KASHMIR

SCHEDA CONFLITTO


1846 Il re induista del Jammu, il Raja Gulab Singh, versando un'ingente somma nelle casse della East India Company inglese ottiene la creazione dello stato del Jammu e Kashmir.

1925 Il British Raj (governo coloniale britannico) favorisce l'ascesa al potere nello stato del Kashmir della dinastia Hindu dei Dogra, che regnava in una provincia la cui popolazione era a maggioranza musulmana.

1927 Attraverso una legge speciale viene vietato l'accesso al pubblico impiego in Kashmir ai musulmani. Inizia a crearsi un regime di apartheid istituzionalizzato in ossequio alla migliore tradizione coloniale inglese che tende a mettere contro gli abitanti di una stessa regione appartenenti a gruppi etnici o a comunità religiose differenti.

1932 I musulmani kashmiri i riuniscono in un movimento, la All Jammu and Kashmir Muslim Conference, di matrice islamica-indipendentista

1947 Agosto. Il maharaja del Kashmir, il Raja Gulab Singh di religione induista, decide, al momento della separazione tra India e Pakistan, di abbandonare l'idea di un Kashmir indipendente e di annettere il suo territorio all’India nonostante la popolazione dello stato sia a maggioranza musulmana. Tale scelta venne dettata da motivi di opportunità e di carattere strategico vista la crescente presenza di Pashtun musulmani provenienti da Pakistan ed Afganistan e la necessità di ricevere protezione dall'India.

1948 A pochi mesi dall'indipendenza di India e Pakistan si accentuano le rivendicazioni dei due paesi sulla sovranità in Kashmir, dopo pochi mesi scoppia il primo conflitto tra India e Pakistan per l'annessione del Kashmir.

1948 21 Aprile. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ordina il cessate il fuoco ai due stati belligeranti. La risoluzione impone al Pakistan il ritiro delle truppe dai territori che aveva invaso durante il conflitto e all’India di indire un referendum per l’autodeterminazione del popolo kashmiri i morti in pochi mesi di guerra saranno più di 1milione tra regolari ed irregolari. L'india controlla i 2/3 della regione, il Pakistan la parte rimanente.

1948 13 Agosto. Con una risoluzione dell’Onu viene istituito un confine provvisorio chimato ‘Linea di controllo’ (Line of Control) lungo la linea armistiziale al momento del cessate il fuoco, il Kashmir è di fatto diviso.

1949 5 Gennaio. Le Nazioni Unite approvano una nuova risoluzione che demanda la soluzione del conflitto a un referendum di autodeterminazione popolare.

1950 14 Marzo. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ripropone le precedenti disposizioni e ordina a India e Pakistan la smilitarizzazione immediata delle zone contese. Stabilisce inoltre che i poteri politici e amministrativi debbano essere temporaneamente trasferiti a una rappresentanza delle Nazioni Unite per creare le condizioni favorevoli a una negoziazione tra le parti. La risoluzione viene riproposta nel marzo del 1951 e nel gennaio del 1957.

1951 30 Marzo. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ordina la costituzione dello United Nations Military Observer Group (Unmogip) al fine di monitorare costantemente la situazione sulla linea di confine del Kashmir e riferire su eventuali episodi di violazione del cessate il fuoco, il referendum sull'autodeterminazione viene rinviato.

1956 Il Pakistan diventa una repubblica islamica

1957 Il persistere da parte del Pakistan nel non volere ritirare le proprie truppe dalle zone occupate, il territorio del Kashmir viene ufficialmente annesso all’Unione indiana. Il referendum di autodeterminazione viene nuovamente rinviato.

1958 In Pakistan sale al potere il generale Ayub Khan che abroga la Costituzione, proclama la legge marziale e stabilisce una specie di ‘democrazia guidata’.

