PALESTINA

SCHEDA CONFLITTO


1895 Theodor Herzl giornalista ebreo di nazionalità ungherese sotto la spinta dell'ondata di antisemitismo dilagante in Europa e fomentata dall' ”affare Dreyfuss” pubblica il libro Judenstaat (Lo Stato Ebraico) attraverso cui rivendica il diritto del popolo ebraico di tornare nella sua patria storica.

1897 Si riunisce a Basilea il primo congresso del neonato movimento sionista (dal nome di Sion, l'originale cittadella ebraica di Gerusalemme), che da il via alla ripresa dell'immigrazione ebraica in Palestina. Al momento gli ebrei residenti in Palestina erano 56.000, vale a dire l' 8% della popolazione.

Maggio 1916 Accordi segreti tra Francia e Gran Bretagna per la spartizione del Medio Oriente siglati con l'accordo Sykes-Picot dal nome dei due negoziatori.

2 Novembre 1917 Viene diramata la Dichiarazione Balfour, dal nome del ministro degli esteri britannico, il quale per assicurarsi il sostegno politico ed economico delle comunità ebraiche, a sostegno del primo conflitto mondiale e della presenza strategica inglese tra Suez ed il Golfo Persico, dichiara per conto del governo inglese che: “ Il governo britannico è favorevole allo stabilimento in Palestina di un focolare nazionale (national home) per il popolo ebraico”.

1° Luglio 1920 Londra ottiene il Mandato della Società delle Nazioni sul territorio Palestinese, la Palestina passa così dal dominio ottomano a quello coloniale inglese.

1921 Nasce la Haganah, in ebraico Forza di Difesa, è il primo simulacro di esercito ebraico, oggi IDF (Israeli Defence Force). Contemoraneamente nascono anche due organizzazioni ebraiche clandestine e terroristiche: l'Irgun Zwai Leumi (in ebraico “Organizzazione militare nazionale”)dove si farà le ossa il futuro primo ministro di destra Menahem Begin, e la Lehi (iniziali ebraiche per “Combattenti per la libertà di Israele) meglio nota come Banda Stern, dal nome del fondatore, dove si formerà il futuro premier di destra Izac Shamir.

1929 Il numero di ebrei presenti in Palestina supera le 150.000 presenze, la tensione tra le due comunità, ebraica e palestinese, cresce costantemente e con essa aumentano gli episodi violenti di tipo settario. Tra il 23 ed il 26 Agosto del 1929 nel corso di una serie di scontri a Gerusalemme ed Hebron muoiono complessivamente 249 persone a seguito di scontri armati tra ebrei, palestinesi e truppe inglesi; le organizzazioni armate ebraiche combattono ormai dichiaratamente contro palestinesi e truppe inglesi con attacchi ed attentati di tipo stragista. Nasce in quel periodo anche il primo gruppo armato palestinese guidato dallo sceicco Ezzidin el Qassem che verrà ucciso dagli inglesi in un'imboscata nel 1936.

1936-1939 Nel 1936 gli ebrei giunti in Palestina sono oltre 400.000, dopo l'uccisione dello sceicco El Qassem, il neo-costituito Alto Comitato Arabo indiceuno sciopero generale che paralizza il paese, è la scintilla da cui nasce un triennio di scioperi, attentati, scontri che vanno sotto il nome di Grande Rivolta Araba, al termine della quale si conteranno 5 mila morti da parte araba oltre ad un centinaio di condanne a morte per impiccagione emesse dai tribunali inglesi e tutte eseguite in ossequio alla miglior tradizione coloniale britannica.

Maggio 1939 L'accresciuta importanza del petrolio come risorsa energetica costringe il Regno Unito a fare importanti concessioni ai paesi arabi. La Gran Bretagna pubblica un "libro bianco" dove si impegna ufficialmente ad arginare l'immigrazione ebraica in Palestina. Cresce di concerto l'immigrazione clandestina.

1944 L'Irgun Zwai Leumi e la Banda Stern uccidono in un attentato al Cairo il Residente Britannico Lord Moyne. La Haganah aveva scelto la strada della collaborazione con gli inglesi impegnati nel secondo conflitto mondiale, al fine di acquisire meriti presso la Corona per chiedere, a conflitto terminato, un primo simulacro di stato ebraico. Le due organizzazioni terroristiche ebraiche continuarono invece a mietere vittime tra gli inglesi ed i palestinesi, il 22 Luglio 1946 l'Irgun Zwai Leumi fece saltare in aria un'ala dell'Hotel King David di Gerusalemme dove aveva sede il quartier generale britannico, i morti furono 91 tra arabi ed inglesi, l'attentato fu pianificato da Menahem Begin futuro premier di Israele.

Aprile 1947 La Gran Bretagna, incapace di mantenere il controllo su una situazione esplosiva e già sufficentemente degenerata, annuncia il suo disimpegno ufficiale dalla Palestina Mandataria.

