PAESI BASCHI

SCHEDA CONFLITTO

si ringrazia per la disponibilità e la collaborazione Sara Zanasi

Cronologia di un conflitto politico insoluto

Il conflitto basco è strettamente legato ai processi di unità giuridica e politica avanzati dallo Stato di Spagna dal 1400, che comportano una omogeneizzazione territoriale ed etnica, reticente nel riconoscimento politico e costituzionale di una diversa identità nazionale. È nella particolarità dell’impianto territoriale spagnolo che va ricercata l’origine del conflitto che tutt’oggi è attivo e presenresente. Ciò che più fa capire la particolarità dello sviluppo territoriale spagnolo è il fatto che, l’annessione di regni cristiani, in molti casi prevedeva un adeguamento da parte dei regnanti alle leggi o diritti preesistenti nella zona. Tutto ciò porta una differenziazione giuridica del territorio dello Stato talmente marcata da rallentare, molto di più che in altri Stati d’ Europa, il processo di unificazione legislativa, voluto dalla Spagna per la costruzione dello Stato nazionale. L’insofferenza della dinastia reggente e della classe dominante davanti a questi fatti si manifesta sempre più intensamente.

1469 : Unione delle due dinastie reali di Castiglia ed Aragona, in seguito al matrimonio di Ferdinando ed Isabella I di Castiglia. Matrimonio da cui nasce il Nuovo stato di Spagna, proiettato verso il mantenimento dell’esperienze espansionistiche all’estero e sostenitore di una simil-politica interna alla penisola. In entrambi gli ambiti la politica espansionista viene portata avanti tramite un rafforzamento del controllo politico e militare su tutto il territorio d’interesse. Essenzialmente nel momento in cui il nuovo Regno di Spagna si va espandendo oltremare fondamentalmente in America, si sviluppa anche una tendenza all'espansione e controllo politico all'interno della penisola iberica.

1494 Trattato di Tortesillas: sancisce l’insediamento della “Nuova Monarchia”.

1512 : Il processo di espansione ed inglobamento dello Stato di Spagna viene ostacolato dalla resistenza di quei territori che già godevano di una sostanziale autonomia come il Regno di Navarra.Il Regno di Navarra occupava gran parte dei territori in cui si trovava il popolo basco. Insieme al Regno di Navarra esistevano anche il Regno di Pamplona ed il Ducato di Vasconia, insieme questi regni formano l’attuale area del Paese Basco, in basco Euskadi. Dopo una serie di conquiste territoriali esterne ed interne si realizza per mezzo dell’aggressione ed occupazione militare la conquista del Regno di Navarra, tale espugnazione significa una grande vittoria per lo Stato spagnolo, poiché il Regno di Navarra rappresenta il baluardo della resistenza alle volontà di unità nazionale portate avanti dallo Stato. Con la presa della Navarra i Nuovi Regnanti hanno il pieno controllo dei territori del nord. La resistenza di queste aree deriva dalla sostanziale autonomia che queste godevano su vari livelli, grazie alla presenza dei Fueros che ogni re conferma giurando sotto il simbolo dei baschi, l’albero di Guernica. Il Fuero altro non è che un complesso sistema normativo di origine medievale, dotato di proprie istituzioni, che determina un cospicuo privilegio fiscale, politico, giuridico, amministrativo e sociale ( Tale programmazione viene definita sotto due diversi aspetti: 1) come insieme di norme scritte di usi e costumi osservati che in un determinato momento storico sono riconosciute come leggi. 2) come lista di diritti, doveri e privilegi concessi da un autorità politica [Re o Feudatario]). L’utilizzo risoluto del Fuero nella pianificazione istituzionale e sociale contribuisce alla creazione di un forte sentimento di appartenenza territoriale. A partire da quel momento, il Paese Basco si trova diviso fra lo Stato Francese e quello spagnolo. La parte nord (Lapurdi, Bassa Navarra e Zuberoa) mantiene le proprie istituzioni sino alla rivoluzione francese, che le abolisce malgrado la resistenza basca. Nel sud, le Cortes (camere) della Navarra si riuniscono per l'ultima volta nel 1829, poco prima delle guerre carliste che portarono alla perdita di tutte le istituzioni, leggi e costumi propri.

1800: Dopo la rivoluzione francese e le nuove dinamiche volte al riassetto dell’ Europa (1814-15 Congresso di Vienna), i privilegi derivanti dai sistemi feudali vengono meno, tra questi gli stessi Fueros. Le nuove dottrine ottocentesche aiutano l’intensificarsi del conflitto, le perdite coloniali spagnole, a seguito dell’indipendenza delle aree latino americane, intensificano la necessità della Spagna di una maggiore unità nazionale interna. La minaccia di una forte differenziazione territoriale interna, causata dai Fueros, rinvigorisce le volontà di controllo politico dello Stato spagnolo. L’ombra del liberalismo e del costituzionalismo seducono lo Stato di Spagna tanto da intensificare la lotta al fine di raggiungere una totale unità giuridica e costituzionale, a scapito delle peculiarità territoriali, storiche ed etniche che la caratterizzano.

1808 Documento di Bayona: In questo documento si raccolgono le obiezioni dei deputati baschi, che bocciano sine die l’esame e la richiesta di una giurisdizione speciale delle province, affermando il principio costituzionale di disuguaglianza giuridica e fisica rispetto al potere centrale.

