano l'Unione degli Stati Arabi, voluta sia dalla Gran Bretagna che dagli Stati Uniti, l'insofferenza della popolazione arabe cresce.

1958 14 Luglio. Scoppia la rivoluzione in tutto il paese. Come in altri paesi dell'area (Siria e Turchia) il ruolo dei militari sull'altternarsi delle fasi politiche è determinante. Il generale Abdel Karim Quassem assalta il palazzo reale ed il palazzao del governo, sia re Faisal II che Nuri Said vengono giustiziati. Nasce un governo repubblicano con la collaborazione tra il generale Abdel Karim Quassem ed il Partito Comunista Iraqeno. Viene avviata una riforma agraria, una politica di redistribuzione dei redditi ed un processo di pacificazione con i curdi il cui leader Mustafa Barzani rientra in Ioraq dopo tredici anni di esilio.

1959 La Repubblica dell'Iraq rompe il patto di Baghdad e l'alleanza con la Giordania, subisce le pressioni nasseriane per la creazione di uno stato pan-arabo ma non entra nella R.A.U. Ciò comporta l'uscita dal governo dei comunisti.

1961 Quassem è preoccupato degli accresciuti margini di agibilità politica e di consenso acquistati dai comunisti e dalle minoranze etniche, prima fra tutti quella curda, nel nord del paese riprende la repressione contro i curdi, il processo di pacificazione si blocca e si riprende a combattere.


1961 Viene proclamata l'indipendenza del Kwait, l'Iraq minaccia di invaderlo, nel neonato stato del golfo vengono inviati immediatamente soldati inglesi ed un contingente multinazionale della Lega Araba.

1963 8 Febbraio. Il governo repubblicano è sempre più in crisi senza un appoggio di massa e con la sempre crescente insoddisfazionbe dei ceti deboli e delle classi disagiate. Come però spesso accade nell'area, l'ago della bilancia ancora una volta è l'esercito. Il colonnello deposto poco prima per motivi politici, Abdel Salam Aref porta al potere il partito laico e socialista Baath, il generale e presidente Quassem viene ucciso.

1963 Novembre. Aref decide di assumere i pieni poteri escludendo il partito Baath dal governo e decide di avvicinarsi alle proposte nasseriane, pochi mesi prima l'ascesa in Siria del partito gemello, il Baath siriano, aveva però causato la rottura della R.A.U. E il ritorno all'indipendenza siriana.

1966 13 Aprile. Aref che aveva continuato con la persecuzione di curdi e comunistii muore in un incidente aereo., gli succede il fratello Abdel Rahman Aref.

1966 Giugno. Dopo la “guerra dei sei giorni” le massicce proteste di paizza portano il governo a rompere le relazioni con stati Uniti e Gran Bretagna.

1968 17 Luglio. Il partito Baath torna al potere con un colpo di stato organizzato da generale Ahmed Hassan al Bakr, che diventa presidente del Consiglio del Comando della rivoluzione. Fa la sua comparsa nella scena politica iraquena Saddam Hussein al Tikriti, condannato a morte nel 1959 per un fallito attentato contro Quassem.

1970 Saddam Hussein per conto del governo socialisteggiante del Baath avvia una serie di colloqui con Barzani,, resi difficili dai finanziamenti che i curdi iraqeni ricevono dallo Scia di Persia e dagli stati uniti, si arriva comunque ad un accordo che prevede in quattro anni il riconoscimento del curdo come lingua ufficiale ed un'autonomia effettiva della regione. Continua nel frattempo la politica di nazionalizzazione delle risorse in tutto il apese voluta dal presidente Hassan al Bakr.

1973 Per volere dell'emergente leader Saddam _Hussein si crea una coelizione progressista a cui aderiscono sia i comunisti che i curdi del Partito Democratico Curdo.

1974 11 Marzo. Viene proclamata la regione autonoma del Kurdistan con capitale Erbil, il curdo diventa lingua ufficiale in tutta la repubblica iraqena. Barzani viene sostituito dal figlio Masud alla guida del partito, i suoi uomini, legati a doppio filo a Stati Uniti e Persia continuano la guerriglia contro le truppe governative dell'Iraq.

1975 6 Marzo. Ad Algeri in occasione di un vertice dell'OPEC (Organizzazione dei Paesi Produttori di Petrolio) Saddam Hussein e Scia Reza Pahlevi siglano un accordo dove l'Iraq riconosce le rivcendicazioni persiane sullo Shat el Arab (sponda degli arabi) la line di confine viene spostata dal pun to di massima corrente del fiume alla linea mediana, in companso la Persia cessa di finanziare la guerriglia dei fedelissimi di Barzani che sospendono le ostilità.

1975 Barzani fugge in esilio negli U.S.A.

1977 L'Iraq partecipa al vertice arabo anti-Sadat, il governo di coalizione della Repubblica dell'Iraq si avvicina all'Unione Sovietica ed offre appoggio al “fronte del Rifiuto” palestinese contro Yasser Arafat.