29 Novembre 1947 Con 33 voti a favore, 13 contrari e 10 astenuti viene approvata la Risoluzione N° 181 dell'O.N.U. sulla spartizione della Palestina. Si tratta di una decisione salomonica che non tiene in alcun modo conto del contesto reale ed effettivo della situazione e di fatto scontenta tutte le parti in causa. Il piano di spartizione prevedeva la nascita di tre zone: uno Stato Arabo, uno Stato Ebraico ed una zona internazionale di Gerusalemme e Betlemme sotto il controllo diretto delle Nazioni Unite. Lo Stato Ebraico, secondo la risoluzione 181 si sarebbe dovuto estendere sul 56,47% del territorio palestinese che al tempo aveva una popolazione di 498 mila ebrei e 497 mila arabi; allo Stato Arabo sarebbe spettato il 42,88% del territorio con una popolazione di 725 mila arabi e 10 mila ebrei; la Zona Internazionale di Gerusalemme e Betlemme sarebbe sorta sul restante 0,65% del territorio con una popolazione di 105 mila arabi e 100 mila ebrei. Appare chiaro da subito come fosse palese la volontà di lasciare il minor numero possibile di ebrei in territorio arabo mentre non ci si curò minimamente del contrario. Il piano delle Nazioni Unite venne accettato dai dirigenti sionisti, dato che legittimava le loro richieste anche se non le accontentava in tutto, al momento del voto tuttavia le forze armate ebraiche già occupavano ampie porzioni dello stato arabo. Da un lato il piano venne osteggiato dai palestinesi, che non intendevano rinunciare ad oltre metà delle loro terre, dall'altro vide l'opposizione dei paesi della lega araba, controllati dalle ex potenze coloniali Francia ed Inghilterra, che si opponevano in realtà più che al piano di spartizione, alle posizioni dell'Unione Sovietica, favorevole al piano stesso e primo paese a riconoscere ufficialmente lo stato di Israele dopo la sua proclamazione.

1948 La nascita, per proclamazione unilaterale dello stato di Israele non ferma le azioni terroristiche dei gruppi armati sionisti terroristi e non. Mentre la Haganah lanciava una serie di attacchi contro i villaggi arabi, l'Irgun Zwai Leumi e la Banda Stern continuavano a seminare bombe tra la popolazione palestinese. La risposta palestinese si materializzò attraverso i gruppi armati esistenti e che facevano capo ad Abdel Khader Husseini e che vennero affiancati dall'Armata Araba di Liberazione comandata dal generale iracheno Fawzi el Khauki. In pochi mesi nel 1948 le forze ebraiche occuparono una serie di centri e località assegnate dal piano di spartizione delle Nazioni Unite allo Stato Arabo, si trattava dei prodromi a quella che gli israeliani chiamano “guerra di indipendenza” e che diede vita al primo esproprio di massa di terre, diritti e dignità per la popolazione palestinese.

9 Aprile 1948 A Deir Yassin, piccolo villaggio di 300 abitanti situato nelle alture ad ovest di Gerusalemme come gli israeliani decidono di compiere una "azione esemplare" per convincere i palestinesi ad abbandonare collettivamente la zona. La spedizione è organizzata ed eseguita dal capo dell'Irgun, Menachem Begin. Le sue truppe circondano il villaggio ed uccidono sistematicamente 250 abitanti: uomini, donne e bambini. Di proposito la notizia viene sparsa in tutti i villaggi, utilizzando i pochi superstiti, e organizzando conferenze stampa, riproduzioni fotografiche del villaggio distrutto, e volantini incitanti a fuggire. Inizia allora l'esodo in massa dei palestinesi. Lo stesso Begin, capo del governo racconta: "Dappertutto siamo stati noi i primi a passare all'azionee gli arabi, spaventati, hanno cominciato a fuggire. L'Haganah compiva attacchi vittoriosi su altri fronti, mentre le forze ebraiche continuavano ad avanzare verso Haifa come un coltello nel burro. Presi dal panico, gli arabi scappavano gridando: "Deir Yassin"

15 Maggio 1948 Alla mezzanotte del 14, in concomitanza con il ritiro delle ultime truppe inglesi, Ben Gurion ed i dirigenti sionisti proclamano l'indipendenza di Israele, dopo che ampie porzioni dello stato arabo erano state occupate e dopo che numerosi palestinesi erano stati costretti alla fuga o massacrati. Il giorno successivo gli eserciti di Egitto, Giordania, Siria, Libano e Iraq varcarono i confini della Palestina e puntarono sulle principali città israeliane. Il 10 giugno il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite impose una tregua di ventotto giorni che arrestò un'avanzata araba ormai esaurita e diede modo alle forze israeliane di riarmarsi e riorganizzarsi.

8 Luglio 1948 Le forze sioniste lanciarono una violenta controffensiva che consentì loro di liberare numerose località, dieci giorni dopo le Nazioni Unite imposero una seconda tregua ed il compito di mediatore fu assegnato al Conte Folke Bernardotte, già presidente della Croce Rossa Svedese, la Banda Stern, comandata da Yitzhak Shamir, lo uccise il 17 Settembre a Gerusalemme, dando il via ad una terza fase della guerra Arabo Israeliana.

5 Gennaio 1949 Dopo la seconda offensiva della Haganah, mirata a “svuotare” le località occupate dalla popolazione araba, venne imposta dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite una terza tregua, accettata anche dall'Egitto che il 24 Febbraio siglò l'armistizio con Israele, seguirono nelle settimane successive le firme di Libano, Giordania e Siria, mentre un corpo di osservatori delle Nazioni Unite fu chiamato a vigilare sulle linee armistiziali. Con la fine delle ostilità Israele controllava il 78% del territorio palestinese con confini provvisori (linee armistiziali) che rimasero inalterate fino al 1967; del rimanente 22% la Striscia di Gaza restava affidata all'amministrazione egiziana, la Cisgiordania con Gerusalemme-est veniva unilateralmente annessa dalla Giordania il cui sovrano Abdallah I° si proclamò “Re di Giordania e di tutta la Palestina” nel Dicembre del 1948, tale scelta gli costò la vita nel 1950 poiché venne assassinato da un palestinese mentre camminava nella Spianata delle Moschee tenendo per mano il nipote e futuro re Hussein. La Guerra arabo-israeliana causò oltre 6000 caduti da parte israeliana, 2000 tra gli eserciti regolari di Iraq, Giordania, Egitto Libano e Siria, e 13000 morti tra i palestinesi. I profughi palestinesi fuggiti nei paesi confinanti furono oltre 750mila, a questi si aggiunsero più di 200mila palestinesi destinati a vivere come minoranza discriminata.