1812: Con la Costituzione di Cadice si da il via alla realizzazione di un governo liberaldemocratico in cui l’unità nazionale ne è totale protagonista ed i privilegi delle province basche vengono sostanzialmente aboliti. Inizia lo scontro tra due diverse visioni istituzionali, quella tradizional-conservatrice dei carlisti-fueristi, partigiana delle particolarità forali e quella liberale propensa alla modernizzazione e all’unità costituzionale. Non si cerca solo l’unità nazionale, agli occhi delle nuove leggi e della nuova Costituzione, sarebbero dovute sparire le differenze tra i popoli storici(tutti coloro che vivono nelle comunità autonome) ed il popolo spagnolo, poiché tutti dovevano essere spagnoli, quanto meno a livello giurisdizionale ed amministrativo. Paradossalmente la nuova idea di Nazione portata dalla Rivoluzione Francese, aveva sì limitato le azioni monarchiche, ma aveva anche creato un concetto filosofico politico di Nazione, in cui le differenze venivano dissolte per la creazione di un’unica individualità statale.

1833-39 Prima Guerra Carlista: La prima guerra carlista, iniziata nel 1833, vede i ribelli arrendersi nel 1839. Don Carlos di Borbone, conte di Molina (1788-1855), fratello di re Ferdinando VII, invocando la legge salica si oppose alla successione della nipote Isabella II, erede del padre Ferdinando, morto nel 1833. Poiché si appella alle più antiche tradizioni, la sua rivendicazione viene fatta propria da gruppi di reazionari contrari al liberalismo e al governo parlamentare. Particolarmente forti nelle regioni rurali settentrionali della Navarra e delle Province Basche, i carlisti erano rigidamente cattolici, conservatori e ferventi sostenitori dei fueros, i privilegi tradizionalmente goduti dalle province settentrionali. La fine della guerra coincide con il programma Paz y Fueros ( Programma creato dai liberali e dalla regina reggente nel 1837), che cerca di riconciliare le parti, separando la causa basca da quella carlista tradizionale, arrivando alla pace mediante il rispetto governativo e la foralità. Il 31 agosto 1839, si sottoscrive l’accordo di Vergara, che pone la fine della guerra. Con la legge del 25 ottobre 1839, varata dalla Cortes, si conferma la garanzia dei fueros, con la Ley de Octubre del 1839, la Cortes spagnola ribadisce la superiorità e la priorità dell’unità costituzionale e giuridica davanti alle province. In sostanza, i fueros venivano mantenuti ma con limitazioni davanti al potere centrale molto forti.A fronte del principio di unità costituzionale si stabilisce la necessità di modificare i fueros per renderli conformi alla Costituzione, tuttavia questo atto per molti significava l’anticipazione di una possibile abolizione incondizionata dei fueros stessi. Questa legge segna nella storia costituzionale spagnola, l’inizio della perdita di foralità per le province basche e l’ascesa della nuova classe dirigente liberale.

1841,16 agosto Ley Paccionada: concessione di ampia autonomia amministrativa ed economica alla Navarra. In sostanza la Navarra perde il suo status di Regno per godere di una ampia autonomia su diversi punti di vista.

1865: Nasce Sabino Arana Gori

1872-1876 Seconda Guerra Carlista: svolta soprattutto nella zona basca questa guerra rappresenta l’ultimo respiro dei carlisti e dell’esistenza dei fueros. Con la fine della guerra il sistema forale perde completamente di sostanza ed il potere centrale, da questo momento in poi, guarderà sempre con sospetto le aree a nord della Spagna tanto da svolgere, a volte, azioni di vero abuso di potere. Nel luglio del 1876 anno le Cortes spagnole approvano la legge che abolisce i fueros baschi, aumentando drasticamente gli interventi politico amministrativo dello Stato nella zona basca. A livello economico e fiscale, vengono aboliti i privilegi doganali, di cui per secoli hanno goduto Biscaglia, Guipuzkoa e Alava, le tre province basche spagnole. Per la prima volta devono pagare imposte a Madrid e fare il servizio militare sotto la bandiera spagnola. Le continue ritorsioni ed ingerenze del governo centrale di Castiglia nel Paese basco contribuiscono alla radicalizzazione del movimento fuerista tanto da assumere caratteri di protonazionalismo.

1878, 28 febbraio: Istituzione del concierto economico, conseguenza della legge del luglio 1876. Il concierto economico è un regime economico unico nella sua natura, con la sua autonomia economica cerca di compensare la perdita di fiscalità dei territori baschi.

1882: dopo un lungo colloquio con il fratello Luis Arana, Sabino Arana si converte alla causa nazionalista.

1892: scrive la sua prima opera nazionalista “Biskaya por su indipendencia” in cui pone le basi del suo pensiero politico nazionalista, inizialmente circoscritto alla sola area di Bizkaya in seguito esteso a tutto il territorio basco.

1893: Discorso di Larrazabal di Arana, al quale si fa risalire l’avvio del nazionalismo basco. Arana traccia il suo cammino verso un nazionalismo radicale presentando una Bizkaya completamente schiacciata dalla dominazione Spagnola.

1893-1898 Primo periodo nazionalista di Arana è caratterizzato da un intenso radicalismo e postulati politici indipendentisti antiliberali e antispagnoli. Nascono le volontà per una lotta a favore dell’indipendenza: antispagnolismo per creare una coscienza nazionale basca; anti liberalismo e modernizzazione, al fine di salvaguardare il vecchio ordine tradizional-conservatore; critica alla concezione carlista dei fueros: questi concepiscono i fueros come privilegi concessi della corona, in realtà essi sono veri e propri codici nazionali che esprimono autonomia e che derivano da una tradizione storica definita.

