ISOLE COMORE

SCHEDA CONFLITTO


1975: dopo 19 tentativi di colpi di Stato, le Comore ottengono l’indipendenza dalla Francia, ad eccezione dell’isola di Mayotte. L’isola aveva indetto l’anno precedente un referendum con il risultato che suoi 186.026 abitanti decisero di rimanere territorio francese. L’isola fa parte della cosiddetta collectivité départementale, e ospita una guarnigione di 4.200 soldati francesi..

1997: Nzwani e Mwali (le altre due isole che insieme a quella di Njazidja costituiscono l’arcipelago delle Comore) dichiarano la loro indipendenza dall’isola di Njazidja.

1999: il comandante dell’Esercito, colonnello Azali, prende il potere tramite un colpo di Stato.

2000: per risolvere l’increscioso problema dell’indipendenza delle due isole, Azali decide di formare una federazione attraverso l’accordo di Fomboni. L’idea è quella di creare un nuovo sistema di governo basato sulla concezione di una “comunità delle Comore” dove ciascuna delle tre isole potesse godere di un’ampia libertà di autonomia sempre però legata all’amministrazione federale.
Ma la situazione non sembra risolversi, infatti si crea una situazione di stallo politico in seguito al decentramento dei poteri; il problema principale è la questione della separazione dei poteri tra il Presidente dell’Unione e i Presidenti delle isole costituenti.
I governanti delle due isole di Nzwani e di Mwali non rifiutano la partecipazione al governo federale solamente per non isolare le isole dai contributi dei donatori internazionali, mentre la più grande delle isole avrebbe, invece, negato il suo ingresso accusando il presidente Azali Assoumane di non rispettare i dettami costituzionali.

26 agosto 2000: L’OUA (Organizzazione degli Stati Africani) critica in maniera ferma l’accordo preso dal colonnello Azali e dal colonnello Abeid, per risolvere la crisi scatenata dalla mancata riunificazione delle tre isole sotto una federazione.

2001: l’Esercito tenta di creare ad Anjouan (Gran Comore) un governo militare, con l’obbiettivo principale di una riunificazione delle Comore; questo disegno viene vanificato da un successivo colpo di Stato.

22 marzo 2002: si svolgono le elezioni per l’approvazione di una nuova costituzione oltre che le elezioni del Presidente federale e dei Presidenti delle singole isole.
Il processo di riconciliazione subisce una brusca frenata: il 59% dei votanti rigetta la nuova costituzione. Viene comunque creata nel 2002 una commissione con il compito di controllare le controverse elezioni presidenziali dell’Unione, che hanno portato alla vittoria il colonnello Azali Assoumane ed alla definitiva approvazione della costituzione federale.
I candidati dell’opposizione, Mahamoud Mrandadi e Said Ali Kemal hanno denunciano brogli elettorali. La commissione ha decretato l’annullamento delle elezioni tenutesi nel 2002 indicendo nuove consultazioni elettorali.

21 novembre 2002: con la creazione del nuovo sistema è emerso un nuovo problema: quello dell’isola di Mayotte. In un incontro con la stampa il Ministro degli esteri delle Comore, Souef Mohamed El-Amine, aveva dichiarato che Mayotte è parte integrante delle Comore e che era volontà del governo favorirne la sua integrazione nella Federazione.


24 marzo 2004: la situazione peggiora dal punto di vista della partecipazione politica. Le forze governative aprono il fuoco su dimostranti delle scuole medie e superiori.

aprile 2004: si tengono le elezioni legislative. Il Presidente Assoumane vede un netto calo del suo consenso: il suo partito vince solo 6 posti su 18 nell’Assemblea dell’Unione. Questo è dovuto anche dalla coalizione dei partiti che si oppongono al colonnello, dimostrando così la loro forza e lasciando perciò spazio a seggi parlamentari distribuiti tra i deputati delle diverse isole.