1950 Israele promulga due leggi sull'implementazione dei flussi migratori ebraici. La Legge "Del ritorno" consente ad ogni ebreo, con una semplice domanda, di acquisire la nazionalità israeliana e risiedere in Israele. Fra il 1948 e il 1951 si verificano 700.000 nuovi arrivi. Attualmente continuano ad arrivare circa 70.000 nuove persone ogni anno. La Legge "Sulle proprietà degli assenti" consentì l'esproprio ed il futuro possesso delle terre dei profughi palestinesi fuggiti altrove.

Ottobre 1956 Durante la crisi di Suez con la scusa di contrastare le continue azioni armate l'IDF occupa militarmente la striscia di Gaza ed invadono il Sinai, violando la sovranità egiziana, si ritireranno solo nel Marzo del 1957

1950-1964 Sono gli anni della stagnazione, in cui il popolo palestinese faticò ad avere sia una leadership, sia organizzazioni autonome in grado di attivarsi per promuovere istanze di tipo emancipativo. Le azioni armate all'interno dello stato di Israele, in questi anni vennero orchestrate segretamente dai governi dei paesi arabi confinanti più che da gruppi autonomi palestinesi. In particolar modo fu l'Egitto di Nasser a cui dal 1963 si affiancò la Siria dopo l'ascesa del partito Baas, mentre la Giordania scelse rispetto ai rapporti con lo stato ebraico la non belligeranza. Le unità armate avevano base nella Striscia di Gaza, contro cui a partire dal 1950 si scatenò la rappresaglia israeliana. Dopo la sciagurata avventura coloniale franco-britannica a Suez nel 1956, appoggiata da Israele, che partecipò direttamente alle operazioni militari, Nasser si convinse di conferire maggior credito alla “carta palestinese” come elemento di mobilitazione panaraba. Bisogna comunque attendere fino alla metà degli anni 60 perchè i termini “Palestina” ed “identità palestinese” tornassero a far parte del gergo politico quotidiano in seno al contesto mediorientale.

28 Maggio 1964 A Gerusalemme-Est, in territorio giordano nasce da un congresso a cui parteciparono oltre 400 delegati palestinesi, per iniziativa della Lega degli Stati Arabi e di Nasser, l'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), che adottò la Carta Nazionale Palestinese, un documento di rivendicazione ad una patria palestinese. Presidente dell'OLP fu nominato Ahmed Shukeiri, notabile palestinese nativo di Acri, legato all'Egitto ed all'Arabia Saudita. Si trattava al tempo di un'organizzazione sostanzialmente verticistica, creata e diretta dall'alto e non concepita come un autonomo organismo di lotta, ma come strumento della politica degli Stati arabi e quindi da essi condizionata.

1° Gennaio 1965 Si presenta sulla scena politaca Fatah (in arabo “conquista”) attraverso un comunicato militare diffuso a Beirut in cui si rivendica come prima azione contro “il nemico sionista” un modesto attentato contro un'istallazione idrica che verrà celebrato come l'inizio della lotta di liberazione. Il movimento politico si era costituito nei mesi che vanno dal 1961 al 1963, parallelamente rispetto all'OLP con cui il movimento guidato da Yasser Arafat non aveva alcun rapporto ed era anzi inviso all'organizzazione guidata da Shukeiri e dai regimi arabi per la sua autonomia e per la sua visione della lotta palestinese, che contestava, tra l'altro, il fatto che una parte del territorio palestinese fosse sotto dominio arabo (egiziano e giordano). Come conseguenza il movimento politico guidato da Arafat venne dichiarato illegale nei paesi arabi, lo stesso Arafat, arrestato prima in Siria e poi in Libano, trascorse 51 giorni in carcere.

7 Aprile 1967 Alcuni aerei della IAF ( Israeli Air Force) bombardano la periferia di Damasco abbattendo sei Mig siriani a causa della presunta collaborazione tra la Siria e la nascente resistenza palestinese, il governo israeliano minacciò congiuntamente di essere pronto a rovesciare il regime baasista.

5 Giugno 1967 Inizio della guerra dei sei giorni. La crescita delle tensioni tra Israele ed i paesi confinanti, accusati di offrire asilo alla resistenza palestinese, al tempo non ancora ben organizzata, portarono alla nascita di un fronte arabo composta da Egitto, Siria e Libano a cui si aggiunse anche la Giordania, nonostante i suoi ottimi rapporti con gli Stati Uniti e la scelta della non belligeranza con Israele. Tale decisione venne motivata dalla necessità di tenere a freno l'insorgenza delle masse arabe e palestinesi in Giordania con cui re Hussein non era intenzionato a scontrarsi.