1979 Barzani muore in esilio negli Stati Uniti.

1979 16 Luglio. Saddam Hussein fa dimettere per motivi di salute il presidente Hassan al Bakr ed assume i pieni poteri, diviene in un sol colpo Presidente del Consiglio del Comando della rivoluzione, Capo di Stato, Segretario Generale del Partito Baath. Comandante in capo delle Forze Armate Iraqene. Inizia di fatto il regime di un solo uomo. Pochi giorni dopo 21 membri del Consiglio del Comando della Rivoluzione vengono giustiziati sulla base di un'accusa di complotto filo-siriano. Il Partito Comunista esce dalla coalizione. Poco dopo seguono i curdi che rompono con la coalizione. L'esperienza di una Repubblica progressista in Iraq finisce qui.

1980 L'Iraq inizia a rompere i rapporti con l'Unione Sovietica, a fare propaganda sul rischi khoeminista in Iran e condanna con duramente l'intervento sovietico in Afganistan. Saddam Hussein cerca di riallaciare i rapporti con l'Egitto e di collocarsi su posizioni filo-occidentali.

1980 Aprile. Dopo la rivoluzione coranica in Iran del 1979 Saddam inizia una politica di aggressione e rivendica il possesso sulla foce dello Shatt el Arab, gli incidenti al confine crescono in maniera esponenziale. L'Iraq dispone di moderni armamenti americani forniti in buona parte oltre che dal governo statunitense in chiave anti-iranaina, anche dal figlio di Margareth Tutcher, mercante d'armi e finanziatore della maggioranza dei colpi di stato nei paesi africani.

1980 22 Settembre. Inizia la guerra con l'Iran, Saddam Hussein è certo di dare vita ad una guerra lampo contro una nazione da conquistare rapidamente mettendo le mani sui giacimenti di petrolio e espandendo i confini dell'Iraq, mai valutazione risultò più errata, la rivalità storica tra arabi e persiani portò in Iran ad una mobilitazione straordinaria (anche sulla base della vocazione al martirio degli sciiti) ed a una corsa all'arruolamento senza precedenti, i piloti dell'areonautica militare persiana, tutti detenuti in quanto fedelissimi dello Scià ed addestrati negli Stati Untiti chiesero di essere scarcerati per poter copmbattere contro l'Iraq.

1981 I peshmerga (partigiani) curdi iniziano con l'aiuto dell'Iran una guerriglia violentissima contro l'Iraq che si vede costretto a combattere su due fronti. Quella che doveva esssere una brillante e facile avanzata diventa una logorante guerra di posizione con migliaia di morti da entrambe le parti.

1982 Inizia la controffensiva iraniana, pashdaran (guardiani della rivoluzione) e basji (martiri sciiti) iniziano un violento attacco contro le truppe iraqene ricacciate fino al confine. In Iran i mullah protagonisti della propaganda di guerra riescono acreare una mobilitazione di massa anche grazie alla coscrizzione obbligatoria. Molti ragazzi di circa 13 anni vengono arruolati a forza per marciare sui campi minati in modo tale da consentire il passaggio dei pochi carri armati iraniani che assumono un valore superiore a quello della vita delle decine di bambini soldato mandati a saltare sulle mine.

1982 Luglio. Inizia l'attacco iraniano contro Bassora, città a maggioranza sciita, gli iraniani si aspettavano di essere accolti come liberatori mentre gli sciiti di Bassora vicini alla scuola coranioca di Najaf e non a quella di Teheran e perdipiù mossi dal patriottismo arabo anti-persiano danno vita ad un'accanita resistenza.

1986 Gli iraniani conquistano la penisola di Faw a sud di Bassora, l'esercito iraqeno è in forte crisi. A nord i guerriglieri curdi che si affiancano alle truppe iraniane riescono asfondare la linea del fronte. Saddam Hussein capisce che l'unica via di salvezza è l'internazionalizzazione del conflitto ed iniziano così gli incidenti contro petroliere e navi di paesi terzi. La propaganda iraqena presenta al mondo l'Iraq come l'unico argine al dilagare in tutta la regione del khomeinismo, gli Stati Uniti inviano all'”apprendista stregone” Saddam Hussein, così come accade con Bin Laden in afganistan, nuovi armamenti.

1987 Gli attacchi contro navi mercantili nel golfo sono ben 178. Navi militari straniere, in gran parte americane vengono inviate a pattugliare le acque del golfo per evitare un disastroso blocco della navigazione. Un mirage iraqueno colpisce “per sbaglio” la fregata statunitense Stark causando 37 morti, il governo americano, alleato di Baghdad accetta le scuse. Il Kwait decide di immatricolare tutte le sue navi sotto la bandiera americana. Procede così oltre all'internazionalizzazione del conflitto il sempre maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti.

1987 20 Luglio. Con la risoluzione n°598 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite chiede ai due paesi belligeranti di interrompere le ostilità, l'Iran rifiuta di osservare la risoluzione dato che in essa manca un esplicito riferimento all'Iraq come paese aggressore.