1894-1895: Lo sviluppo di un’intensa attività politica, permette ad Arana di creare il primo centro e anima nazionalista così, nel 1894 fonda e presidia il movimento Euskeldun Batzokija, primo vero nucleo dell’attuale PNV (Partido Nazionalista Vasco); 14 luglio 1895 nasce Euzko Aldeidi Jeltzalea (EAJ) avo del PNV. Il nazionalismo basco, portato avanti dal PNV e dal suo dirigente massimo, aspirava alla creazione di una identità nazionale in un marco politico caratterizzato dai fueros e dalla volontà di autogoverno. La simbiosi che legò il PNV alle idee del suo fondatore fu tale da rimanere per moltissimi anni invariata, creando seri problemi al partito ed ai suoi affiliati, in età attuale. Sotto questa ottica, le evoluzioni dottrinali del pensiero di Arana, saranno determinanti per la struttura ideologica stessa del partito.

1897: Arana abbandona la corrente nazionalista legata al bizkaitarrismo, per estendere le volontà nazionaliste a tutto il territorio basco adottando il neologismo Euskadi, cioè paese della razza basca, sostituendo il tradizionale Euskalherria, cioè paese dei parlanti euskera (lingua basca). Il primo nazionalismo araniano, si basa su elementi precisi: tradizione (Fueros), purezza della razza (intesa come totale distacco dagli spagnoli) e la lingua.

1899: il 14 maggio il PNV ottiene i primi consiglieri comunali a Bilbao e in altri comuni della Bizkaya, lo stesso Arana viene eletto Deputato provinciale nelle Diputaciones de Bizkaya.

1899-1902 Secondo periodo del nazionalismo di Arana : Arana inizia a mitigare le sue visioni più estremiste, ma gli attacchi da parte del governo centrale verso di lui e verso il PNV si fanno sempre più accentuati. Nello stesso anno Arana sviluppa la teoria della “svolta spagnolista” secondo la quale abbandonando le idee d’indipendenza per raggiungere una radicale autonomia all’interno dell’unità della Spagna. In realtà il suo spirito rimase comunque di stampo indipendentista, ma riconobbe la maggior efficacia a livello istituzionale, di una visione più moderata, ma non meno radicale.

1902-1903 Terzo periodo del nazionalismo di Arana: Arana cosciente dell’impossibilità di una vera indipendenza cambia la sua visione nazionalista in regionalista radicale. Scelta soprattutto politica poiché tenta di attutire gli scontri interni al PNV derivanti dalle correnti autonome e indipendentiste. Elabora il progetto: confederazione di Stati baschi delineati dall’antica territorialità forale, la razza e la lingua

1903: Muore Sabino Arana. L’idea nazionalista viene riletta in tre chiavi differenti: moderata, radicale ed eterodossa.

1904, 10 gennaio: Nasce la Joventud vasca di Bilbao, prima oraganizzazione giovanile del PNV.

1910: Il fratello di Arana, Luis Arana si mette sulla scena politica sviluppando una forte politica a favore dell’Euskera, la spinta politica per un’ autonomia inserita all’interno del contesto statale è tale che le Cortes nel 1913, iniziano a sviluppare un timido progetto di Statuto Basco. Tale Statuto però viene rifiutato poiché presenta solo una vaga decentralizzazione amministrativa. Sullo scenario politico sociale sono presenti forti attacchi della Chiesa che dopo essere venuta al corrente della formazione di entità politiche nazionaliste laiche come il Partido Republicano Nacionalista Vasco (sciolto nel 1912) proibisce di battezzare i bambini con nomi baschi.

1911: Nasce il Partido Socialista Oberero Vasco (PSOV).

1916: Luis Arana è allontanato dalla scena politica del PNV che il 26 novembre diventa Comunion Nacionalista Vasca (CNV).

1918: Il CNV ottieni i primi deputati nelle Cortes di Madrid.

1921: La Joventud Vasca viene espulsa del CNV e pubblica il settimanale “Aberri”, il 4 settembre nasce il PNV Aberri di forte stampo nazionalista radicale, a cui aderiscono Luis Arana ed i suoi seguaci.

1922: Nasce Emakume Abertzale Batza, organizzazione femminile del partito.

1923: A Barcellona viene firmato il Trattato della “Triplice Alleanza”tra nazionalisti radicali Baschi, Catalani e Galiziani. 13 settembre la situazione critica e i continui movimenti politici separatisti portano al Colpo di Stato a favore del Generale Miguel Primo di Rivera e alla sua dittatura che si estende fino al 1930.

1923-1930: periodo di forte repressione politica e militare da parte della Spagna nel Paese basco per frenare ed annientare gli ideali separatisti del PNV, inconcepibili con la “sacra unità dello Stato”. 18 settembre con decreto governativo viene messo fuorilegge il PNV Aberri e fortemente limitato l’uso della lingua euskera.

1930, 28 gennaio: Rivera presenta al re le sue dimissioni. Il 17 agosto Il Patto di San Sabastian, formalizza l’unione tra le principali forze politiche dando vita alla II Repubblica. Il PNV non partecipa al Patto. 30 novembre da una costola del PNV nasce Accion Nacionalista Vasca (ANV) che ne rifiuta il confessionalismo cattolico e l’ermetismo, tale partito è classificato nello sviluppo delle sue azioni come uno dei partiti del nazionalismo di sinistra. La mancanza del PNV al Patto viene smorzata dalla presenza di ANV, ma le ripercussioni su un probabile futuri di autonomia saranno tante, le stesse Cortes leggono questa assenza come una sorta di ritiro e indecisione.