10 Giugno 1967 Il mondo arabo è sotto shock, Israele in circa sei giorni aveva respinto ogni offensiva araba e si trovava ad occupare tutta la Palestina, il Sinai egiziano e le alture del Golan, dopo aver inflitto agli eserciti arabi una sconfitta umiliante e senza precedenti. Per i palestinesi la sconfitta e l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza diedero vita ad un nuovo esodo forzato. Da questo momento il ruolo dei paesi arabi nella questione palestinese passò in subordine per fare spazio alla nascita di un movimento clandestino di resistenza armata organizzato inizialmente dallo stesso Arafat.

Estate 1967 Con la risoluzione numero 242 del 1967 l'Assemblea delle Nazioni Unite sancisce l'illegittimità dell'occupazione della Cisgiordania, delle alture del Golan e della Striscia di Gaza e stabilisce la necessità del ritiro di Israele dai Territori Occupati.

Ottobre 1967 George Habash creò il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, FPLP, si tratta di un movimento di ispirazione marxista che concepiva la lotta di liberazione palestinese in un'ottica generale all'interno di un processo di liberazione dei lavoratori per trasformare tutta la società araba in termini marxisti-leninisti, pochi mesi dopo dall'organizzazione fuoriesce il gruppo che si ritrovava attorno alla figura di Nayef Hawatimeh, denominato Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, FDLP, su posizioni filo-sovietiche e favorevole alla proposta dei “due popoli per due stati”.

21 Marzo 1968 Battaglia di Karameh. Alla fine del 1967 Israele aveva ucciso oltre 60 guerriglieri palestinesi, per stroncare la guerriglia alle radici l'IDF decise di attaccare il villaggio di Karameh, sulla sponda orientale del fiume giordano, in territorio giordano, dove aveva sede il quartier generale palestinese. Avvisato dai servizi segreti giordani, Arafat scelse di non fuggire ma di accettare lo scontro imminente, mentre i miliziani di Fatah si trinceravano nel villaggio quelli del FPLP si arroccavano sulle alture retrostanti. Quando gli israeliani sferrarono l'attacco, violando la sovranità giordana ed entrando in territorio straniero con reparti corazzati e lanci di paracadutisti la resistenza fu tenace ed inattesa, appoggiata dall'artiglieria giordana che intervenne in battaglia contravvenendo agli ordini di re Hussein. Dopo una giornata di scontri gli israeliani si ritirarono dopo aver lasciato sul campo una trentina di uomini ed una trentina di carri armati, l'abitato di Karameh era praticamente distrutto ma l'impatto emotivo che ottenne l'impresa militare di una Resistenza che aveva vinto ed era rimasta in piedi ed operativa fu enorme e costituì un'importante eredità per il futuro.

Estate 1968 I gruppi di guerriglia palestinese aderirono all'OLP che perse la sua natura burocratica, sotto il controllo dei paesi arabi per divenire un'organizzazione cornice di un movimento di resistenza.

Febbraio 1969 Il Consiglio Nazionale Palestinese, organo legislativo dell'OLP, elesse Yasser Arafat alla presidenza dell'organizzazione, il leader e fondatore di Al Fatah divenne così il leader riconosciuto di tutta la resistenza.

Ottobre/Novembre 1969 Il governo libanese, accusato di collaborazionismo con i palestinesi da Israele si trova a dover fronteggiare le continue rappresaglie israeliane in Alta Galilea. In Libano risiedeva una classe dirigente cristiano-maronita, di destra ed antinasseriana, imposta al momento dell'indipendenza dai francesi e sempre più contestata dalla popolazione araba. Fù così che il governo libanese per frenare le rappresaglie decise di attaccare la resistenza palestinese che ebbe la meglio nel corso di numerosi scontri contro un'esercito libanese paralizzato dalla divisione tra gli ufficiali cristiani e le truppe musulmane. La crisi venne risolta grazie all'intermediazione di Nasser che convocò le parti al Cairo e le spinse a stringere un accordo sul coordinamento delle attività della Resistenza con gli interessi libanesi. La scelta della Resistenza fu però quella di traslocare ad Amman sperando che la capitale giordana divenisse la Hanoi palestinese.

17 Settembre 1970 La Resistenza palestinese esule in Giordania aveva intensificato le sue azioni entrando in conflitto con le stesse autorità giordane. La notte del 16 Settembre re Hussein nominò un governo militare presieduto dal generale beduino Al Majali che scatenò un'offensiva contro i campi profughi palestinesi all'alba del 17 con un largo utilizzo di proiettili al fosforo ed al napalm. Quello che avrebbe dovuto essere un bliz di 48 ore contro la resistenza divenne uno scontro aperto tra esercito giordano e Resistenza palestinese che si protrasse per oltre dieci giorni e causò tra i palestinesi più di 20mila morti, l'episodio passerà alla storia con il nome di Settembre Nero.

27 Settembre 1970 In un vertice al Cairo Nasser convoca re Hussein ed Arafat, l'incontro che pose fine alle ostilità sancì anche l'espulsione dell'OLP dalla Giordania, il giorno dopo Nasser moriva stroncato da un infarto. L'OLP si trasferì nuovamente a Beirut.

Ottobre 1973 Scoppia la guerra del Kippur, dal nome della festività ebraica. Gli eserciti di Siria ed Egitto, a fronte delle continue tensioni e dei continui incidenti diplomatici sulla violazione della sovranità dei singoli stati lanciano un'offensiva congiunta contro Israele. Gli Egiziani oltrepassano il Canale di Suez mentre le truppe siriane attaccano il Golan. Intervengono segretamente a sostegno di Israele in forte difficltà gli Stati Uniti che tramite i satelliti spia forniscono all'IDF utili informazione sulla collocazione dei contingenti e delle teste di ponte nemiche. Israele riesce ad arrestare in extremis l'offensiva egiziana e lancia un violento contrattacco tanto da arrivare a meno di 100 kilometri dal Cairo.