1987 Ottobre. L'aviazione iraniana bombarda due petroliere americane, gli Stati Uniti reagiscono colpendo duramente obietrtivi strategici iraniani, il governo di Teheran dichiara che tra Iran e Stati Uniti si può parlare di guerra.

1988 Marzo. Le truppe iraqene bombardano con armi chimiche la città curda di Halabja facendo scontare ai curdi l'assurdo prezzo dell'appoggio offerto alle truppe iraniane, 5mila civili vengono uccisi dai gas venefici.

1988 Aprile. Inizia la controffensiva iraqena che libera dalla presenza iraniana la penisola di Faw a sud di Bassora, il numero dei morti nel corso dell'operazione supera i 180mila.

1988 3 Luglio. L'incrociatore americano Vincennes abbatte un volo delle linee aeree iraniane, i morti sono 290, tutti civili. Pochi giorni dopo le truppe iraqene entrano in territorio iraniano.

1988 18 Luglio. L'ayatollah Khomeini, pressato dal moderato hojatoleslam Rafsanjani decide di accettare la risoluzione n°598 del consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed ordina alle truppe iraniane il cessate il fuoco. Nella regione arrivano i caschi blu dell'Uniimog (Osservatori Iran-Iraq) dell'ONU.

1988 25 Agosto. A Ginevra iniziano i negoziati di pace tra Iran ed Iraq. Dopo otto anni di guerra ed oltre 1milione di morti la trattativa si arena subito dato che non si trova un accordo sui confini. Entrambe i paesi chiedono di tornare ai confini precedenti ma riguardo alla divisione dello Shatt el Arab le rivendicazioni iraniane e quelle iraqene non coincidono, i primi chiedono come linea di confine la linea mediana del fiume, i secondi il punto di massima corrente.

1989 Giugno. Muore l'ayatollah Khomeini.Pochi mesi dopo il moderato Rafsanjani gli succede. L'Iraq è colpito da una grave crisi economica con il distretto industriale di Bassora semidistrutto dalla guerra ed un debito estero esorbitante contratto per sostenere le spese gi guerra con stati Uniti, Kwait e Arabia Saudita.

1990 Saddam Hussein ancora interlocutore privilegiato nell'area mediorientale degli Stati Uniti, che tuttavia dopo la morte di Khomeini avevano freneticamente tentato di avviare un processo di disgelo con Teheran, lancia una campagna propagandistica contro il Kwait, tra i principali creditori dell'Iraq dichiarando come illegittima l'indipendenza del paese ottenuta nel 1961. Saddam Hussein accusa ufficialmente il Kwait di rubare il greggio iraqeno attraverso il pozzo di Rumailah di cui chiede la cessione a proprio vantaggio, assieme alla cancellazione del debito irqeno contratto con l'Emirato.

1990 2 Agosto. Durante la notte le truppe iraqene invadono il Kwait, l'Emiro e i membri del governo fuggono in Arabia Saudita. Nonostante una massiccia fuga di profughi verso il confine saudita si organizza una tenace resistenza armata contro l'invasione che viene schiacciata dalla meglio organizzata macchina da guerra iraqena.

1990 6 Agosto. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite decreta un'embargo totale a danno dell'Iraq e chiede il ritiro immediato delle truppe iraqene dal Kwait.

1990 8 Agosto. Come risposta a fronte della condanna arrivata anche da molti paesi arabi e dall'URSS, Saddam Hussein proclama l'annessione del Kwait all'Iraq come diciannovesima provincia della Repubblica Araba dell'Iraq. In Arabia Saudita cominciano ad arrivare i primi contingenti americani in nome dell'operazione Desert Shield (Scudo del Deserto) dato che Saddam Hussein ha paventato l'ipotesi di un'invasione dell'Arabia Saudita. In tutto il mondo arabo assieme alle manifestazioni di sdegno contro l'invasione del Kwait inizia a nascere una crescente insoddisfazione verso la presenza dei “soldati infedeli” in Arabia Saudita, nazione che ospita i luoghi santi della Mecca e di Medina. Osama Bin Laden inizia su questa ondata di malcontento a costruire la sua rete armata nemica giurata dei paesi arabi “corrotti” che ospitano soldati infedeli.

1990 10 Agosto. Si riunisce in un vertice al Cairo la Lega araba che aderisce alla proposta per la creazione di una coalizione internazionale delle Nazioni Unite per un'intervento militare volto a liberare il Kwait. In arabia Saudita arrivano così anche truppe siriane, egiziane, marocchine, la Giordania inizia a schierare lungo il confine il proprio esercito.Nove paesi arabi scelgono di non aderire a tale scelta schierandosi con Saddam Hussein oppure mantenendo posizioni interlocutorie come l'OLP che propone una soluzione “araba” dichiarandosi contraria all'invasione ed all'intervento anche se la linea di Arafat non risulta particolarmente chiara.

