
SCHEDA CONFLITTO
si ringrazia per la disponibilità e la collaborazione
Sara Zanasi
Cronologia
di un conflitto politico insoluto
Il conflitto basco è strettamente legato ai processi di unità
giuridica e politica avanzati dallo Stato di Spagna dal 1400, che comportano
una omogeneizzazione territoriale ed etnica, reticente nel riconoscimento
politico e costituzionale di una diversa identità nazionale. È
nella particolarità dell’impianto territoriale spagnolo che
va ricercata l’origine del conflitto che tutt’oggi è
attivo e presenresente. Ciò che più fa capire la particolarità
dello sviluppo territoriale spagnolo è il fatto che, l’annessione
di regni cristiani, in molti casi prevedeva un adeguamento da parte dei
regnanti alle leggi o diritti preesistenti nella zona. Tutto ciò
porta una differenziazione giuridica del territorio dello Stato talmente
marcata da rallentare, molto di più che in altri Stati d’
Europa, il processo di unificazione legislativa, voluto dalla Spagna per
la costruzione dello Stato nazionale. L’insofferenza della dinastia
reggente e della classe dominante davanti a questi fatti si manifesta
sempre più intensamente.
1469 : Unione delle due dinastie reali di Castiglia ed
Aragona, in seguito al matrimonio di Ferdinando ed Isabella I di Castiglia.
Matrimonio da cui nasce il Nuovo stato di Spagna, proiettato verso il
mantenimento dell’esperienze espansionistiche all’estero e
sostenitore di una simil-politica interna alla penisola. In entrambi gli
ambiti la politica espansionista viene portata avanti tramite un rafforzamento
del controllo politico e militare su tutto il territorio d’interesse.
Essenzialmente nel momento in cui il nuovo Regno di Spagna si va espandendo
oltremare fondamentalmente in America, si sviluppa anche una tendenza
all'espansione e controllo politico all'interno della penisola iberica.
1494 Trattato di Tortesillas: sancisce l’insediamento
della “Nuova Monarchia”.
1512 : Il processo di espansione ed inglobamento dello
Stato di Spagna viene ostacolato dalla resistenza di quei territori che
già godevano di una sostanziale autonomia come il Regno di Navarra.Il
Regno di Navarra occupava gran parte dei territori in cui si trovava il
popolo basco. Insieme al Regno di Navarra esistevano anche il Regno di
Pamplona ed il Ducato di Vasconia, insieme questi regni formano l’attuale
area del Paese Basco, in basco Euskadi. Dopo una serie di conquiste territoriali
esterne ed interne si realizza per mezzo dell’aggressione ed occupazione
militare la conquista del Regno di Navarra, tale espugnazione significa
una grande vittoria per lo Stato spagnolo, poiché il Regno di Navarra
rappresenta il baluardo della resistenza alle volontà di unità
nazionale portate avanti dallo Stato. Con la presa della Navarra i Nuovi
Regnanti hanno il pieno controllo dei territori del nord. La resistenza
di queste aree deriva dalla sostanziale autonomia che queste godevano
su vari livelli, grazie alla presenza dei Fueros che ogni re conferma
giurando sotto il simbolo dei baschi, l’albero di Guernica. Il Fuero
altro non è che un complesso sistema normativo di origine medievale,
dotato di proprie istituzioni, che determina un cospicuo privilegio fiscale,
politico, giuridico, amministrativo e sociale ( Tale programmazione viene
definita sotto due diversi aspetti: 1) come insieme di norme scritte di
usi e costumi osservati che in un determinato momento storico sono riconosciute
come leggi. 2) come lista di diritti, doveri e privilegi concessi da un
autorità politica [Re o Feudatario]). L’utilizzo risoluto
del Fuero nella pianificazione istituzionale e sociale contribuisce alla
creazione di un forte sentimento di appartenenza territoriale. A partire
da quel momento, il Paese Basco si trova diviso fra lo Stato Francese
e quello spagnolo. La parte nord (Lapurdi, Bassa Navarra e Zuberoa) mantiene
le proprie istituzioni sino alla rivoluzione francese, che le abolisce
malgrado la resistenza basca. Nel sud, le Cortes (camere) della Navarra
si riuniscono per l'ultima volta nel 1829, poco prima delle guerre carliste
che portarono alla perdita di tutte le istituzioni, leggi e costumi propri.
1800: Dopo la rivoluzione francese e le nuove dinamiche
volte al riassetto dell’ Europa (1814-15 Congresso di Vienna), i
privilegi derivanti dai sistemi feudali vengono meno, tra questi gli stessi
Fueros. Le nuove dottrine ottocentesche aiutano l’intensificarsi
del conflitto, le perdite coloniali spagnole, a seguito dell’indipendenza
delle aree latino americane, intensificano la necessità della Spagna
di una maggiore unità nazionale interna. La minaccia di una forte
differenziazione territoriale interna, causata dai Fueros, rinvigorisce
le volontà di controllo politico dello Stato spagnolo. L’ombra
del liberalismo e del costituzionalismo seducono lo Stato di Spagna tanto
da intensificare la lotta al fine di raggiungere una totale unità
giuridica e costituzionale, a scapito delle peculiarità territoriali,
storiche ed etniche che la caratterizzano.
1808 Documento di Bayona: In questo documento si raccolgono
le obiezioni dei deputati baschi, che bocciano sine die l’esame
e la richiesta di una giurisdizione speciale delle province, affermando
il principio costituzionale di disuguaglianza giuridica e fisica rispetto
al potere centrale.