Gennaio 1974 Conferenza di pace di Ginevra, davanti ad osservatori delle Nazioni Unite Israele firma due accordi separati, la pace con l'Egitto a Gennaio e l'armistizio, tuttora vigente con la Siria a Maggio.

Maggio 1974 Il Consiglio Nazionale Palestinese approva un programma politico di dieci punti proposto da Arafat, che emendava la Carta Nazionale, i due nuovi elementi introdotti furono l'ammissione di altri mezzi di lotta oltre quelli armati, conferendo centralità alla proposta politica, e l'idea che potesse nascere uno stato palestinese accanto ad uno stato ebraico.

13 Novembre 1974 Arafat parla dalla tribuna del Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, tale intervento era maturato a seguito delle pressioni dei paesi socialisti e non allineati, Yasser Arafat si presentò con la sua uniforme tradizionale e la kefiah in testa e pronunciò un'appassionante discorso passato alla storia come il discorso “del fucile e del ramoscello d'ulivo”.

26 Gennaio 1975 Scoppia la guerra civile libanese. La scintilla è rappresentata dai violenti scontri scoppiati a Sidone durante uno sciopero di pescatori musulmani di sinistra che protestano contro una società di pesca dell'ex presidente Camille Chamoun, i guerriglieri palestinesi intervennero a difesa degli scioperanti contro l'esercito libanese, di li a poco la situazione assunse i connotati di una guerra civile che durò 15 anni, dal 1975 al 1990 causando 150 mila morti e distruggendo un paese. A fronteggiarsi furono numerose fazioni, divise tra il fronte palestino-progressista, che raggruppava le formazioni di sinistra ostili rispetto alla classe dirigente post coloniale cristiano-maronita ed i miliziani falangisti di estrema destra e di ispirazione fascista alleati di Israele. Milizie druse, esercito siriano, signori della guerra e capipopolo locali avranno nel conflitto un ruolo cangiante, sempre ambiguo e determinante per il prosieguo di uno stato di gerra.

14 Marzo 1978 Con la scusa di distruggere le basi della guerriglia palestinese da cui partivano continui attacchi contro le postazioni militari israeliane, l'esercito israeliano invade il sud del Libano, l'ONU intervenne esprimendo un'unanime condanna internazionale ed inviando in Libano 4mila caschi blu, gli USA appoggiarono la risoluzione.

13 Giugno 1978 Israele accettò la pax americana mirata a creare un nuovo asse Egitto-Israele tale da rompere, attraverso l'intermediazione di Sadat, che il 19 Novembre 1977 si era recato in visita a Gerusalemme, il fronte arabo anti-imperialista. Israele si ritirò dal Libano lasciandosi alle spalle una milizia addestrata e chiamata esercito del Libano del sud.

18 Settembre 1978 Accordi di Camp David. Il presidente americano Carter convocò a Camp David il presidente egiziano Sadat e Beghin, primo ministro di Israele esponente del Likud, i quali sottoscrissero un accordo che nel giro di cinque mesi porterà alla firma della pace separata Egitto-Israele. Camp David rappresenta un esplicito tentativo di liquidazione per la questione palestinese, cercando di concludere una pace globale Sadat e Beghin, con la benedizione di Carter, prevedono per i palestinesi, senza averli consultati, un quinquennio di autonomia amministrativa per le persone e non per il territorio ed una trattativa su un imprecisato status finale dei territori, inficiata dalla volontà israeliana manifesta di non voler tornare ai confini del 1967.

Marzo 1979 Ratifica a Washington degli accordi di Camp David, l'Egitto viene isolato dagli altri stati Arabi.

30 Luglio 1980 Con una legge ordinaria la Knesset (il parlamento israeliano) proclama Gerusalemme "capitale intera ed unificata dello stato di Israele" annettendola illegalmente in violazione delle risoluzioni O.N.U. n°181 e n° 246.

Luglio 1981 L'OLP si impegna a rispettare un cessate il fuoco lungo il confinetra Israele ed il Libano.

6 Giugno 1982 Per la seconda volta in quattro anni Israele invade il Libano utilizzando come pretesto un'attentato compiuto dal gruppo dissidente di Abu Nidal a Londra contro l'ambasciatore israeliano. L'operazione “Pace in Galilea” e voluta dal ministro della difesa e futuro premier Ariel Sharon prevede l'invasione ed il successivo controllo di una fascia di 40 kilometri in territorio libanse per assicurare i confini israeliani da eventuali incursioni ed attacchi. In due settimane gli israeliani uccidono 14 mila palestinesi e dilagano in tutto il sud del Libano ancora percorso dalla guerra civile che a più riprese continua a devastare il paese.

13 Giugno 1982 Le armate israeliane per volontà del ministro Sharon entrano a Baabda, settore cristiano di Beirut dove sorge il palazzo presidenziale, accolte trionfalmente dai falangisti. Per 78 giorni si protrarrà l'assedio di Beirut che costerà la vita a 7mila civili libanesi.