1990 12 Agosto. Saddam Hussein dichiara di essere disposto a ritirare le sue truppe dal Kwait a patto che gli israeliani facciano altrettanto dai Territori Occupati e che la Siria si ritiri dal Libano.

1990 15 Agosto. Per scongiurare il pericolo di un secondo conflitto con l'Iran Saddam Hussein firma un trattato di pace dove si accettano le condizioni iraniane per la linea di confine sullo Shat el Arab.

1990 25 Agosto. Il consiglio di sicurezza delle _Nazioni Unite decide di avvallare l'ipotesi di un intervento armato, Saddam Hussein ordina la cattura di tutti gli occidentali presenti in Iraq e Kwait e minaccia il loro utilizzo come scudi umani a difesa degli obiettivi sensibili.

1990 25 Settembre. Dopo il blocco navale e l'embargo il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite impone all'iraq anche il blocco aereo. La mobilitazione militare assume proporzioni considerevoli al confine tra Arabia Saudita ed Iraq vengono schierati da entrambe le parti circa 1milione di soldati, metà per la coalizione composta da 28 Paesi e metà da parte iraqena. Per mettere in difficoltà i partner arabi della coalizione Saddam dichiara di essere pronto ad attaccare Israele con armi chimiche cercando dicreare una contraddzione tra Egitto, Siria e Giordania e il loro appoggio alla coalizione. Nei paesi arabi crescono le mobilitazioni anti occidentali che diventano sempre più giustificazioniste dell'invasione e a sostegno di Saddam e dei suoi proclami.

1990 29 Novembre. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adotta la risoluzione n°678 con cui si autorizza l'intervento se il ritiro non avverrà entro il 15 Gennaio.

1991 16 Gennaio. I tentativi di mediazione del Segretario Generale delle Nazioni Unite Peres de Cuellar non portano a nulla. All'alba scatta l'operazione Desert Storm (tempesta nel deserto) che scatena contro l'Iraq un attacco violentissimo fatto di raid aerei e missili a lunga gittata.

1991 17/18 Gennaio. Saddam Hussein che dice di aver ricevuto in sogno la visita del profeta Maometto ordina il lancio di 41 missili scud contro Israele, il rais dichiara che è stato lo stesso profeta ad indicargli le traiettorie. Gli stati Uniti impongono ad Israele il non intervento e la non reazione dato che i paesi arabi non possono combattere assieme all'esercito sionista ed un eventuale coinvolgimento israeliano, voluto da Saddam, romperebbe la coalizione e creerebbe un fronte arabo unico anti sionista ed anti occidentale. Le città colpite dai raid iraqeni sono Telaviv ed Haifa, il numero dei morti sarà limitato, in Cisgiordania molti palestinesi salgono sui tetti delle loro abitazioni a salutare i missili subsonici al grido di Allah è Grande.

1991 30 Gennaio. L'esercito iraqeno penetra in Arabia Saudita occupando la città evacuata di Khafji.

1991 13 Febbraio. Una bomba intelligente centra in pieno un rifugio antiaereo ed uccide diverse centinaia di civili in gran parte bambini.

1991 24 Febbraio. Inizia la seconda fase dell'attacco all'Iraq da parte della calizione, mentre in Israele la popolazione vive con l'incubo dell'attacco chimico le prime truppe di terra iniziano la liberazione del Kwait, Saddam definisce la resistenza che sta organizzando come “la madre di tutte le battaglie”.

1991 26 Febbraio. La divisione Medina della guardia Repubblicana viene schierata a difesa di Bagdad, in prima linea Saddam manda soldati di leva e milizie popolari che a decine di migliaia si arrendono in poche ore, i marines liberano Kwait City e massacrano le truppe iraqene in fuga. Gli americani decidono di sperimentare un nuovo ordigno che viene sganciato sull'ingorgo di veicoli in fuga, si tratta della “Fuel air Explosive” che brucia l'ossigeno dell'aria, ne nasce una carneficina i cui risultati vengono secretati dal “Segreto Militare” che di fatto copre un crimine efferato. Lo stesso giorno Saddam si dice disposto ad accettare le risoluzioni ONU.

1991 28 Febbraio. Il presidente americano George Bush ordina la fine delle ostilità. I morti da parte iraqena, quasi tutti civili sono oltre 120mila, il paese piomba in un livello pre-industriale, gli apparati produttivi sono stati cancellati. Per volontà unilaterale di Stati Uniti e Gran Bretagna le sanzioni non vengono cancellate e restano a tempo indefinito così come unilateralmente si creano le no fly zone, zone interdette al traffico aereo iraqeno. Le due condizioni imposte da stati Uniti e Gran Bretagna per la revoca dell'embargo sono il riconoscimento iraqeno dell'indipendenza del Kwait e l'accettazione delle ispezioni da parte di esperti inviati dalle Nazioni Unite atte ad accertare il completo smantellamento dei rimanenti armamenti iraqeni.