1812: Con la Costituzione di Cadice si da il via alla
realizzazione di un governo liberaldemocratico in cui l’unità
nazionale ne è totale protagonista ed i privilegi delle province
basche vengono sostanzialmente aboliti. Inizia lo scontro tra due diverse
visioni istituzionali, quella tradizional-conservatrice dei carlisti-fueristi,
partigiana delle particolarità forali e quella liberale propensa
alla modernizzazione e all’unità costituzionale. Non si cerca
solo l’unità nazionale, agli occhi delle nuove leggi e della
nuova Costituzione, sarebbero dovute sparire le differenze tra i popoli
storici(tutti coloro che vivono nelle comunità autonome) ed il
popolo spagnolo, poiché tutti dovevano essere spagnoli, quanto
meno a livello giurisdizionale ed amministrativo. Paradossalmente la nuova
idea di Nazione portata dalla Rivoluzione Francese, aveva sì limitato
le azioni monarchiche, ma aveva anche creato un concetto filosofico politico
di Nazione, in cui le differenze venivano dissolte per la creazione di
un’unica individualità statale.
1833-39 Prima Guerra Carlista: La prima guerra carlista,
iniziata nel 1833, vede i ribelli arrendersi nel 1839. Don Carlos di Borbone,
conte di Molina (1788-1855), fratello di re Ferdinando VII, invocando
la legge salica si oppose alla successione della nipote Isabella II, erede
del padre Ferdinando, morto nel 1833. Poiché si appella alle più
antiche tradizioni, la sua rivendicazione viene fatta propria da gruppi
di reazionari contrari al liberalismo e al governo parlamentare. Particolarmente
forti nelle regioni rurali settentrionali della Navarra e delle Province
Basche, i carlisti erano rigidamente cattolici, conservatori e ferventi
sostenitori dei fueros, i privilegi tradizionalmente goduti dalle province
settentrionali. La fine della guerra coincide con il programma Paz y Fueros
( Programma creato dai liberali e dalla regina reggente nel 1837), che
cerca di riconciliare le parti, separando la causa basca da quella carlista
tradizionale, arrivando alla pace mediante il rispetto governativo e la
foralità. Il 31 agosto 1839, si sottoscrive l’accordo di
Vergara, che pone la fine della guerra. Con la legge del 25 ottobre 1839,
varata dalla Cortes, si conferma la garanzia dei fueros, con la Ley de
Octubre del 1839, la Cortes spagnola ribadisce la superiorità e
la priorità dell’unità costituzionale e giuridica
davanti alle province. In sostanza, i fueros venivano mantenuti ma con
limitazioni davanti al potere centrale molto forti.A fronte del principio
di unità costituzionale si stabilisce la necessità di modificare
i fueros per renderli conformi alla Costituzione, tuttavia questo atto
per molti significava l’anticipazione di una possibile abolizione
incondizionata dei fueros stessi. Questa legge segna nella storia costituzionale
spagnola, l’inizio della perdita di foralità per le province
basche e l’ascesa della nuova classe dirigente liberale.
1841,16 agosto Ley Paccionada: concessione di ampia autonomia
amministrativa ed economica alla Navarra. In sostanza la Navarra perde
il suo status di Regno per godere di una ampia autonomia su diversi punti
di vista.
1865: Nasce Sabino Arana Gori
1872-1876 Seconda Guerra Carlista: svolta soprattutto
nella zona basca questa guerra rappresenta l’ultimo respiro dei
carlisti e dell’esistenza dei fueros. Con la fine della guerra il
sistema forale perde completamente di sostanza ed il potere centrale,
da questo momento in poi, guarderà sempre con sospetto le aree
a nord della Spagna tanto da svolgere, a volte, azioni di vero abuso di
potere. Nel luglio del 1876 anno le Cortes spagnole approvano la legge
che abolisce i fueros baschi, aumentando drasticamente gli interventi
politico amministrativo dello Stato nella zona basca. A livello economico
e fiscale, vengono aboliti i privilegi doganali, di cui per secoli hanno
goduto Biscaglia, Guipuzkoa e Alava, le tre province basche spagnole.
Per la prima volta devono pagare imposte a Madrid e fare il servizio militare
sotto la bandiera spagnola. Le continue ritorsioni ed ingerenze del governo
centrale di Castiglia nel Paese basco contribuiscono alla radicalizzazione
del movimento fuerista tanto da assumere caratteri di protonazionalismo.
1878, 28 febbraio: Istituzione del concierto economico,
conseguenza della legge del luglio 1876. Il concierto economico è
un regime economico unico nella sua natura, con la sua autonomia economica
cerca di compensare la perdita di fiscalità dei territori baschi.
1882: dopo un lungo colloquio con il fratello Luis Arana,
Sabino Arana si converte alla causa nazionalista.
1892: scrive la sua prima opera nazionalista “Biskaya
por su indipendencia” in cui pone le basi del suo pensiero politico
nazionalista, inizialmente circoscritto alla sola area di Bizkaya in seguito
esteso a tutto il territorio basco.
1893: Discorso di Larrazabal di Arana, al quale si fa
risalire l’avvio del nazionalismo basco. Arana traccia il suo cammino
verso un nazionalismo radicale presentando una Bizkaya completamente schiacciata
dalla dominazione Spagnola.
1893-1898 Primo periodo nazionalista di Arana è
caratterizzato da un intenso radicalismo e postulati politici indipendentisti
antiliberali e antispagnoli. Nascono le volontà per una lotta a
favore dell’indipendenza: antispagnolismo per creare una coscienza
nazionale basca; anti liberalismo e modernizzazione, al fine di salvaguardare
il vecchio ordine tradizional-conservatore; critica alla concezione carlista
dei fueros: questi concepiscono i fueros come privilegi concessi della
corona, in realtà essi sono veri e propri codici nazionali che
esprimono autonomia e che derivano da una tradizione storica definita.