21/30 Agosto 1982 Dopo una telefonata di Regan al premier israeliano Baghin che fece seguito a febbrili trattative, iniziò da parte israeliana la sospensione delle attività militari, e iniziò l'esodo dei fedayin palestinesi. Sotto la protezione di una forza multinazionale franco-italo-americana partirono via terra alla volta di Tunisi 12mila palestinesi, in gran parte guerriglieri e quadri politici dell'OLP, il 30 Agosto fu la volta di Arafat che venne salutato dalla popolazione libanese con gli onori riservati a un capo di stato. Nella zona nord del Libano, quella controllata dai siriani i fedayin palestinesi restarono al loro posto. Pochi giorni dopo prendendo come pretesto l'omicidio ( commesso da ignoti) del leader falangista Bashir Gemayel, eletto presidente del Libano all'ombra dei carri armati di Sharon, gli israeliani invasero Beirut-Ovest violando palesemente gli accordi presi ed assediando i campi profughi palestinesi alla periferia della città.

16-18 Settembre 1982 Massacri di Sabra e Chatila. Per vendicare l'omicidio di Gemayel i miliziani falangisti penetrano nei campi profughi di Sabra e Chatila, il cui accesso era controllato dagli israeliani e diedero inizio ad un sistematico massacro dei palestinesi. I soldati israeliani che informarono tempestivamente il ministro Sharon ricevettero l'ordine di illuminare a giorno con un fitto lancio di razzi bengala i campi per favorire il massacro di civili da parte dei miliziani falangisti. Dopo due giorni di massacri costati la vita ad un numero imprecisato di palestinesi (la cifra più accreditata è di circa 3mila morti) gli israeliani bloccarono la strage lasciando comunque fuggire gli esecutori materiali con la stessa facilità con cui erano entrati, Sharon divenuto temporaneamente impresentabile sul piano politico fu costretto a dimettersi dalla carica di Ministro della Difesa.

1 Ottobre 1985 Aerei della IAf violano il territorio tunisino bombardando la sede dell'OLP a Tunisi.

5 Dicembre 1987 Nasce a Gaza in contrasto con la linea giudicata troppo colloquiale delle forze dell'OLP il movimento di Hamas grazie alla collusione ed alla complicità del Mossad (Iservizi segreti israeliani) convinti di poter creare un fronte interno e fondamentalista per delegittimare Arafat, l'OLP e l'impostazione laica della Resistenza Palestinese

8 Dicembre 1987 Scoppia la prima intifada. Dopo una serie di scioperi generali che hanno paralizzato i territori occupati e che videro impegnato l'esercito israeliano nel tentativo di far riaprire i negozi, un'episodio apparentemente quotidiano, come un incidente stradale, (un colono ebreo alla guida di un camion investì ed uccise quattro palestinesi) diede il via ad una sommossa popolare inaspettata con l'OLP in esilio a Tunisi e la Resistenza fiaccata dall'apparato militare/repressivo israeliano. In arabo intifada significa letteralmente “scrollarsi di dosso”, la popolazione dei Territori Occupati aveva deciso spontaneamente di scrollarsi di dosso l'occupazione con una sollevazione di massa, unica per portata e consistenza nella storia palestinese. La rivolta di massa trovò la sponda degli arabi di Israele, (vale a dire i palestinesi che vivono nel territorio assegnato allo stato ebraico nel 1948) e dell'associazione pacifista israeliana Peace Now e del Partito Comunista Israeliano. La popolazione in lotta e le organizzazioni di massa convogliate all'interno del percorso spontaneo e per certi versi naturale rilanciano la richiesta di due popoli per due stati.

10 Gennaio 1988 Dieci donne israeliane, vestite di nero, manifestano in maniera silente contro l'occupazione dei Territori Palestinesi in una piazza nel centro di Gerusalemme, nasce così il movimento delle Donne in Nero.

15 Novembre 1988. Dichiarazione di Indipendenza. Riunitosi ad Algeri il Consiglio Nazionale Palestinese adotta a larghissima maggioranza la “Dichiarazione di Indipendenza”, in maniera unilaterale come quarant'anni prima aveva fatto Israele, sancendo il principio di due popoli per due stati e recependo le risoluzioni n° 242 e n° 338 delle Nazioni Unite, individuando nel 22% del territorio la terra del neonato Stato Palestinese rispetto al 42,88% del piano di spartizione del 1947.
Nella sede dell'O.N.U. a Ginevra Arafat riconosce lo stato d'Israele.

Inverno 1989 Il segretario di stato americano James Baker propone un percorso di pacificazione attraverso il superamento della non rappresentatività degli accordi di Camp David. Il piano, contrattato indirettamente con l'OLP prevedeva che i ministri degli esteri di di USA, Israele ed Egitto (quest'ultimo paese in consultazione diretta con l'OLP) concordarono la formazione di una delegazione palestinese non ufficiale dell'OLP, ma da essa gradita che si sarebbe incontrata al Cairo con una delegazione israeliana per organizzare libere elezioni in Cisgiordania e a Gaza e discutere del futuro di quei territori.Gli accordi di Camp David furono superati nonostante un'impostazione macchinosa, attraverso l'idea di un'entità autonoma nei territori e di un negoziato diretto tra palestinesi ed israeliani.

Marzo 1990 Il premier israeliano Shamir affonda il piano Baker ed insieme ad esso il governo di unità nazionale dove il laburista Shimon Peres rivestiva il ruolo di ministro degli esteri, per poi formare a giugno un governo con i mini partiti dell'ultra destra razzista ortodossa. Nei Territori Occupati continua l'intifada.

Gennaio 1991 Scoppia la guerra del Golfo, l'Iraq di Saddam Hussein lancia contro Israele 41 missili Scud, Israele non reagisce, costretto all'autocontrollo dalle pressioni americane che temono in caso di intervento lo sfaldamento della componente araba della coalizione.