1931, 14 aprile: Viene proclamata la II Repubblica spagnola. Il PNV perde consensi alle elezioni. 8 maggio la Sociedada de Estudio Vasco elabora un progetto di Statuto d’autonomia comune a tutte le forze politiche. Il progetto non conforme ai canoni costituzionali dello Stato non decolla e non raccoglie consensi se non dai partiti minori, i due poli maggioritari si spaccano e propongono due progetti diversi di Statuto. La sinistra l’ “Estatudo de las Gestoras” mentre la destra l’ “Estatudo Estella”. 14 giugno l’ “Estatudo Estella” viene approvato dalle province basche e dalla Navarra, ma avrà vita breve, poiché non riscontra successo tra tute le entità politiche. 9 dicembre viene approvata la Costituzione della Repubblica di Spagna. Sorge l’ Agrupación Vasca de Acción Social Cristiana (AVASC), entità con obbiettivi non ben definiti che, pur non essendo nazionalista in senso stretto, di fatto porta avanti il discorso nazionalista, mantenendo toni tolleranti; al suo interno si trovano persone di forte spicco politico, come José Antonio Aguirre futuro presidente del primo Governo autonomo basco.

1932, 27 marzo: In memoria della conversione di Sabino Arana al nazionalismo, il giorno di Pasqua viene celebrato il primo Aberri Eguna (Giorno della Patria Basca). In novembre viene rifiutato dalla Navarra il progetto di uno Statuto comune basco-navarra, il PNV decide di portare avanti il cammino dell’autonomia anche senza la Navarra. 17 settembre esce il primo numero della rivista nazionalista “Jagi-Jiagi!” (sollevatevi!), che fa riferimento ai puri del nazionalismo intransigente.

1933, 25 luglio: Il PNV firma insieme ai catalani e galiziani il Patto di Compostela nel quale si chiede un’autonomia all’interno della Repubblica. Il 6 agosto l’assemblea dei Municipi baschi approva il progetto di Statuto ed in seguito, il 5 novembre, sottoposto a referendum popolare. In seguito alle elezioni generali del 19 novembre il PNV diventa il primo partito del Paese basco, grazie alla sua attività legata allo Statuto. In seguito ad alcune questioni relative all’intromissione del governo spagnoli sui Conciertos il PNV si avvicina alla linea socialista.

1934: Scissione all’interno del PNV escono i settori dell’indipendentismo radicale del giornale “jagi-jagi!” capeggiati da Gallastegui.

1936: L’avvicinamento del PNV alle frange socialiste determina la perdita di molti voti ecclesiastici e la vittoria del Fronte popolare alle elezioni che si affretta a far approvare lo Statuto delle tre province basche. La vittoria del Fronte popolare scatena le ire della classe conservatrice che risponde con le violenze della Falange capeggiata da un giovane Francisco Franco. Il 17-18 luglio inizia la sanguinosa Guerra Civile spagnola che vede scontrarsi la milizia della vecchia classe conservatrice con gli elementi politici di sinistra e gli indipendentisti. La volontà di ottenere l’autonomia è troppo forte nei dirigenti del PNV, per abbandonare la coalizione con il Fronte Popolare, con cui esistono progredite possibilità di ottenere ciò che vogliono, decidono quindi di mantenere i rapporti con il FP, lottando contro la stessa vecchia classe dirigente, mandante della falange, che fino a quel momento l’ha sostenuto. La Chiesa critica e minaccia apertamente questa alleanza, dicendo che mai si sarebbe dovuta anteporre la politica alla religione. Una delle massime preoccupazioni del PNV, sarà quella di spiegare e convincere la Santa Sede, dell’ aconfessionalità morale della propria scelta. 8 agosto si costituiscono le milizie nazionaliste di Euzko Guadarostea. 13 settembre le milizie franchiste occupano San Sebastian. 1 ottobre le Cortes spagnole approvano lo Statuto basco. Viene creata una regione autonoma composta dalle tre province di Alava, Guipuzkoa e Bizkaya, anche se di fatto lo statuto ha espressione solo in questa ultima. Lo Statuto, si limita ad elencare le facoltà autonomiche e regola i poteri esecutivi e legislativi, non avendo nessun tratto forale, si limita al mantenimento del Concietros Economicos. Il 7 ottobre nasce il primo Governo autonomo basco collaborazione tra PNV e Fronte Popolare basco, e presieduto da José Antonio Aguirre.

1937, 31 marzo: L’offensiva franchista si espande a tutto il Paese basco. 27 aprile l’aviazione tedesca e italiana bombarda Gernika chiudendo definitivamente la breve esperienza autonoma del Paese basco. Il bombardamento di Gernika, rappresenta per tutta la storia dell’opinione pubblica antifascista e democratica basca, il momento più drammatico della Guerra Civile. Gernika infatti non ha nessuna particolare posizione strategica o logistica, l’atto bellico ha un forte valore simbolico, visto che nella stessa città si era formato pochi mesi prima, il primo Governo Autonomo basco. 23 giugno il governo tramite decreto sopprime i Conciertos della Bizkaya e Guipuzkoa, poiché considerate province traditrici, da questa data in poi vengono emanati più di 100 provvedimenti per eliminare le volontà indipendentiste. 25 giugno la milizia del PNV si consegna agli italiani in osservanza del Patto di Santoña. 18 ottobre il Governo basco, dopo l’avanzata franchista, si trasferisce a Barcellona.