1894-1895: Lo sviluppo di un’intensa attività
politica, permette ad Arana di creare il primo centro e anima nazionalista
così, nel 1894 fonda e presidia il movimento Euskeldun Batzokija,
primo vero nucleo dell’attuale PNV (Partido Nazionalista Vasco);
14 luglio 1895 nasce Euzko Aldeidi Jeltzalea (EAJ) avo del PNV. Il nazionalismo
basco, portato avanti dal PNV e dal suo dirigente massimo, aspirava alla
creazione di una identità nazionale in un marco politico caratterizzato
dai fueros e dalla volontà di autogoverno. La simbiosi che legò
il PNV alle idee del suo fondatore fu tale da rimanere per moltissimi
anni invariata, creando seri problemi al partito ed ai suoi affiliati,
in età attuale. Sotto questa ottica, le evoluzioni dottrinali del
pensiero di Arana, saranno determinanti per la struttura ideologica stessa
del partito.
1897: Arana abbandona la corrente nazionalista legata
al bizkaitarrismo, per estendere le volontà nazionaliste a tutto
il territorio basco adottando il neologismo Euskadi, cioè paese
della razza basca, sostituendo il tradizionale Euskalherria, cioè
paese dei parlanti euskera (lingua basca). Il primo nazionalismo araniano,
si basa su elementi precisi: tradizione (Fueros), purezza della razza
(intesa come totale distacco dagli spagnoli) e la lingua.
1899: il 14 maggio il PNV ottiene i primi consiglieri
comunali a Bilbao e in altri comuni della Bizkaya, lo stesso Arana viene
eletto Deputato provinciale nelle Diputaciones de Bizkaya.
1899-1902 Secondo periodo del nazionalismo di Arana :
Arana inizia a mitigare le sue visioni più estremiste, ma gli attacchi
da parte del governo centrale verso di lui e verso il PNV si fanno sempre
più accentuati. Nello stesso anno Arana sviluppa la teoria della
“svolta spagnolista” secondo la quale abbandonando le idee
d’indipendenza per raggiungere una radicale autonomia all’interno
dell’unità della Spagna. In realtà il suo spirito
rimase comunque di stampo indipendentista, ma riconobbe la maggior efficacia
a livello istituzionale, di una visione più moderata, ma non meno
radicale.
1902-1903 Terzo periodo del nazionalismo di Arana: Arana
cosciente dell’impossibilità di una vera indipendenza cambia
la sua visione nazionalista in regionalista radicale. Scelta soprattutto
politica poiché tenta di attutire gli scontri interni al PNV derivanti
dalle correnti autonome e indipendentiste. Elabora il progetto: confederazione
di Stati baschi delineati dall’antica territorialità forale,
la razza e la lingua
1903: Muore Sabino Arana. L’idea nazionalista viene
riletta in tre chiavi differenti: moderata, radicale ed eterodossa.
1904, 10 gennaio: Nasce la Joventud vasca di Bilbao,
prima oraganizzazione giovanile del PNV.
1910: Il fratello di Arana, Luis Arana si mette sulla
scena politica sviluppando una forte politica a favore dell’Euskera,
la spinta politica per un’ autonomia inserita all’interno
del contesto statale è tale che le Cortes nel 1913, iniziano a
sviluppare un timido progetto di Statuto Basco. Tale Statuto però
viene rifiutato poiché presenta solo una vaga decentralizzazione
amministrativa. Sullo scenario politico sociale sono presenti forti attacchi
della Chiesa che dopo essere venuta al corrente della formazione di entità
politiche nazionaliste laiche come il Partido Republicano Nacionalista
Vasco (sciolto nel 1912) proibisce di battezzare i bambini con nomi baschi.
1911: Nasce il Partido Socialista Oberero Vasco (PSOV).
1916: Luis Arana è allontanato dalla scena politica
del PNV che il 26 novembre diventa Comunion Nacionalista Vasca (CNV).
1918: Il CNV ottieni i primi deputati nelle Cortes di
Madrid.
1921: La Joventud Vasca viene espulsa del CNV e pubblica
il settimanale “Aberri”, il 4 settembre nasce il PNV Aberri
di forte stampo nazionalista radicale, a cui aderiscono Luis Arana ed
i suoi seguaci.
1922: Nasce Emakume Abertzale Batza, organizzazione femminile
del partito.
1923: A Barcellona viene firmato il Trattato della “Triplice
Alleanza”tra nazionalisti radicali Baschi, Catalani e Galiziani.
13 settembre la situazione critica e i continui movimenti politici separatisti
portano al Colpo di Stato a favore del Generale Miguel Primo di Rivera
e alla sua dittatura che si estende fino al 1930.
1923-1930: periodo di forte repressione politica e militare
da parte della Spagna nel Paese basco per frenare ed annientare gli ideali
separatisti del PNV, inconcepibili con la “sacra unità dello
Stato”. 18 settembre con decreto governativo viene messo fuorilegge
il PNV Aberri e fortemente limitato l’uso della lingua euskera.
1930, 28 gennaio: Rivera presenta al re le sue dimissioni.
Il 17 agosto Il Patto di San Sabastian, formalizza l’unione tra
le principali forze politiche dando vita alla II Repubblica. Il PNV non
partecipa al Patto. 30 novembre da una costola del PNV nasce Accion Nacionalista
Vasca (ANV) che ne rifiuta il confessionalismo cattolico e l’ermetismo,
tale partito è classificato nello sviluppo delle sue azioni come
uno dei partiti del nazionalismo di sinistra. La mancanza del PNV al Patto
viene smorzata dalla presenza di ANV, ma le ripercussioni su un probabile
futuri di autonomia saranno tante, le stesse Cortes leggono questa assenza
come una sorta di ritiro e indecisione.