Primavera 1991 James Baker torna in Medioriente con un nuovo piano di pace che prevede entro un anno la convocazione di una conferenza di pace come prodromo per le trattative bilaterali tra Israele ed i singoli paesi arabi. La radicale opposizione del premier israeliano Shamir viene meno dietro un credito di 10 milioni di dollari da parte dell'amministrazione USA.

31 Ottobre 1991 Si riunisce a Madrid la conferenza di pace.Per la prima volta israeliani e palestinesi siedono faccia a faccia ad un tavolo negoziale diplomatico. I palestinesi presenti all'interno della delegazione giordana dopo pochi giorni si dividono per creare accanto alla delegazione giordana quella palestinese.

Giugno 1992 I laburisti guidati da Shimon Peres e da Yitzhak Rabin vincono le elezioni dopo aver portato avanti la campagna elettorale promuovendo l'avvio di un processo di pace. Nei Territori Occupati continua l'intifada.

Estate 1993 Finisce la prima intifada il bilancio è drammatico: 1200 palestinesi uccisi dai coloni e dai soldati, più di 740 uccisi dai militanti dell'intifada poiché collaborazionisti, 140 israeliani morti. A Oslo con la mediazione del governo norvegese emissari di Israele e dell'OLP trattano per tutta l'estate.

9-10 Settembre 1993 Israele ed OLP con uno scambio di lettere tra Arafat e Rabin si riconoscono
reciprocamente.

13 Settembre 1993 Sul prato della Casa Bianca a Washington Yasser Arafat Yitzhak Rabin e Shimon Peres, alla presenza dei rappresentanti della comunità internazionale si stringono la mano e firmano il documento che passerà alla storia come “Gli Accordi di Oslo”.

4 Maggio 1994 Al Cairo vengono ratifiate le modalità di applicazione dell'Accordo di Washington, detto Oslo I. L'IDF si ritira da Gaza e Jerico e i poteri civili vengono formalmente assunti dall'ANP.

1 Luglio 1994 Yasser Arafat torna in Palestina dopo che il governo israeliano e l'Autorità Nazionale Palestinese hanno raggiunto un accordo per decidere dello status del distretto di Jerico e della Striscia di Gaza.

12 Luglio 1994 Arafat si stabilisce a Gaza che diviene temporaneamente la sede dell'Autorità Nazionale Palestinese.

28 Settembre 1995 Viene siglato un successivo accordo transitorio, detto Oslo II, sull'estensione dell'autonomia ad alcune parti della West Bank suddivisa in zone denominate A,B,C. Le zone di fascia che da 2 (Gaza e Jrico) diventano 8 (anche se Hebron vine considerata tale solo in parte) e sono sotto il pieno controllo dell'ANP. Quasi tutti i villaggi diventano zone B, sotto il controllo amministrativo palestinese ma con controlo militare israeliano, il resto della West Bank (il 70% del territorio) viene considerato zona C sotto la piena occupazione israeliana.

4 Novembre 1995 Yitzhak Rabin - al quale l'anno precedente era stato consegnato il premio Nobel per la pace insieme a Yasser Arafat e al ministro degli Affari esteri di Israele Shimon Peres – viene assassinato a Tel Aviv da un estremista israeliano.

20 Gennaio 1996 Si tengono le prime storiche elezioni nei Territori Palestinesi Fatah è il primo partito.

Aprile 1996 Durante l'operazione "Grappoli di Furore", primo ministro è la "colomba" Shimon Peres l'artiglieria israeliana bombarda una sede dell'O.N.U. presso Cana in Libano. Nell'ocacsione Israele uccide oltre 100 civili in una delle tante rappresaglie sul Libano meridionale, dopo aver violato la sovranità di molti stati, l'IDF viola anche quella dell'O.N.U.

30 Maggio 1996 Il Likud torna al governo, i laburisti escono sconfitti dalla tornata elettorale e la carica di premier viene affidata a Benjamin Netanyahu, l'elettorato israeliano è preoccupato dagli eventuali sviluppi di un simulacro di autonomia palestinese.

24 Settembre 1996 Su decisione del nuovo governo delle destre iniziano i lavori di costruzione per un tunnel che passa sotto la città vecchia in direzione di Gerusalemme-Est, violando di fatto la zona araba della città, ne nascono aspri scontri tra palestinesi e forze dell'ordine che costano la vita ad oltre settanta palestinesi.

28 Settembre 1996 Una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'O.N.U. decreta la sospensione dei lavori di costruzione del tunnel.

23 Ottobre 1998 Alla presenza di Bill Clinton e di re Hussein di Giordania, Arafat e Netanyahu siglano l'accordo di Wye River attraverso il quale si impegnano sostanzialmente ad impegnarsi nell'adempimento reciproco di quanto previsto dagli accordi di Oslo e sul ritiro delle truppe israeliane dalla West Bank.

1999 Il premier israeliano Netanyahu viene coinvolto in uno scandalo fionanziario da cui uscirà prosciolto, tale coinvolgimento scatena un terremoto politico che porta in poco tempo alla caduta del governo.

17 Maggio 1999 Il partito Laburista israeliano vince le elezioni anticipate successive all'incriminazione dell'ex premier Netaniahu, il nuovo primo ministro dello stato ebraico è Ehud Barak.