1939, 1 aprile: Dopo la presa di Madrid ha ufficialmente fine la Guerra Civile ed inizio del Regime di Franco. Il regime, accompagnato dall’esercito, agisce come un rullo compressore su ogni aspetto della cultura e dell’identità basca. Vengono attuate moltissime misure repressive ma in alcuni casi solo rafforzate, contro l’uso e lo sviluppo della lingua euskera. Infierendo sui simboli più cari alla memoria nazionalista, si vieta l’uso dell’ Ikurrina (bandiera basca) e l’abbattimento della casa dei fratelli Arana, Franco avvia senza mezzi termini una potente opera di denazionalizzazione dell’unità basca per favorire una nazionalizzazione in senso ispanico.. L’impianto giuridico e politico-amministrativo decentralizzato, perno della Seconda Repubblica, viene completamente smantellato a favore della centralizzazione statale, voluta a tutti i costi dalla vecchia classe dirigente e dallo stesso Franco, fautore del recupero di una idea di Spagna nazionale e del tradizionalismo conservatore.

1940, 11 luglio: Nasce a Londra il Consejo Nacional de Euskadi (CNE) presieduto da Irujo. Mentre nel 1942 il CNE presidia la sua ultima riunione.

1945: Firmato il Patto di Bayona, da tutti i partiti ed i sindacati baschi che confermano la loro fiducia al Governo basco e allo Statuto menzionandosi a favore della Repubblica.

1947, 1 maggio: Huelga general, primo sciopero della resistenza basca antifranchista. La Huelag, firmata dal Consejo in esilio e dai principali esponenti sindacali, vede la partecipazione di 20000 lavoratori disoccupati ed ha il compito di far emergere i primi grandi temi di opposizione al regime, al quale si rivendica: il mancato spazio pubblico, la carenza di libertà democratiche e soluzioni alle pessime condizioni di vita delle classi popolari.

1959, 31 luglio: Da una scissione del PNV esce la parte giovanile nasce E.T.A. alla quale confluiscono il gruppo Aberri e della rivista “jagi-jagi”. E.T.A., si presenta come un’ organizzazione apolitica, aconfessionale, democratica, schierata in difesa del diritto all’autodeterminazione e fautrice dei diritti dell’uomo come cittadino e lavoratore; riconosce l’autorità del governo basco in esilio e si colloca nella strada da lui stesso tracciata. Caratterizzata da un forte antispagnolismo ed indipendentismo, ETA propone, come elemento nuovo, il ricorso alla lotta armata, creando la rottura più profonda nella storia del movimento nazionalista, e ponendosi all’avanguardia nella lotta contro il regime.

1961, 24 giugno: PNV sottoscrive il Manifesto dell’ Union De Fuerzas Democraticas. 18 luglio, Primo atto dimostrativo di E.T.A. contro il regime, in occasione dell’anniversario della Guerra Civile in Euskadi l’organizzazione mette una carica esplosiva sui binari dove sarebbero dovuti passare i soldati e la falange franchista. L’esplosione non crea seri danni e vittime ma viene considerata un vero e proprio attacco al regime.

1968: Monaco di Baviera s celebra una conferenza sull’antifranchismo dove partecipa il PNV. 7 giugno un membro di E.T.A., Txabi, uccide un milite della Guardia Civil, ma viene ucciso a sua volta nel corso di un conflitto a fuoco. 8 agosto una rappresaglia dell’E.T.A. causa la morte di Melito Manzanas commissario di polizia e collaboratore del regime. Nello stesso anno il Regime adotta il pugno di ferro
contro qualsiasi “potenziale simpatizzante” di E.T.A., al fine di disarticolare l’organizzazione: nelle aree di Bizkaya e Guipuzkoa, viene abolita l’inviolabilità del domicilio e d introdotta la carcerazione preventiva illimitata, inoltre vengono messi in vigore gli art. 1 e 2 della Legge “Bantitaye y Terorismo” del settembre 1960 (Decreto Legge del 21 settembre 1960, in sostituzione della Legge del 1943 e del D.L del 1947), tali articoli prevedono da sei a venti anni di reclusione per coloro che: Art.1 diffondono notizie false o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico, coloro che gettano discredito sullo Stato, il Governo, l’esercito e le autorità. Art.2 cospirano, prendono parte a riunioni, conferenze o manifestazioni con obbiettivi previsti dall’art.1. Sono altresì inclusi coloro che con analoghi obbiettivi intraprendendo
lotte, scioperi e sabotaggi.

1970, 3-8 dicembre: Si da il via per direttissima al Processo di Burgos contro 16 militanti di ETA, il processo si concluse nove condanne a morte e con pene di reclusione pari a sette secoli.

1973, 20 dicembre: In seguito ad uno spettacolare attentato dell’ETA, muore il presidente del governo spagnolo, l’ammiraglio Carcero Blanco. Il coinvolgimento della popolazione civile da parte di attentati terroristici, fu materia di grande scontro all’interno di ETA, tanto da produrre una importante scissione interna. I due gruppi che si creano da questa scissione sono ETA militare (ETA-m) e politico-militare (ETA-pm), entrambi favorevole alla lotta armata ma con prospettive di coinvolgimento popolare diverse.

1974: Scoppia il “Caso Anoveros”. 13 settembre una bomba posta da ETA, in un caffé di Madrid provoca tredici vittime.

1975: Nell’estate nasce la Koordinadora Abertzale Sozialista (KAS). Muore il Dittatore Franco.

1976, 3 marzo: durante uno sciopero a Vittoria la polizia spara provocando cinque morti. Il 9, durante una manifestazione di protesta per i fatti di Vittoria la polizia provoca un’altra vittima. 3 giugno Adolfo Suarez diventa presidente del governo spagnolo. 27 marzo, si fondono i due organismi dell’opposizione antifranchista, creando la Platajunta, alla quale aderisce anche il PNV. 18 novembre: Con la Ley de Reforma Politica, si ha la data di inizio della Transizione democratica spagnola che dura fino al 1978.