1931, 14 aprile: Viene proclamata la II Repubblica spagnola.
Il PNV perde consensi alle elezioni. 8 maggio la Sociedada de Estudio
Vasco elabora un progetto di Statuto d’autonomia comune a tutte
le forze politiche. Il progetto non conforme ai canoni costituzionali
dello Stato non decolla e non raccoglie consensi se non dai partiti minori,
i due poli maggioritari si spaccano e propongono due progetti diversi
di Statuto. La sinistra l’ “Estatudo de las Gestoras”
mentre la destra l’ “Estatudo Estella”. 14 giugno l’
“Estatudo Estella” viene approvato dalle province basche e
dalla Navarra, ma avrà vita breve, poiché non riscontra
successo tra tute le entità politiche. 9 dicembre viene approvata
la Costituzione della Repubblica di Spagna. Sorge l’ Agrupación
Vasca de Acción Social Cristiana (AVASC), entità con obbiettivi
non ben definiti che, pur non essendo nazionalista in senso stretto, di
fatto porta avanti il discorso nazionalista, mantenendo toni tolleranti;
al suo interno si trovano persone di forte spicco politico, come José
Antonio Aguirre futuro presidente del primo Governo autonomo basco.
1932, 27 marzo: In memoria della conversione di Sabino
Arana al nazionalismo, il giorno di Pasqua viene celebrato il primo Aberri
Eguna (Giorno della Patria Basca). In novembre viene rifiutato dalla Navarra
il progetto di uno Statuto comune basco-navarra, il PNV decide di portare
avanti il cammino dell’autonomia anche senza la Navarra. 17 settembre
esce il primo numero della rivista nazionalista “Jagi-Jiagi!”
(sollevatevi!), che fa riferimento ai puri del nazionalismo intransigente.
1933, 25 luglio: Il PNV firma insieme ai catalani e galiziani
il Patto di Compostela nel quale si chiede un’autonomia all’interno
della Repubblica. Il 6 agosto l’assemblea dei Municipi baschi approva
il progetto di Statuto ed in seguito, il 5 novembre, sottoposto a referendum
popolare. In seguito alle elezioni generali del 19 novembre il PNV diventa
il primo partito del Paese basco, grazie alla sua attività legata
allo Statuto. In seguito ad alcune questioni relative all’intromissione
del governo spagnoli sui Conciertos il PNV si avvicina alla linea socialista.
1934: Scissione all’interno del PNV escono i settori
dell’indipendentismo radicale del giornale “jagi-jagi!”
capeggiati da Gallastegui.
1936: L’avvicinamento del PNV alle frange socialiste
determina la perdita di molti voti ecclesiastici e la vittoria del Fronte
popolare alle elezioni che si affretta a far approvare lo Statuto delle
tre province basche. La vittoria del Fronte popolare scatena le ire della
classe conservatrice che risponde con le violenze della Falange capeggiata
da un giovane Francisco Franco. Il 17-18 luglio inizia la sanguinosa Guerra
Civile spagnola che vede scontrarsi la milizia della vecchia classe conservatrice
con gli elementi politici di sinistra e gli indipendentisti. La volontà
di ottenere l’autonomia è troppo forte nei dirigenti del
PNV, per abbandonare la coalizione con il Fronte Popolare, con cui esistono
progredite possibilità di ottenere ciò che vogliono, decidono
quindi di mantenere i rapporti con il FP, lottando contro la stessa vecchia
classe dirigente, mandante della falange, che fino a quel momento l’ha
sostenuto. La Chiesa critica e minaccia apertamente questa alleanza, dicendo
che mai si sarebbe dovuta anteporre la politica alla religione. Una delle
massime preoccupazioni del PNV, sarà quella di spiegare e convincere
la Santa Sede, dell’ aconfessionalità morale della propria
scelta. 8 agosto si costituiscono le milizie nazionaliste di Euzko Guadarostea.
13 settembre le milizie franchiste occupano San Sebastian. 1 ottobre le
Cortes spagnole approvano lo Statuto basco. Viene creata una regione autonoma
composta dalle tre province di Alava, Guipuzkoa e Bizkaya, anche se di
fatto lo statuto ha espressione solo in questa ultima. Lo Statuto, si
limita ad elencare le facoltà autonomiche e regola i poteri esecutivi
e legislativi, non avendo nessun tratto forale, si limita al mantenimento
del Concietros Economicos. Il 7 ottobre nasce il primo Governo autonomo
basco collaborazione tra PNV e Fronte Popolare basco, e presieduto da
José Antonio Aguirre.
1937, 31 marzo: L’offensiva franchista si espande
a tutto il Paese basco. 27 aprile l’aviazione tedesca e italiana
bombarda Gernika chiudendo definitivamente la breve esperienza autonoma
del Paese basco. Il bombardamento di Gernika, rappresenta per tutta la
storia dell’opinione pubblica antifascista e democratica basca,
il momento più drammatico della Guerra Civile. Gernika infatti
non ha nessuna particolare posizione strategica o logistica, l’atto
bellico ha un forte valore simbolico, visto che nella stessa città
si era formato pochi mesi prima, il primo Governo Autonomo basco. 23 giugno
il governo tramite decreto sopprime i Conciertos della Bizkaya e Guipuzkoa,
poiché considerate province traditrici, da questa data in poi vengono
emanati più di 100 provvedimenti per eliminare le volontà
indipendentiste. 25 giugno la milizia del PNV si consegna agli italiani
in osservanza del Patto di Santoña. 18 ottobre il Governo basco,
dopo l’avanzata franchista, si trasferisce a Barcellona.