1991 Marzo. La popolazione sciita del sud dell'Iraq appoggiata dagli aiuti economici iraniani e fiduciosa della presenza delle truppe della coalizione in prossimità del confine insorgono contro il regime, la Guardia Repubblicana, i cui reparti non erano stati impegnati nel conflitto attaccano duramente le città del sud attivando la brutale macchina repressiva del rais, Bassora viene assediata, i morti sono migliaia. A ridosso del confine intanto le truppe della coalizione che aveva combattuto con l'avvallo delle Nazioni Unite, vengono sostituite dai Caschi Blu dell'ONU.


1991 Aprile. Dopo il sud del paese insorge nuovam,ente anche il nord, i guerriglieri curdi attaccano numerose postazioni militari iraqene, il copione si ripete e la Guardia Repubblicana fa strage di civili, un esodo di milioni di profughi prende vita in direzione di Iran e Turchia, moltissimi, in gran parte anziani e bambini moriranno di fame e freddo durante il tragitto sulle alture che segnano il confine tra Iraq, Iran e Turchia.

1991 15 Aprile. Truppe occidentali entrano in armi in territorio irqeno nell aregione del Kurdistan creando una zona franca che viene definita "zona protetta", fuori dal controllo delle truppe governative iraqene e sotto la protezione delle Nazioni Unite, il territorio è quello compreso tra il confine settentrionale e la città di Zakho. Stati Uniti e Gran Bretagna per l'ennesima volta senza nessun avvallo impongono due "no fly zone" all'Iraq, una a nord ed una a sud per proteggrere, sulla carta, curdi e sciiti da eventuali raid della quasi dismessa aviazione iraqena.

1992 Il numero di bambini morti in un anno di embargo per denutrizione e mancanza di cure mediche è superiore ai 150 mila, la media resterà la stessa per i dieci anni a venire.

1992 Nel nord del paese inizia un conflitto interno tra i partiti curdi che controllano la "zona autonoma". Il Partito Democratico del Kurdistan di Masud Barzani e l'Unione Patriottica del Kurdistan di Jalan Talabani, al centro del conflitto tra i due gruppi vi è il controllo dei traffici clandestini tra iraq settentrionale e Turchia. Le truppe iraqene intervengono a sostegno del PDK mentre quelle iraniane a sostegno del UPK mentre l'esercito turco continua ad attaccare i villaggi dove dovrebbero celarsi i guerriglieri del PKK, Partito dei Lavoratori del Kurdistan di Abdullah Ochalan.

1994. 10 Novembre. L'Iraq riconosce ufficialmente l'indipendenza del Kwait.

1995 Aprile. Le Nazioni Unite avvallano l'accordo denominato "oil for food" e mirato all'esportazione abasso costo del greggio iraqeno, l'embargo viene infatti revocato sul petrolio che può essere esportato in cambio di generi alimentari, per la sussistenza delle centinaia di migliaia di bambini in stato di denutrizione è difatto chiamato a provvedere il governo iraqeno senza alcun tipo di intervento da parte dell'ONU.

1995 Agosto. Due generi di Saddam Hussein fuggono in Giordania con le rispettive consorti.

1995 Per fare fronte alle accuse Saddam indice elezioni non democratiche che lo eleggono Presidente della Repubblica con il 99,96% dei voti.

1996 Febbraio. I generi fuggiaschi rientrano in patria dopo aver accusato pesantemente il regime, a loro viene offerto il perdono, saranno i figli del rais ad organizzaqrne il massacro assieme ad altri congiunti pochi giorni dopo a Baghdad.

1996 24 Marzo. Vengono indette le elezioni legislative per l'elezione dell'Assemblea Nazionale, il parlamento iraqeno, non si vota per i 30n seggi spettanti alla zona curda.

1996 28 Agosto. Il conflitto curdo tra UPK e PDK entra in una nuova fase particolarmente aspra, il leader del PDK Masud Barzani chiede l'aiuto di Saddam Hussein per fronteggiare le milizie di Talabani. 30 mila soldati iraqeni invadono il nord e la "zona protetta" attacacndo duramente le milizie dell'UPK.

1996 31 Agosto. L'esercito iraqeno entra ad Erbil, capitale della zona autonoma dal '70 al '74, le milizie dell'UPK sono costrette alla fuga e sperano in un coinvolgimento iraniano, elicotteri da guerra iraqeni attaccano il nemico in fuga violando più volte la "no fly zone".

1996 3-4 Settembre. In risposta alla violazione della "no fly zone" settentrionale si scatenano sull'Iraq violenti raid anglo-americani. Saddam Hussein preoccupato dallo scoppio di una nuova guerra ritira le truppe.

1997 Maggio. 50Mila soldati turchi entrano in Iraq, violandone la sovranità, per attaccare le basi del PKK.

1997 Luglio. L'australiano Richard Butler subentra allo svedeseRolf Ekeus alla direzione dell'Unscom, la Commissione dell'ONU per il disarmo dell'Iraq. Butler sceglie come collaboratore Scot Ritter, ex marine durante la guerra del golfo.