1977, 19 gennaio: il governo autorizza l’uso dell’ Ikurrina. 22 marzo il PNV torna alla legalità riconfermandosi il primo partito del Paese Basco. Dal 25 al 27 marzo si celebra la prima assemblea del PNV a Pamplona. 15 giugno si hanno le prime elezioni politiche generali libere, dopo 41 anni di regime. 30 dicembre con D.L. viene istituito Consejo General Vasco (CGV). ETA-pm fonda il suo primo partito
Euzkadiko Ezkerra (EE) e si presenta alle elezioni

1978, 27 aprile: nasce la formazione politica Herri Batasuna (HB). Nell’estate viene redatto il progetto del nuovo Testo Costituzionale ma l’esclusione del PNV dal tavolo delle trattative della commissione incaricata di redigere il testo costituzionale crea non forti attriti al momento della sua approvazione; tale decisione rende da una parte più veloci i lavori della commissione, ma fa perdere un’occasione irripetibile per integrare nel progetto democratico la classe politica nazionalista basca. 21 luglio su richiesta del PNV viene approvato l’articolo 150.2 della costituzione con il quale si danno ampie competenze alle comunità autonome. 29 ottobre il PNV si pronuncia per l’astensione al referendum popolare per l’approvazione della Costituzione. 6 dicembre si celebra il referendum sulla Costituzione. 24 dicembre viene approvato il progetto dello Statuto di Gernika (Statuto del Paese basco) da tutti i partiti e sindacati baschi meno che da HB.

1979, 1 maggio: Elezioni generali. 9 luglio Garaikoetxea e Suarez iniziano a Madrid il negoziato per lo Statuto basco. 25 ottobre lo Statuto è posto a referendum nelle tre province basche dove incontra la maggioranza dei voti favorevoli nonostante la forte campagna astensionista mossa da HB. 29 novembre lo Statuto è rettificato dal Congresso dei Deputati in seguito dal Senato, il 18 dicembre è convertito in legge.

1980, 9 marzo: si svolgono le elezioni per i primi parlamentari delle Comunità autonome, le elezioni vedono la vittoria delle forze nazionaliste che ottengono un’ampia maggioranza e conquistano quarantadue dei sessanta seggi disponibili. Il Governo Suarez crea una Commissione presieduta da Martin Villa, per cercare di normalizzare il processo di autonomia raccomandando l’uso della “via lenta” (art.143 della Cost.) piuttosto che la “via rapida” (art.152 della Cost.).

1981: Il Colonnello Tejero irrompe nelle Cortes dando vita ad un tentativo di Colpo di Stato che fallisce.

1982: Ministro dell’Amministrazione territoriale, lancia una normalizzazione del processo autonomistico, che si concretizza nella Legge Organica di Armonizzazione del Processo Autonomistico (LOAPA), approvata nel luglio 1982.La legge, in discussione alle Cortes, viene immediatamente respinta dai nazionalisti baschi e catalani poiché vedono in questa nuova direttiva l’imposizione unilaterale del governo centrale sui diritti delle autonomie. In base a questa legge, attuata senza nessuna consultazione popolare, si sancisce definitivamente la divisione tra la Comunità Autonoma Basca (CAV) e la Navarra, che costituisce da sola la Comunità forale navarra (CFN). Il Tribunale Costituzionale, con la sentenza 7 del 1983, avrebbe in seguito giudicato anticostituzionali molti articoli della LOAPA, dichiarando che solo la Costituzione ed i diversi Statuti, possono essere considerati i fondamenti del sistema spagnolo, le cui leggi speciali non possono alterare. Alle elezioni politiche generali vince il Partido Socialista Oberero Espanol (PSOE) di Felipe Gonzales.

1983: Il processo di costituzione dello Stato Autonomico può definirsi completamente concluso e con esso il lungo processo della transizione. La Spagna è uno Stato composto da 17 Comunità Autonome, regolate da propri statuti d’autonomia e rette dai propri governi e parlamenti, dotati di diverse attribuzioni. Inizia la “Guerra sporca” del Grupos Antiterroristas de Liberacion (GAL) che tra il 1983-1986, occupano la scena dell’antiterrorismo illegale uccidendo e sequestrando moltissimi militanti o solo simpatizzanti di ETA, sia in territorio francese che spagnolo. 5 agosto la sentenza n.76,del Tribunale Costituzionale pone l’accento sulla necessità di rendere maggiormente compatibili i principi di unità e autonomia sui quali si basa l’organizzazione territoriale dello Stato, stabilita dalla Costituzione.

1984: A Febbraio si celebrano le elezioni per il Parlamento basco. Il PNV subisce una forte crisi per via due correnti al suo interno una più nazionalista e l’altra più regionalista.

1986: Scissione del PNV il gruppo uscente forma Eusko Alkartasuna (EA) capeggiata da Garaikoetxea. Referendum per l’entrata dello Stato spagnolo nella NATO.

1987, 5 novembre: Viene siglato il Patto di Madrid da 13 partiti: PSOE, PP, PNV, Partido Indipendentista de Catalunya, Bloque Nacionalista Gallego ed Esquella Republicana de Catalunya.

1988, 12 gennaio: Viene siglato l’Accordo per la normalizzazione e pacificazione dei Paesi baschi, noto come il Patto Anuria-Enea.