1939, 1 aprile: Dopo la presa di Madrid ha ufficialmente
fine la Guerra Civile ed inizio del Regime di Franco. Il regime, accompagnato
dall’esercito, agisce come un rullo compressore su ogni aspetto
della cultura e dell’identità basca. Vengono attuate moltissime
misure repressive ma in alcuni casi solo rafforzate, contro l’uso
e lo sviluppo della lingua euskera. Infierendo sui simboli più
cari alla memoria nazionalista, si vieta l’uso dell’ Ikurrina
(bandiera basca) e l’abbattimento della casa dei fratelli Arana,
Franco avvia senza mezzi termini una potente opera di denazionalizzazione
dell’unità basca per favorire una nazionalizzazione in senso
ispanico.. L’impianto giuridico e politico-amministrativo decentralizzato,
perno della Seconda Repubblica, viene completamente smantellato a favore
della centralizzazione statale, voluta a tutti i costi dalla vecchia classe
dirigente e dallo stesso Franco, fautore del recupero di una idea di Spagna
nazionale e del tradizionalismo conservatore.
1940, 11 luglio: Nasce a Londra il Consejo Nacional de
Euskadi (CNE) presieduto da Irujo. Mentre nel 1942 il CNE presidia la
sua ultima riunione.
1945: Firmato il Patto di Bayona, da tutti i partiti
ed i sindacati baschi che confermano la loro fiducia al Governo basco
e allo Statuto menzionandosi a favore della Repubblica.
1947, 1 maggio: Huelga general, primo sciopero della
resistenza basca antifranchista. La Huelag, firmata dal Consejo in esilio
e dai principali esponenti sindacali, vede la partecipazione di 20000
lavoratori disoccupati ed ha il compito di far emergere i primi grandi
temi di opposizione al regime, al quale si rivendica: il mancato spazio
pubblico, la carenza di libertà democratiche e soluzioni alle pessime
condizioni di vita delle classi popolari.
1959, 31 luglio: Da una scissione del PNV esce la parte
giovanile nasce E.T.A. alla quale confluiscono il gruppo Aberri e della
rivista “jagi-jagi”. E.T.A., si presenta come un’ organizzazione
apolitica, aconfessionale, democratica, schierata in difesa del diritto
all’autodeterminazione e fautrice dei diritti dell’uomo come
cittadino e lavoratore; riconosce l’autorità del governo
basco in esilio e si colloca nella strada da lui stesso tracciata. Caratterizzata
da un forte antispagnolismo ed indipendentismo, ETA propone, come elemento
nuovo, il ricorso alla lotta armata, creando la rottura più profonda
nella storia del movimento nazionalista, e ponendosi all’avanguardia
nella lotta contro il regime.
1961, 24 giugno: PNV sottoscrive il Manifesto dell’
Union De Fuerzas Democraticas. 18 luglio, Primo atto dimostrativo di E.T.A.
contro il regime, in occasione dell’anniversario della Guerra Civile
in Euskadi l’organizzazione mette una carica esplosiva sui binari
dove sarebbero dovuti passare i soldati e la falange franchista. L’esplosione
non crea seri danni e vittime ma viene considerata un vero e proprio attacco
al regime.
1968: Monaco di Baviera s celebra una conferenza sull’antifranchismo
dove partecipa il PNV. 7 giugno un membro di E.T.A., Txabi, uccide un
milite della Guardia Civil, ma viene ucciso a sua volta nel corso di un
conflitto a fuoco. 8 agosto una rappresaglia dell’E.T.A. causa la
morte di Melito Manzanas commissario di polizia e collaboratore del regime.
Nello stesso anno il Regime adotta il pugno di ferro
contro qualsiasi “potenziale simpatizzante” di E.T.A., al
fine di disarticolare l’organizzazione: nelle aree di Bizkaya e
Guipuzkoa, viene abolita l’inviolabilità del domicilio e
d introdotta la carcerazione preventiva illimitata, inoltre vengono messi
in vigore gli art. 1 e 2 della Legge “Bantitaye y Terorismo”
del settembre 1960 (Decreto Legge del 21 settembre 1960, in sostituzione
della Legge del 1943 e del D.L del 1947), tali articoli prevedono da sei
a venti anni di reclusione per coloro che: Art.1 diffondono notizie false
o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico, coloro che gettano
discredito sullo Stato, il Governo, l’esercito e le autorità.
Art.2 cospirano, prendono parte a riunioni, conferenze o manifestazioni
con obbiettivi previsti dall’art.1. Sono altresì inclusi
coloro che con analoghi obbiettivi intraprendendo
lotte, scioperi e sabotaggi.
1970, 3-8 dicembre: Si da il via per direttissima al
Processo di Burgos contro 16 militanti di ETA, il processo si concluse
nove condanne a morte e con pene di reclusione pari a sette secoli.
1973, 20 dicembre: In seguito ad uno spettacolare attentato
dell’ETA, muore il presidente del governo spagnolo, l’ammiraglio
Carcero Blanco. Il coinvolgimento della popolazione civile da parte di
attentati terroristici, fu materia di grande scontro all’interno
di ETA, tanto da produrre una importante scissione interna. I due gruppi
che si creano da questa scissione sono ETA militare (ETA-m) e politico-militare
(ETA-pm), entrambi favorevole alla lotta armata ma con prospettive di
coinvolgimento popolare diverse.
1974: Scoppia il “Caso Anoveros”. 13 settembre
una bomba posta da ETA, in un caffé di Madrid provoca tredici vittime.
1975: Nell’estate nasce la Koordinadora Abertzale
Sozialista (KAS). Muore il Dittatore Franco.