Secondo i nuovi dettami costituzionali, il Presidente federale verrà eletto a rotazione tra le tre isole costituenti ogni 4 anni; la forma di Stato prevista è una Repubblica federale islamica, che dal punto di vista giuridico attinge le sue fonti dal codice napoleonico e dalla Sharia.
Si prevede, inoltre che ciascuna delle 3 isole (Denominate Gran Comore, Anjouan e Moheli) abbia un proprio Parlamento i cui deputati vengono eletti direttamente; allo stesso modo vi è un’Assemblea legislativa dell’Unione composta da 33 eletti (15 membri eletti dai Parlamenti delle singole isole, 18 eletti a suffragio universale dalla popolazione).
Il Colonnello Assoumane, il cui mandato scadrà nel 2006, cercherà verosimilmente di completare l’ambizioso progetto di transizione verso un sistema federale; ciò vorrebbe dire che potrebbe rimanere in carica fino a metà del 2008. La politica nelle Comore si è sempre caratterizzata da un ampio numero di fazioni politiche e di partiti, principalmente legati alla propria comunità di appartenenza o basati su interessi e personali piuttosto che su una determinata visione ideologica.
L’Esercito rimane probabilmente la più forte forza politica nelle isole; ha permesso in più di un’occasione di mantenere la legge e l’ordine, risolvendo numerose crisi.

La situazione di incertezza politico-istituzionale che ha caratterizzato gli anni precedenti ha indubbiamente indebolito la già fragile economia del paese. I commercianti di Gran Comore hanno protestato più volte contro la doppia tassazione applicata sia dalle autorità dell’isola sia dal governo dell’Unione delle Comore.
L’incertezza su quale dei due livelli di governo abbia il potere di imporre le tasse non è riferita solamente al settore dei commercianti, ma riguarda tutte le principali branche dell’economia.
D’altronde fino a quando non verranno chiaramente risolte le controversie sulla separazione dei poteri e non verranno fatti progressi verso una definitiva stabilizzazione politica il Fondo Monetario Internazionale (FMI) non applicherà per l’isola un piano di aiuti. In vista di ciò il governo sta cercando di assicurarsi una nuovo programma di aiuti dal FMI (Staff Monitored Programme, SMP).
Molto dipenderà dagli sviluppi politici e soprattutto dalla capacità del governo e dell’Assemblea federale di mostrarsi credibile, dal punto di vista economico, agli occhi dei donatori internazionali e del FMI in particolare. Per assicurare stabilità politica e ripresa economica nei prossimi mesi giocheranno un ruolo principale i vari partiti, rappresentanti delle istanze di ciascuna isola nel Parlamento federale.
Gli investimenti potranno crescere nel breve periodo solo se i potenziali investitori verificheranno soprattutto la volontà del governo federale e di quelli delle singole isole di lavorare assieme.

L’economia è fortemente dipendente dal settore agricolo e dal commercio su piccola scala, ciò ha fatto crescere il PIL molto lentamente (esso si aggira attorno all’1,9%). Un nuovo SMP per il 2005 faciliterebbe la spesa in questo settore e soprattutto per le infrastrutture.
Il problema principale dell’isola è il livello elevato di povertà della maggior parte della popolazione.
Si stima che il 51% della popolazione viva al di sotto della soglia di povertà; l’aumento di tale tasso verificatosi nel corso degli anni è principalmente dovuto a due condizioni: la prima strutturale e di lungo termine, è la risultante di una crescita economica insufficiente causata da deboli strategie di sviluppo e dalle molteplici mancanze nelle scelte macroeconomiche, come la riforma amministrativa e la svalutazione del franco comorese rispetto al franco francese.
La seconda condizione è invece legata principalmente alla caduta delle esportazioni.
Il governo, comunque, grazie al sostegno della Banca Mondiale ha creato un progetto per l’abbassamento della soglia di povertà.
Le Comore esportano garofano, cannella, noce moscata e vaniglia. Nel settore del commercio però non c’è stata una ripresa in quanto il prezzo della vaniglia (principale prodotto di esportazione delle Comore) ha avuto delle forti ripercussioni in seguito alla diretta concorrenza dello stesso prodotto esportato dal Madagascar (principale esportatore su scala mondiale).
Inoltre l’impennata dei prezzi internazionali del petrolio nel corso dell’ultimo anno ha avuto forti ripercussioni sulla fragile economia.

Lo stesso settore turistico non ha migliorato le condizioni visto che ha avuto una performance negativa durante l’anno 2004; secondo alcuni analisti, l’assenza di stabilità politica e l’assenza di leggi ad hoc non aiutano gli operatori a creare infrastrutture idonee.
La pesca potrebbe essere un settore redditizio ma è ancora legata a tecniche tradizionali arretrate.
Questa situazione è andata a ripercuotersi sul deficit pubblico, che si aggira intorno ai 30 milioni di dollari.