1989, 22 gennaio : Nasce il Partido Popolare (PP) filiazione diretta del partito Alianza Popular, nostalgico conservatore del regime franchista.

1990: Con una seduta al Parlamento di Vittoria i Partiti Nazionalisti approvano all’unanimità un documento favorevole al diritto all’autodeterminazione auspicando in una sua non lontana applicazione in Euskadi a favore di uno Stato indipendente.

1992: A Bidart, la Polizia arresta tutto il gruppo dirigente dell’ETA.

1995: Il nazionalismo radicale fa conoscere pubblicamente la propria piattaforma politica, sostituendo l’Alternativa KAS del 1976 con l’ Alternativa Democratica. ETA tenta di uccidere il Principe Juan Carlos.

1996: Alle elezioni politiche generali vince il Partido Popolare (PP) capeggiato da Aznar, sostituendo il vecchio governo del PSOE. La stampa parla di “Seconda Transizione”.

1997: Nella località di Ermura, ETA uccide Miguel Angel Blanco, il forte impatto popolare da vita allo “Spirito di Ermura”.

1998: Su ordine del governo centrale, la Policia Nacional irrompe nella sede legale del periodico Egin imponendone l’immediata chiusura,poiché considerato sostenitore di ETA. Il Lehendakari (Presidente del Governo basco) Ardanza annuncia un suo piano di pace.

1998, 26 febbraio si svolge il primo dei dodici incontri segreti tra PNV e HB che porteranno alla formazione della Dichiarazione Estella (Lizarra-Garazi).

1998, agosto: tutte le forze nazionaliste compreso HB ed ETA stipulano un Patto Segreto.

1998, settembre: HB cambia denominazione in Euskal Herritarrok (EH); il 12 dello stesso mese viene siglato la Dichiarazione Estella, sulla scia del processo di pacificazione irlandese; il 18 ETA dichiara una tregua.

1998, 25 novembre: si hanno le elezioni per il Parlamento basco. Nel dicembre viene eletto il nuovo Lehendakari, Juan José Ibarretxe, membro del PNV.

1999, maggio: Juan José Ibarretxe, crea un governo di coalizione composto da PNV, EA ed EH, che sottoscrivono un nuovo patto di legislatura per il governo della Comunità. Con questa coalizione, si verifica una svolta radicale nella storia dei Governi baschi, poiché per la prima volta le alleanze del PNV, producono un vero governo composto da soli nazionalisti. Il governo nella primavera, con un’operazione di polizia, arresta un rappresentante di ETA, in procinto di partecipare a Zurigo ad un incontro risolutivo con il Segretario generale della presidenza spagnola.

1999, 28 novembre: ETA dichiara che il 3 dicembre la tregua sarà interrotta.

2000, marzo: con le elezioni politiche generali si riconferma la linea di Aznar che vince con la maggioranza assoluta.

2000, 8 dicembre: il PSOE e PP siglano l’Acuerdo por las libertades y contra el terrorismo. L'Eta uccide Ernest Lluch, capo del Partito socialista catalano (Psc) e sostenitore del dialogo, come avvertimento nei confronti di mediatori non richiesti nel processo di pace. Ministro basco degli affari sociali, Javier Madrazo (Izquierda unida) ritiene che “bisogna elaborare un processo di indebolimento della base sociale dell'Eta”

2001, maggio: si vota per il Parlamento di Vitoria, crollo dei nazionalisti radicali e vittoria di quelli moderati. I 14 deputati di Euskal Herritariok abbandonano il parlamento basco mettendo in minoranza il governo del Pnv, a cui rimproverano di preferire l'autonomia all'indipendenza. Eh viene sconfitta alle elezioni del 13 maggio e passa da 14 a 7 deputati. Le elezioni registrano un'alta astensione e ingastriscono i rapporti tra il governo spagnolo e basco. Il PP attua una campagna fortemente punitiva contro il PNV, paragonandolo a ETA.

2001,11 settembre: l'11 settembre americano crea una forte ondata repressiva nel paese basco, il governo spagnolo spinto dalla volontà di annientare il terrorismo basco, produce in tale modo una ceca repressione su tutti gli organismi politici, sociali e culturali. HE viene inserito nella lista nera dei partiti a stampo terrorista. HE cambia denominazione in Batasuna.

2002, 25-27 gennaio: si svolge a Madrid il XIX Congresso del PP che approva la relazione dal titolo El Patriotosmo constitucional del siglo XXI.

2002, 19 aprile: il Consiglio dei Ministri approva la Ley organica de los partidos politicos, legge ad hoc per mettere fuori legge Batasuna. La nuova legge è approvata anche dal PSOE ed incontra fortissime opposizioni da tutti i partiti baschi. L’atto ufficiale che avvia la messa al bando di Batasuna, approvato a larga maggioranza dalle Cortes, viene firmato dal Giudice Baltasar Garzon il 26 agosto, giorno in cui lo stesso giudice obbliga la chiusura immediata delle diverse sedi e la cessazione delle attività per un minimo di tre anni prorogabili a cinque.

2002, settembre: Ibarretxe, di fronte al Parlamento di Vittoria il 27 settembre, propone allo Stato spagnolo un nuovo patto politico per la convivenza, basato sul riconoscimento del diritto del popolo basco ad essere consultato per decidere sul suo futuro. Nasce in questo modo il progetto del futuro e discusso Piano Ibarretxe. La Sinistra Indipendentista Basca che racchiude in se tutti gli elementi ed i movimenti nazionalisti partecipa al FSE di Porto Allegre.