1976, 3 marzo: durante uno sciopero a Vittoria la polizia
spara provocando cinque morti. Il 9, durante una manifestazione di protesta
per i fatti di Vittoria la polizia provoca un’altra vittima. 3 giugno
Adolfo Suarez diventa presidente del governo spagnolo. 27 marzo, si fondono
i due organismi dell’opposizione antifranchista, creando la Platajunta,
alla quale aderisce anche il PNV. 18 novembre: Con la Ley de Reforma Politica,
si ha la data di inizio della Transizione democratica spagnola che dura
fino al 1978.
1977, 19 gennaio: il governo autorizza l’uso dell’
Ikurrina. 22 marzo il PNV torna alla legalità riconfermandosi il
primo partito del Paese Basco. Dal 25 al 27 marzo si celebra la prima
assemblea del PNV a Pamplona. 15 giugno si hanno le prime elezioni politiche
generali libere, dopo 41 anni di regime. 30 dicembre con D.L. viene istituito
Consejo General Vasco (CGV). ETA-pm fonda il suo primo partito
Euzkadiko Ezkerra (EE) e si presenta alle elezioni
1978, 27 aprile: nasce la formazione politica Herri Batasuna
(HB). Nell’estate viene redatto il progetto del nuovo Testo Costituzionale
ma l’esclusione del PNV dal tavolo delle trattative della commissione
incaricata di redigere il testo costituzionale crea non forti attriti
al momento della sua approvazione; tale decisione rende da una parte più
veloci i lavori della commissione, ma fa perdere un’occasione irripetibile
per integrare nel progetto democratico la classe politica nazionalista
basca. 21 luglio su richiesta del PNV viene approvato l’articolo
150.2 della costituzione con il quale si danno ampie competenze alle comunità
autonome. 29 ottobre il PNV si pronuncia per l’astensione al referendum
popolare per l’approvazione della Costituzione. 6 dicembre si celebra
il referendum sulla Costituzione. 24 dicembre viene approvato il progetto
dello Statuto di Gernika (Statuto del Paese basco) da tutti i partiti
e sindacati baschi meno che da HB.
1979, 1 maggio: Elezioni generali. 9 luglio Garaikoetxea
e Suarez iniziano a Madrid il negoziato per lo Statuto basco. 25 ottobre
lo Statuto è posto a referendum nelle tre province basche dove
incontra la maggioranza dei voti favorevoli nonostante la forte campagna
astensionista mossa da HB. 29 novembre lo Statuto è rettificato
dal Congresso dei Deputati in seguito dal Senato, il 18 dicembre è
convertito in legge.
1980, 9 marzo: si svolgono le elezioni per i primi parlamentari
delle Comunità autonome, le elezioni vedono la vittoria delle forze
nazionaliste che ottengono un’ampia maggioranza e conquistano quarantadue
dei sessanta seggi disponibili. Il Governo Suarez crea una Commissione
presieduta da Martin Villa, per cercare di normalizzare il processo di
autonomia raccomandando l’uso della “via lenta” (art.143
della Cost.) piuttosto che la “via rapida” (art.152 della
Cost.).
1981: Il Colonnello Tejero irrompe nelle Cortes dando
vita ad un tentativo di Colpo di Stato che fallisce.
1982: Ministro dell’Amministrazione territoriale,
lancia una normalizzazione del processo autonomistico, che si concretizza
nella Legge Organica di Armonizzazione del Processo Autonomistico (LOAPA),
approvata nel luglio 1982.La legge, in discussione alle Cortes, viene
immediatamente respinta dai nazionalisti baschi e catalani poiché
vedono in questa nuova direttiva l’imposizione unilaterale del governo
centrale sui diritti delle autonomie. In base a questa legge, attuata
senza nessuna consultazione popolare, si sancisce definitivamente la divisione
tra la Comunità Autonoma Basca (CAV) e la Navarra, che costituisce
da sola la Comunità forale navarra (CFN). Il Tribunale Costituzionale,
con la sentenza 7 del 1983, avrebbe in seguito giudicato anticostituzionali
molti articoli della LOAPA, dichiarando che solo la Costituzione ed i
diversi Statuti, possono essere considerati i fondamenti del sistema spagnolo,
le cui leggi speciali non possono alterare. Alle elezioni politiche generali
vince il Partido Socialista Oberero Espanol (PSOE) di Felipe Gonzales.
1983: Il processo di costituzione dello Stato Autonomico
può definirsi completamente concluso e con esso il lungo processo
della transizione. La Spagna è uno Stato composto da 17 Comunità
Autonome, regolate da propri statuti d’autonomia e rette dai propri
governi e parlamenti, dotati di diverse attribuzioni. Inizia la “Guerra
sporca” del Grupos Antiterroristas de Liberacion (GAL) che tra il
1983-1986, occupano la scena dell’antiterrorismo illegale uccidendo
e sequestrando moltissimi militanti o solo simpatizzanti di ETA, sia in
territorio francese che spagnolo. 5 agosto la sentenza n.76,del Tribunale
Costituzionale pone l’accento sulla necessità di rendere
maggiormente compatibili i principi di unità e autonomia sui quali
si basa l’organizzazione territoriale dello Stato, stabilita dalla
Costituzione.
1984: A Febbraio si celebrano le elezioni per il Parlamento
basco. Il PNV subisce una forte crisi per via due correnti al suo interno
una più nazionalista e l’altra più regionalista.
1986: Scissione del PNV il gruppo uscente forma Eusko
Alkartasuna (EA) capeggiata da Garaikoetxea. Referendum per l’entrata
dello Stato spagnolo nella NATO.
1987, 5 novembre: Viene siglato il Patto di Madrid da
13 partiti: PSOE, PP, PNV, Partido Indipendentista de Catalunya, Bloque
Nacionalista Gallego ed Esquella Republicana de Catalunya.
1988, 12 gennaio: Viene siglato l’Accordo per la
normalizzazione e pacificazione dei Paesi baschi, noto come il Patto Anuria-Enea.