1997 Settembre. A seguito di una lunga e cruenta controffensiva le milizie dell'UPK conquistano la città di Sulaimanya.

1997 13 Novembre. Dopo che il direttore della commissione Butler dichiara che le ispezioni continueranno anche con il lavoro degli ispettori americani il governo iraqeno impone il blocco totale delle ispezioni per la distruzione delle presunte armi di sterminio di massa.

1997 14 Novembre. Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna la scelta iraqena, poche ore dopo sei dei dieci ispettori americani vengono espulsi. Butler decide senza consultarsi con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di ritirare tutti gli ispettori.

1997 20 Novembre. L'opposizione di Cina e Francia nel Consiglio di Socurezza dell'ONU scongiura una nuova guerra. Inizia la mediazione di Mosca e di Kofi Annan Segretario Generale dell'ONU, Saddam Hussein consente la ripresa delle ispezioni in cambio di una dichiarazione di intenti russa a lavorare per la riduzione delle sanzioni.

1997 13 Dicembre. Crisi dei "siti Presidenziali". Butler chiede di ispezionare anche le faraoniche residenze che Saddam Hussein ha fatto erigere in tutto il paese oltre che in vari luoghi di Bagdad, il governo iraqeno si oppone a tale richiesta.

1998 13 Gennaio. Le forze di sicurezzza iraqene fermano un gruppo di ispettori composto da sedici membri, nove americani e cinque inglesi, lo guida Scott Ritter, secondo la versione di Baghdad non è un gruppo "equilibrato", nel frattempo le altre squadre possono proseguire il loro lavoro alla ricerca di armamenti che non vengono mai trovati.

1998 Gennaio. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condanna l'azione di Baghdad.

1998 11 Febbraio. Per la seconda volta in poche settimane è la mediazione russa a salvare la situazione poco prima del superamento del punto di non ritorno. L'accordo accettato da Baghdad prevede che i Siti Presidenziali vengano visitati e non ispezionati e che le squadre di ispettori dipendano direttamente da Kofi Annan e non da Richard Butler, in aggiunta gli ispettori dovranno essere accompagnati da diplomatici dei cinque paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.
1998 6 Marzo. Kofi Annan va in visita a Baghdad e sigla l'accordo con Saddam Hussein.

1998 5 Agosto. Nuova crisi delle ispezioni. Buter inoltra al Consiglio di Sicurezza dell'ONU un rapporto negativo sulle ispezioni in risposta alla crescente richiesta di Baghdad di allentare l'embargo e ridurre le sanzioni. Saddam Hussein dichiara che non vi sarà più alcuna collaborazione con l'Unscom ma non osteggia il lavoro degli ispettori.

1998 Settembre. Dopo gli attentati contro le ambasciate americane di Nairobi e Dar ed Salaam e dopo le rappresaglie americane in Sudan ed Afganistan il Consiglio di Sicurezza dell'ONU vota a favore di un inasprimento delle sanzioni contro l'Iraq. Saddam Hussein accusa pubblicamente Scott Ritter e Richard Butler di essere infiltrati di CIA e Mossad. Alcuni mesi dopo terminato il suo rapporto di collaborazione con l'Unscom Scott Ritter dichiara che le informazioni raccolte e destinate al Consiglio di Sicurezza dell'ONU venivano per conoscenza girate a Telaviv ed a Wasington.

1998 Novembre. Il capo dell'Unscomdecide di far partire per la seconda volta tutti gli ispettori, assieme a cui altri ispettori, quelli alle dipendenze dell'Aiea (Agenzia Internazionale Energia atomica) che svolgevano attività ispettive sull'eventuale minaccia nucleare, si aggregano.

1998 17 Novembre. Dopo una lettera di Kofi Annan a Saddam Hussein che scompagina i piani di battaglia di Bill Clinton e dei suoi accoliti, il rais si dice disponibile a riavviare la collaborazione e gli ispettori rientrano in Iraq dopo che Washington aveva fatto evacuare le ambasciate americane in Israele e Kwait come mossa preventiva ad un attacco. Il congresso americano vota l'"Iraq liberation act" che dispone lo stanziamento di quasi 100milioni di dollari a sostegno delle opposizioni al regime di Baghdad..

1998 16 Deicembre. Per la terza volta in meno di 12 mesi il coordinatore dell'Unscom Butler ordina la partenza di tutti gli ispettori dall'Iraq dopo aver inviato il secondo rapporto negativo al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Il ministro degli esteri russo Ivanov accusa Richard Butler di aver compiuto un grave ed imperdonabile abuso di potere, Bill Clinton e Tony Blair decidono unilateralmente un nuovo attacco contro l'Iraq. Kofi Annan non nasconderà il suo sdegno e la sua contrarietà all'azione ed rispetto all'ennesima forzatura compiuta.