1959 La Repubblica Popolare Cinese occupa circa 38.000 km quadrati del territorio del Ladakh facente parte dello Stato indiano del Jammu e Kashmir. Le truppe cinesi vengono respinte oltreconfine da un'offensiva dall’esercito indiano ma una piccola parte del Kashmir passa sotto il controllo cinese.

1965 Settembre.
La situazione, pressochè immutata dal 1948, genera lo scoppio del secondo conflitto indo-pakistano per il controllo del Kashmir che cesserà soltanto per ordine del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione del 20 settembre 1965 senza alcun mutamento rilevante.

1966 1 Gennaio. Il premier indiano Lal Bhadur Shastri e il presidente pakistano M. Ayub Khan firmano il trattato di Tashkent, con cui si accordano per una risoluzione pacifica della controversia sulla sovranità del Kashmir.

1970 Vengono proclamate le prime elezioni federali. Sale al potere Zufilkar Ali Bhutto

1971 Dicembre. La lotta per l’indipendenza del Bangladesh (ex Pakistan Orientale)dal Pakistan e sostenuta militarmente dall’India, si ripercuote anche sulla controversia del Kashmir vanificando il trattato di Tashkent, il Pakistan scatena la terza guerra contro l'India anche questa conclusasi con numerose vittime ma anche con la conservazione dello stato delle cose.

1972 Luglio. Il primo ministro indiano Indira Gandhi e il premier pakistano Zulfikar Ali Bhutto firmano un accordo di pace a Shimla, con cui in sostanza sottoscrivono nuovamente gli accordi presi a Tashkent.

1977-1979 Pakistan. Il governo di Bhutto, autore di una riforma agraria e di una nuova Costituzione, viene rovesciato dal generale Mohammed Zia ul-Haq, che reintroduce la legge marziale e fa giustiziare Ali Bhutto.

1988 Pakistan. Zia muore in un incidente aereo. Benazir Bhutto, figlia di Ali, vince le elezioni e sale al potere.

1989 Riprende la guerra per procura in Kashmir. Nuovi gruppi armati separatisti e indipendentisti rilanciano la loro offensiva armata contro le truppe indiane che controllano circa il 70% del territorio della regione. Il governo indiano accusa immediatamente quello Pakistano di supportare e incoraggiare la sollevazione armata separatista. L'India dal canto suo risponde informalmente finanziando ed armando gruppi paramilitari di indu locali che iniziano una campagna di attacchi contro i villaggi musulmani. Le forze della guerriglia kashmira si dividono in due fronti: uno nazionalista, (rappresentato principalmente dal il Jammu and Kashmir Liberation Front e composto da 10mila guerriglieri) che aspira ad un Kashmir indipendente, e un altro islamico-fondamentalista, (che ha come principali sigle l'Hizb-Ul-Mujahedin, Al Badr, l'Harakat-ul-Momneem, l'Harakat-Ul-Jihad-i-Islami e l'Harakat-Ul-Ansar e che conta circa 6mila combattenti)che vuole l'annessione al Pakistan.

1990 Pakistan. Sale al potere per la prima volta Mohammad Nawaz Sharif che nel 1993 dovrà di nuovo cedere la carica di primo ministro a Benazir Bhutto, per riconquistarla in seguito e rimanere premier con alterne vicende fino al novembre 1999. Nel 1991, la legge islamica viene formalmente incorporata nei Codici.

1992 Al fine di porre fine agli atriti tra gruppi armati nazionalisti e fondamentalisti e per meglio coordinare le azioni di una guerriglia che complessivamente conta oltre 20mila uomini, alcuni dei quali volontari stranieri (provenienti quasi tutti da Pakistan ed Afganistan), viene creata la All Party Hurayat Conference capace di raggruppare oltre venti partiti kashmiri.