1989, 22 gennaio : Nasce il Partido Popolare (PP) filiazione
diretta del partito Alianza Popular, nostalgico conservatore del regime
franchista.
1990: Con una seduta al Parlamento di Vittoria i Partiti
Nazionalisti approvano all’unanimità un documento favorevole
al diritto all’autodeterminazione auspicando in una sua non lontana
applicazione in Euskadi a favore di uno Stato indipendente.
1992: A Bidart, la Polizia arresta tutto il gruppo dirigente
dell’ETA.
1995: Il nazionalismo radicale fa conoscere pubblicamente
la propria piattaforma politica, sostituendo l’Alternativa KAS del
1976 con l’ Alternativa Democratica. ETA tenta di uccidere il Principe
Juan Carlos.
1996: Alle elezioni politiche generali vince il Partido
Popolare (PP) capeggiato da Aznar, sostituendo il vecchio governo del
PSOE. La stampa parla di “Seconda Transizione”.
1997: Nella località di Ermura, ETA uccide Miguel
Angel Blanco, il forte impatto popolare da vita allo “Spirito di
Ermura”.
1998: Su ordine del governo centrale, la Policia Nacional
irrompe nella sede legale del periodico Egin imponendone l’immediata
chiusura,poiché considerato sostenitore di ETA. Il Lehendakari
(Presidente del Governo basco) Ardanza annuncia un suo piano di pace.
1998, 26 febbraio si svolge il primo dei dodici incontri
segreti tra PNV e HB che porteranno alla formazione della Dichiarazione
Estella (Lizarra-Garazi).
1998, agosto: tutte le forze nazionaliste compreso HB
ed ETA stipulano un Patto Segreto.
1998, settembre: HB cambia denominazione in Euskal Herritarrok
(EH); il 12 dello stesso mese viene siglato la Dichiarazione Estella,
sulla scia del processo di pacificazione irlandese; il 18 ETA dichiara
una tregua.
1998, 25 novembre: si hanno le elezioni per il Parlamento
basco. Nel dicembre viene eletto il nuovo Lehendakari, Juan José
Ibarretxe, membro del PNV.
1999, maggio: Juan José Ibarretxe, crea un governo
di coalizione composto da PNV, EA ed EH, che sottoscrivono un nuovo patto
di legislatura per il governo della Comunità. Con questa coalizione,
si verifica una svolta radicale nella storia dei Governi baschi, poiché
per la prima volta le alleanze del PNV, producono un vero governo composto
da soli nazionalisti. Il governo nella primavera, con un’operazione
di polizia, arresta un rappresentante di ETA, in procinto di partecipare
a Zurigo ad un incontro risolutivo con il Segretario generale della presidenza
spagnola.
1999, 28 novembre: ETA dichiara che il 3 dicembre la
tregua sarà interrotta.
2000, marzo: con le elezioni politiche generali si riconferma
la linea di Aznar che vince con la maggioranza assoluta.
2000, 8 dicembre: il PSOE e PP siglano
l’Acuerdo por las libertades y contra el terrorismo. L'Eta uccide
Ernest Lluch, capo del Partito socialista catalano (Psc) e sostenitore
del dialogo, come avvertimento nei confronti di mediatori non richiesti
nel processo di pace. Ministro basco degli affari sociali, Javier Madrazo
(Izquierda unida) ritiene che “bisogna elaborare un processo di
indebolimento della base sociale dell'Eta”
2001, maggio: si vota per il Parlamento di Vitoria, crollo
dei nazionalisti radicali e vittoria di quelli moderati. I 14 deputati
di Euskal Herritariok abbandonano il parlamento basco mettendo in minoranza
il governo del Pnv, a cui rimproverano di preferire l'autonomia all'indipendenza.
Eh viene sconfitta alle elezioni del 13 maggio e passa da 14 a 7 deputati.
Le elezioni registrano un'alta astensione e ingastriscono i rapporti tra
il governo spagnolo e basco. Il PP attua una campagna fortemente punitiva
contro il PNV, paragonandolo a ETA.
2001,11 settembre: l'11 settembre americano crea una
forte ondata repressiva nel paese basco, il governo spagnolo spinto dalla
volontà di annientare il terrorismo basco, produce in tale modo
una ceca repressione su tutti gli organismi politici, sociali e culturali.
HE viene inserito nella lista nera dei partiti a stampo terrorista. HE
cambia denominazione in Batasuna.
2002, 25-27 gennaio: si svolge a Madrid il XIX Congresso
del PP che approva la relazione dal titolo El Patriotosmo constitucional
del siglo XXI.
2002, 19 aprile: il Consiglio dei Ministri approva la
Ley organica de los partidos politicos, legge ad hoc per mettere fuori
legge Batasuna. La nuova legge è approvata anche dal PSOE ed incontra
fortissime opposizioni da tutti i partiti baschi. L’atto ufficiale
che avvia la messa al bando di Batasuna, approvato a larga maggioranza
dalle Cortes, viene firmato dal Giudice Baltasar Garzon il 26 agosto,
giorno in cui lo stesso giudice obbliga la chiusura immediata delle diverse
sedi e la cessazione delle attività per un minimo di tre anni prorogabili
a cinque.
2002, settembre: Ibarretxe, di fronte al Parlamento di
Vittoria il 27 settembre, propone allo Stato spagnolo un nuovo patto politico
per la convivenza, basato sul riconoscimento del diritto del popolo basco
ad essere consultato per decidere sul suo futuro. Nasce in questo modo
il progetto del futuro e discusso Piano Ibarretxe. La Sinistra Indipendentista
Basca che racchiude in se tutti gli elementi ed i movimenti nazionalisti
partecipa al FSE di Porto Allegre.