1998 16-20 Dicembre. Scatta l'Operazione "Desert Fox" (Volpe del Deserto) con raid aerei e missilistici contro obiettivi militari iraqeni. Vengono colpite dai raid abitazioni ed interi villaggi il numero delle vittime è imprecisato.

1999 25 Gennaio. Nuovo attacco anglo-americano contro l'Iraq. Questa volta i raid si concentrano su Bassora facendo strage di civili.

1999 18 Agosto. Ennesimo raid anglo-amerricano contro l'Iraq, viene attaccata la periferia sud di Baghdad.

1999 Dicembre. L'ONU decide la creazione dell'Unmovic (Commissione di Monitoraggio Verifica ed Ispezione delle Nazioni Unite) che sostituisce di fatto l'Unscom. Il direttore di tale organismo è lo svedese Hans Blix.

2000 Settembre. Saddam Hussein lancia una nuova accusa contro il Kwait che, secondo il rais, sottrae illegalmente il petrolio dai pozzi Iraqeni. Il prezzo del greggio a fronte del rischio di una nuova guerra sale alle stelle. Le economie dei paesi occidentali risentono pesantemente di tale scelta. Con lo scoppio della seconda Intifada Saddam che ha ormai attratto irreversibilmente le simpatie delle masse arabe sia laiche che non in chiave antioccidentale, inizia a stanziare i primi indennizzi in denaro da assegnare alle famiglie dei martiri palestinesi.

2001 17 Febbraio. Nuovo raid anglo-amricano su Baghdad, è l'ennesima strage di civili.

2001 20 Giugno. Ennesimo attacco anglo-americano contro la città iraqena di Talafra. La nuova amministrazione Statunitense si pone in linea di continuità con quella del multilateralismo aggressivo di Bill Clinton.

2001 11 Settembre. Il mondo è sotto shock. Due aerei si schiantano sulle Twin Tower di New York causandone il collasso, mentre un terzo si abbatte, stando alle versioni ufficiali sul Pentagono, a Washington.

2001 In seguito a questi attacchi, che gli Usa prontamente imputano all'ex alleato Osama Bin Laden ed alla sua rete terroristica, l'Afghanistan - accusato di dare ospitalità allo sciecco saudita - viene attaccato dalle forze aeree anglo-americane con l'intento di abbattere le infrastrutture terroristiche presenti nel paese e il regime talebano, ripristinando la democrazia con l'uso intensivo dei B52. Congiuntamante l'amministrazione americana che passa dal multilateralismo aggressivo alla teoria della guerra preventiva rende nota una lista di paesi "canaglia", tra cui figura anche l'Iraq definito come una minaccia per il mondo.

2002 Aprile. Saddam Hussein blocca l'esportazione di graggio dall'Iraq, le economie dei paesi occidentali subiscono un nuovo colpo che ne mina la stabilità.

2002 Settembre. Scott Ritter si schiera apertamente contro l'intervento armato in Iraq definendo come inconsistenti le accuse di riarmo mosse all'Iraq.

2003. Febbraio. Il segretario di Stato americano, Colin Powell, intervenendo al Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite, mostra una provetta che a detta dell'amministrazione statunitense dovrebbe rappresentare la prova schiacciante suin mano all’amministrazione Bush della presunta presenza in Iraq di armi di distruzione di masse, e di materiale riconducibile alla volontà di Saddam di fabbricare armamenti nucleari.

2003 14 Febbraio. Nella loro relazione al Consiglio di Sicurezza dell'ONU gli ispettori dichiarano che non vi sono prove certe di nessun tipo contro il regime di Baghdad e che il rais iraqeno sta iniziando a collaborare.

2003 17 Marzo. Hans Blix pianifica una nuova serie di ispezioni per verificare l'effettivo disarmo ed il non riarmo dell'Iraq.

2003 20 Marzo. Inizia l'operazione "Iraqui freedom" è il nuovo atto della guerra infinita all'Iraq e della nuova strategia dell'amministrazione Bush sulla guerra preventiva, l'Iraq è travolto da un'offensiva brutale, Bassora viene messa sotto assedio ed isolata, i morti civili sono decine di migliaia.

2003 1 Maggio. Il presidente americano Bush dichiara ufficialmente la fine della guerra dopo meno di tre mesi di scontri costati la vita ad un numero imprecisato di vittime civili e a un centinaio circa di soldati della coalizione. In Iraq esplodono scontri su larga scala, bande armate, criminali comuni, fondamentalisti islamici e resistenti iniziano una campagna di inaudita violenza in tutto il apese, gli attacchi non si limitano alle truppe occupanti ma con il metodo stragista delle auto-bomba viene duramente colpita la popolazione civile. Nuove dinamiche si incrociano, lotte tra clan tribali, lo scontro mai sopitro tra gli sciiti del sud ed i sunniti, il tentativo dei fondamentalisti wahabiti di istaurare anche in Iraq una teocrazia, l'occupazione barbara e brutale delle forze della coalizione fanno dell'Iraq un luogo che si alimenta di violenza e dove la quotidianità del conflitto si palesa con una recrudescenza sempre maggiore.