1992 India. Distruzione della moschea di Ayodhya a opera dei nazionalisti indù.

1999 Pakistan. Nawaz Sharif viene destituito da un colpo di stato, incriminato per alto tradimento e corruzione e condannato all’ergastolo in prima istanza. Sale al potere il generale Parvez Musharraf, che promette un graduale ritorno alla democrazia entro i prossimi tre anni. Nel dicembre 2000, Sharif viene condannato all’esilio

2001 Dopo oltre vent’anni dagli accordi di Simla, la lotta dei movimenti indipendentisti all’interno del Kashmir intensifica di nuovo il conflitto tra i due paesi asiatici. Dal 1989 al 2000, gli scontri a fuoco e gli attentati dinamitardi hanno causato circa 35mila morti.

2002 Gennaio. Nel suo discorso alla nazione, il primo ministro golpista il generale pakistano Parvez Musharraf annuncia con toni duri che metterà fine all’integralismo islamico nel paese. Nei mesi seguenti, il Pakistan mette al bando alcuni gruppi ritenuti responsabili degli attentati ai parlamenti indiani di Srinagar e di New Delhi. Tra questi il Jaish-i-Mohamed (l’Esercito di Maometto) e il Lashkar-i-Toiba legati alla rete di Al Quaeda. Il governo di Islamabad congela anche i loro conti bancari. In primavera ricominciano però le infiltrazioni di mujaheddin dal Pakistan in Kashmir dove riprendono gli attacchi contro obiettivi governativi indiani. I gruppi separatisti si sono infatti riorganizzati riunendosi sotto l’egida della fazione denominata Harkat-al-Jihad-al-Islami: un gruppo di combattenti kashmiri armato ed addestrato grazie agli aiuti del regime talebano afgano. La nuova organizzazione sfugge così al bando di Musharraf, tanto da avere un conto bancario nella capitale pakistana di Islamabad, e torna a combattere in Kashmir.

2002 14 Maggio. Un attacco dei militanti islamici in un accampamento militare indiano nei pressi di Jammu causa la morte di 34 persone, in gran parte civili e famigliari dei soldati. Sale la tensione tra India e Pakistan, mentre la guerriglia continua a colpire vari punti strategici del Kashmir. A fine maggio 2002 il governo di Delhi minaccia di inviare le truppe oltre confine per bloccare le infiltrazioni di mujaheddin nel suo territorio. I due paesi ammassano un milione di soldati al confine, pronti a combattere la loro quarta guerra. Mentre i negoziatori internazionali si alternano nelle due capitali per scongiurare che il conflitto degeneri in una guerra nucleare, il Pakistan compie tre test di missili balistici. Si intensificano i colpi di artiglieria lungo il confine. Onu, Usa, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania e Israele – poi seguite da altre nazioni - richiamano in patria il personale e i diplomatici non strettamente indispensabili nelle missioni e nelle ambasciate di India e Pakistan.

2002 Giugno. Durante il vertice di Almata, in Kazakhistan, il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro cinese Jiang Zemin tentano un’ultima mediazione con il presidente pakistano Musharraf e il premier indiano Vajpayee, che avevano precedentemente rifiutato di incontrarsi.

2002 Maggio. A fine maggio il bilancio delle vittime nel solo Kashmir era salito a oltre 60mila persone, tra civili e militari.

2003 Novembre. Il Pakistan dichiara unilateralmente il cessate il fuoco in Kashmir, accettato dall’India. Nonostante numerosi attacchi della guerriglia kashmiri in territorio indiano e scontri di artigleria lungo il confine, riprendono le mediazioni tra i due paesi per giungere a una soluzione pacifica del conflitto. La guerriglia kashmiri, in particolare la fazione dello Hizb-ul-Mujahedddn, rifiuta il cessate il fuoco.

2004 22 Gennaio.
La delegazione di una coalizione di partiti del Kashmir (Hurayat Conference) incontrano per la prima volta rappresentanti politici indiani.

2004 Febbraio.
Riprendono i colloqui di pace tra India e Pakistan. Il presidente pakistano Musharraf e il premier indiano Vajpayee si impegnano a risolvere pacificamente la questione del Kashmir.