2003: per ordine del magistrato Juan Del Olmo si decreta
la chiusura immediata del quotidiano “Euskaldunon Egunkaria”
poiché sospettato di legami con le frange terroriste, il direttore
verrà incarcerato e sottoposto a torture, ovviamente tutto ciò
sarà insabbiato.
2003,
marzo: il 28 marzo si rende pubblica la sentenza che dichiara
illegale Herri Batasuna, Euskal Herritarrok e Batasuna dal Registro dei
Partiti politici e l’avvio del processo di liquidazione del patrimonio
delle tre organizzazioni ritenute collegate ad ETA. Lo stesso mese Ibarretxe
annuncia alla Camera bassa di voler sottoporre alla consultazione popolare
il piano sulla libera associazione di Euskadi allo Stato spagnolo, anche
senza il consenso delle Cortes.
2003, 25 maggio: si celebrano le elezioni alle quali
viene vietata la partecipazioni a tutte le liste aderenti alla nuova coalizione
nazionalista radicale Autodeterminaziorako Bilgunea (AuB).
2003, ottobre: una retata ingiustificata arresta 34 cittadini
baschi a San Sebastian.
2003, dicembre: viene presentata la Proposta di Bergara,
ossia un tavolo di consenso che dia ai baschi non solo il diritto all'indipendenza,
ma prima di tutto il diritto di poter decidere del proprio destino.
2004: ETA accorda una tregua illimitata con la Catalogna,
in accordo con l’Esquerra Republicana. Vengono assolti quattro Guardie
Civil accusate di tortura.
2004, 11 marzo: strage a Madrid, in tre stazioni diverse
scoppiano tre bombe a distanza di pochi minuti, la tragedia è immane
seguono innumerevoli di vittime e feriti, Aznar accusa senza nessuna prova
ETA, anche se ETA stessa rinnega gli attentati. Nel Paese basco scattano
mobilitazioni repressive di ogni tipo inizia la “caccia al basco”.
Poche ore più tardi nonostante il governo sia venuto a conoscenza
della matrice islamica degli attentati, continua ad accusare pubblicamente
ETA ed il nazionalismo basco, ingannando la Spagna. Le elezioni politiche
generali di fine marzo, vedono la netta sconfitta di Aznar e la vittoria
incondizionata del PSOE di Zapatero.
2004, aprile: Van Boven, Relatore Speciale dell'ONU per
la Tortura, accusa il Governo madrileno di occultare le denunce per tortura
e di coprire i torturatori.
2004, maggio: nel Paese basco la Sinistra indipendentista
elabora una nuova lista per le elezioni europee del 13 giugno, Herritarren
Zerrenda (HZ) contrastata ed annullata dalla Corte Suprema e dal nuovo
governo di Zapatero.
2004, novembre: Batasuna presenta “con un ramo
d’ulivo” la sua proposta per il superamento del conflitto
e della fine della lotta armata grazie all'apertura di un ''un processo
di pace'' attraverso un ''negoziato''.in due ambiti: uno tra i soggetti
baschi per, partendo della realtà attuale, arrivare allo scenario
deciso dalla cittadinanza ed un altro tra ETA e gli Stati spagnolo e francese
sulla smilitarizzazione del conflitto, sui prigionieri, deportati e rifugiati
e sulle vittime. La proposta è stata sostanzialmente ignorata o
respinta dalle principali forze politiche e dal governo che continuano
a chiedere il disarmo senza condizioni dei separatisti.
2004, dicembre: 5 ordigni esplodono a Madrid senza creare
nessun ferito, l’azione ha solo scopo dimostrativo, segue l’immediata
rivendicazione di ETA.
|

FILMOGRAFIA
Filmografia
completa sul conflitto basco
BIBLIOGRAFIA
Bibliografia
completa sul conflitto basco
DOCUMENTI:
Conflitto
basco e prigionieri politici
Nerea
Moreno Makuso, Assassini! (lettera di una famigliare di una prigioniera
politica)
Proposta
Batasuna, Testo integrale e commenti
Posizione
politica di Batasuna alla riunione sul piano Ibarretxe
Lettera
aperta di Batasuna a Zapatero e reazioni del mondo politico spagnolo
TORTURA:
Paolo
Pantaleoni, Prove tecniche di tortura
Gaizka
Larrinaga, Potresti essere tu
Amaia
Urizar De Paz, Testimonianza di tortura
CORRISPONDENZE:
Paolo
Pantaleoni, Municipalismo e tessuto sociale nelle comunità basche
15/02/05
Sara Zanasi, Quadro poilitico generale
21/02/2005
Sara Zanasi, Aggiornamenti dal Paese Basco
23/02/2005
Sara Zanasi, Solidarietà irlandese in Euskadi
2/03/2005
Sara Zanasi, Nuova proposta contro l'aggressione giuridica di Madrid:
La piattaforma 18/98
07-03-05-Continua
la crociata spagnolista per la democrazia.
Sara
Zanasi, La manipolazione della tragedia del 11-M 2004 e l’anniversario
del Governo Zapatero alla vigilia pre-elettorale
12/03/05
Sara Zanasi, Lista per i diritti civili e politici in Euskal Herria
15/03/05
Sara Zanasi, Sciopero della Fame dei presos politicos vascos
17/03/05
Euskal Herria nuovamente sotto inchiesta con un procedimento senza precedenti.
27/03/05
Sara Zanasi, Aberri Eguna e repressione franchista.
8/04/05
Sara Zanasi, Aprile 2005 inizia una campagna elettorale antidemocratica.
Il Tribunale Costituzionale conferma l’annullamento della lista
Aukera Guztiak.
17/06/2005
Paolo Pantaleoni, Radiografia di un processo di pace
|