2003 Agosto. Ibrahim Jaafari Hezb leader del partito moderato sciita "al-Dawa al-Islamiyya" viene nominato dall'amministrazione statunitense presidente del primo Consiglio di Governo iracheno a guida del paese sotto la tutela dell'Autorità Provvisoria della Coalizione guidata da Paul Bremer.

2003 14 Dicembre. In una fattoria nei pressi di Tikrit, sua città natale, viene catturato Saddam Hussein nascosto in una sorta di loculo areato scavato nel terreno, dopo essere stato mostrato a mo di trofeo al mondo ed esposto alla gogna mediatica viene imprigionato in località segreta assieme agli altri gerarchi del regime, intanto il paese e sconvolto da un livello inaudito di violenza a causa dell'occupazione, degli attacchi delle forze irregolari e delle lotte interne tra etnie.

2004 7 Febbraio. Le Nazioni Unite intervengono direttamente nell'area iraqena, la commissione di esperti voluti da Kofi Annan si insedia a Bagdad per valutare l'esistenza di eventuali condizioni per consentire lo svolgimento di libere elezioni entro il mese di giugno, nel paese continuano ad infuriare i combattimenti. La missione è gfuidata da Lakhdar Brahimi, ex ministro degli Esteri algerino, già a capo della missione ONU in Afghanista. Le Nazioni Unite assumono un ruolo di mediazione che di fatto non viene riconosciuto nè dalle truppe di occupazione nè dalle forze irregolari presenti nel paese.

2004 23 Febbraio. Viene reso noto il rapporto degli esperti delle Nazioni Unite per valutare la possibilità di eventuali elezioni entro il mese di Giugno, gli esperti inviati da Kofi Annan nel loro rapporto dichiarano che non sarà possibile indire le elezioni entro la fine del 2004 per mancanza di un assetto istituzionale e per il permanere di altissimi livelli di conflitto.

2004 1 Marzo. I membri del Consiglio Governativo Iraqeno nominato dall'amministrazione americana tra i membri delle etnie e dei clan locali disposti a cooperare con le forze di occupazione presentano la "Legge Amministrativa FondamentaleTransitoria" vale a dire la costituzione ad interim del paese che prevede libere elezioni entro il 30 gennaio 2005.

2004 6 Marzo. Slitta la firma della costituzione provvisoria per dissidi interni al Consiglio Governativo Iraqeno. L'ayatollah al Sistani contesta le autonomie concesse ai curdi, l'ebventuale processo emancipativo a favore delle donne ed il non riconoscimento di un ruolo centrale per l'Islam.

2004 14 Marzo. Il neoeletto primo ministro socialista spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero dichiara che se entro la data del 30 giugno le Nazioni Unite non assumeranno il controllo del paese sostituendosi all'Amministrazione Provvisoria della Coalizione, ritirerà le truppe spagnole. Il fronte della coalizione inizia ad incrinarsi. Tale scelta viane contestata dalle destre europee e dall'amministrazione statunitense che temono un effetto domino a favore del disimpegno.

2004 14 Aprile. La crescente instabilità di un paese tutt'altro che normalizzato spingono la Croce Rossa Francese ad abbandonare l'Iraq. Nel paese oltre agli scontri ed agli attentati aumentano anche i sequestri e le esecuzioni di ostaggi stranieri.

2004 10 Dicembre. L'ayatollah sciita al Sistani dichiara che guiderà la coalizione sciita alle elezioni previste per il 30 gennaio.

2005 30 Gennaio. L'Iraq va alle urne, l'affluenza è del 58% circa con 8,5 milioni di votanti su 14,2 milioni di aventi diritto in un paese abitato da 27 milioni di persone. La comunità sunnita sceglie di boicottare le elezioni contrariamente a quanto fanno sciiti e curdi.

2005 14 Febbraio. Vengono resi noti i risultati definitvi della tornata elettorale tenutasi all'ombra dei carri armati americani.I vincitori risultano essere gli sciiti, riuniti nella lista dell'Alleanza Unita Iraqena guidata da Al Sistani che ottengono il 48% dei consensi pari a 140 seggi sui 275 che compongono l'Assemblea Provvisoria. L'Allenza Curda ottiene il 25% dei voti e 70 seggi. L’Assemblea Provvisoria è chiamata ad eleggere un Presidente e due vice-presidenti con la maggioranza dei 2/3, che nomineranno un Primo Ministro e il governo provvisorio a maggioranza semplice.



 

 

DOCUMENTI:

Giulio Calella, Le elezioni irachene, l'ONU e le elezioni del 19 Marzo

Giulietto Chiesa, La menzogna irachena arruola anche parte della sinistra

Mikhail Gorbaciov, Ma in Iraq non ha vinto la democrazia

Truppe dispiegate sul suolo iracheno