2003: per ordine del magistrato Juan Del Olmo si decreta la chiusura immediata del quotidiano “Euskaldunon Egunkaria” poiché sospettato di legami con le frange terroriste, il direttore verrà incarcerato e sottoposto a torture, ovviamente tutto ciò sarà insabbiato.

2003, marzo: il 28 marzo si rende pubblica la sentenza che dichiara illegale Herri Batasuna, Euskal Herritarrok e Batasuna dal Registro dei Partiti politici e l’avvio del processo di liquidazione del patrimonio delle tre organizzazioni ritenute collegate ad ETA. Lo stesso mese Ibarretxe annuncia alla Camera bassa di voler sottoporre alla consultazione popolare il piano sulla libera associazione di Euskadi allo Stato spagnolo, anche senza il consenso delle Cortes.

2003, 25 maggio: si celebrano le elezioni alle quali viene vietata la partecipazioni a tutte le liste aderenti alla nuova coalizione nazionalista radicale Autodeterminaziorako Bilgunea (AuB).

2003, ottobre: una retata ingiustificata arresta 34 cittadini baschi a San Sebastian.

2003, dicembre: viene presentata la Proposta di Bergara, ossia un tavolo di consenso che dia ai baschi non solo il diritto all'indipendenza, ma prima di tutto il diritto di poter decidere del proprio destino.

2004: ETA accorda una tregua illimitata con la Catalogna, in accordo con l’Esquerra Republicana. Vengono assolti quattro Guardie Civil accusate di tortura.

2004, 11 marzo: strage a Madrid, in tre stazioni diverse scoppiano tre bombe a distanza di pochi minuti, la tragedia è immane seguono innumerevoli di vittime e feriti, Aznar accusa senza nessuna prova ETA, anche se ETA stessa rinnega gli attentati. Nel Paese basco scattano mobilitazioni repressive di ogni tipo inizia la “caccia al basco”. Poche ore più tardi nonostante il governo sia venuto a conoscenza della matrice islamica degli attentati, continua ad accusare pubblicamente ETA ed il nazionalismo basco, ingannando la Spagna. Le elezioni politiche generali di fine marzo, vedono la netta sconfitta di Aznar e la vittoria incondizionata del PSOE di Zapatero.

2004, aprile: Van Boven, Relatore Speciale dell'ONU per la Tortura, accusa il Governo madrileno di occultare le denunce per tortura e di coprire i torturatori.

2004, maggio: nel Paese basco la Sinistra indipendentista elabora una nuova lista per le elezioni europee del 13 giugno, Herritarren Zerrenda (HZ) contrastata ed annullata dalla Corte Suprema e dal nuovo governo di Zapatero.

2004, novembre: Batasuna presenta “con un ramo d’ulivo” la sua proposta per il superamento del conflitto e della fine della lotta armata grazie all'apertura di un ''un processo di pace'' attraverso un ''negoziato''.in due ambiti: uno tra i soggetti baschi per, partendo della realtà attuale, arrivare allo scenario deciso dalla cittadinanza ed un altro tra ETA e gli Stati spagnolo e francese sulla smilitarizzazione del conflitto, sui prigionieri, deportati e rifugiati e sulle vittime. La proposta è stata sostanzialmente ignorata o respinta dalle principali forze politiche e dal governo che continuano a chiedere il disarmo senza condizioni dei separatisti.

2004, dicembre: 5 ordigni esplodono a Madrid senza creare nessun ferito, l’azione ha solo scopo dimostrativo, segue l’immediata rivendicazione di ETA.

 

 

FILMOGRAFIA

Filmografia completa sul conflitto basco

BIBLIOGRAFIA

Bibliografia completa sul conflitto basco

DOCUMENTI:

Conflitto basco e prigionieri politici

Nerea Moreno Makuso, Assassini! (lettera di una famigliare di una prigioniera politica)

Proposta Batasuna, Testo integrale e commenti

Posizione politica di Batasuna alla riunione sul piano Ibarretxe

Lettera aperta di Batasuna a Zapatero e reazioni del mondo politico spagnolo

TORTURA:

Paolo Pantaleoni, Prove tecniche di tortura

Gaizka Larrinaga, Potresti essere tu

Amaia Urizar De Paz, Testimonianza di tortura

CORRISPONDENZE:

Paolo Pantaleoni, Municipalismo e tessuto sociale nelle comunità basche

15/02/05 Sara Zanasi, Quadro poilitico generale

21/02/2005 Sara Zanasi, Aggiornamenti dal Paese Basco

23/02/2005 Sara Zanasi, Solidarietà irlandese in Euskadi

2/03/2005 Sara Zanasi, Nuova proposta contro l'aggressione giuridica di Madrid: La piattaforma 18/98

07-03-05-Continua la crociata spagnolista per la democrazia.

Sara Zanasi, La manipolazione della tragedia del 11-M 2004 e l’anniversario del Governo Zapatero alla vigilia pre-elettorale

12/03/05 Sara Zanasi, Lista per i diritti civili e politici in Euskal Herria

15/03/05 Sara Zanasi, Sciopero della Fame dei presos politicos vascos

17/03/05 Euskal Herria nuovamente sotto inchiesta con un procedimento senza precedenti.

22/03/05 Sara Zanasi, Un’Aberri Eguna in chiave di risoluzione del conflitto.

27/03/05 Sara Zanasi, Aberri Eguna e repressione franchista.

8/04/05 Sara Zanasi, Aprile 2005 inizia una campagna elettorale antidemocratica.
Il Tribunale Costituzionale conferma l’annullamento della lista Aukera Guztiak.

17/06/2005 Paolo Pantaleoni, Radiografia di un processo di pace