4 Settembre 1999 Accordi di Sharm el-Sheik per il prosieguo ed il rispetto dei precedenti accordi che resteranno però disattesi. Le due parti si danno un anno di tempo per pianificare una soluzione definitiva.

11 Luglio 2000 A Camp David Clinton convoca Barak ed Arafat per rilanciare il processo di pace. Il summit si conclude con un nulla di fatto. I punti della discordia sono lo status di Gerusalemme-Est capitale del futuro stato palestinese, il problema dei profughi, delle falde acquifere e degli insedimenti ebraici.

28 Settembre 2000 Ariel Sharon presidente del Likud e nemico interno dell'ex premier Netanyahu decide di compiere la provocatoria visita alla spianata delle Moschee scortato da oltre mille uomini in armi, seguono gravi scontri che danno il via alla seconda intifada.

14 Febraio 2001 L'intifada dilaga, inizia dopo le elezioni il governo di coalizione tra Likud e laburisti a cui vanno i dicasteri di Esteri e Difesa assegnati rispettivamente a Shimon Peres e Ben Eliezer.

Ottobre 2001 Viene ucciso in un attentato il ministro del turismo israeliano Ze'evi, la repressione israeliana è brutale ed indiscriminata, viene occupata l'Orient House, dede dell'OLP a Gerusalemme, i Territori vengono sigillati ed occupati e si intensificano gli omicidi mirati di esponente politici palestinesi.

Gennaio 2002 Nasce in Israele il movimento dei Refusnik: 50 militari riservisti si rifiutano di prestare servizio nei Territori Palestinesi, in pochi mesi il numero sale ad oltre 500.

Febbraio 2002 L'Arabia Saudita propone un piano di pace che prevede il riconoscimento di Israele da parte di tutti i paesi della Lega Araba.

Aprile 2002 Nel corso della criminale operazione "Scudo Difensivo" inizia l'assedio alla Basilica della Natività congiuntamente agli attacchi contro Nablus, Jenin, Ramallah e tutte le principali città palestinesi.

Aprile 2002 Arrestato Marwan Barghouti esponente di Fatah, verrà in seguito condannato a nove ergastoli.

Maggio 2002 Israele sospende l'assedio alla Basilica della Natività a Betlemme ed alla Muqata, sede dell'ANP.

Giugno 2002 Iniziano i lavori di costruzione del Muro della Vergogna

Settembre 2002 Nuovo assedio alla Muqata, l'O.N.U. attraverso la Risoluzione n° 1435 ne chiede la sospensione.

Ottobre 2002 USA, Russia, Unione Europea e Nazioni unite propongono la Road Map, in un calendario articolato in tre tappe e destinato a concludersi entro il 2005.

Novembre 2002 I ministri Laburisti escono da governo, Sharon annuncia nuove elezioni entro 3 mesi.

Gennaio 2003 Likud e Shinui vincono le elezioni, Sharon è riconfermato premier, i laburisti complici del premier criminale scivolano al minimo storico.

19 Marzo 2003 Una volontaria dell'International Solidarity Movement, la Statunitense Rachel Corrie di 23 anni viene uccisa da un bulldozer israeliano mentre tenta di impedire l'abbattimento di una abitazione palestinese a Gaza.

10 Aprile 2003 Tom Hurndall, 21 anni Inglese di Manchester viene ucciso con un colpo alla nuca da un soldato israeliano mentre come volontario dell'ISM accompagna a scuola alcuni bambini palestinesi nella striscia di Gaza.

28 Aprile 2003 Abu Mazen (Mohammed Abbas) è il nuovo premier palestinese, la sua figura è gradita a Israele e Stati Uniti.

Maggio 2003 LA Road Map viene accettata da entrambe le parti.

Giugno 2003 Ad Aqaba in Giordania avviene il primo incontro tra Abu Mazen e Sharon davanti al presidente americano George W.Bush

6 Settembre 2003 Dopo sempre più aspri contrasti con Yasser Arafat, presidente dell'ANP, Abu Mazen si dimette e gli succede Ahmed Qurei detto Abu Ala.

22 Marzo 2004 Un blitz dell IAF uccide a Gaza lo sceicco Ahmed Yassin, tetraplegico e considerato l'ispiratore di Hamas. Nell'omicidio mirato persero la vita altre sette persone, con questo ennesimo crimine è salito ad oltre 150 il numero dei militanti palestinesi uccisi da Israele con gli omicidi mirati.

17 Aprile 2004 Abdel Aziz Rantissi leader politico di Hamas dopo l'omicidio dello sceicco Yassin viene ucciso nel centro di Gaza City da due missili lanciati da un elicottero israeliano nel'attentato ha perso la vita anche il figlio del leader sunnita.

21 Aprile 2004 Viene liberato il tecnico Mordechai Vanunu dopo 18 anni di prigione per avere rivelato i segreti dei programmi nucleari militari israeliani.

6 Giugno 2004. Un tribunale di Tel Aviv condanna il segretario generale di al Fatah in Cisgiordania, Marwan Barghuti, a cinque ergastoli.

10 Luglio 2004 Secondo la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja il Muro dell'Apartheid viola palesemente il diritto internazionale, in Israele nel frattempo proseguono a ritmi serrati i lavori di costruzione.

7 Ottobre 2004. Un'autobomba esplode contro l'Hotel Hilton a Taba, in Egitto, località dove si recano in vacanza quasi esclusivamente cittadini israeliani. Altre due autobomba esplodono in due campeggi nel Sinai. Restano uccise 34 persone tra cui due sorelle italiane. Gli attentati sono rivendicati da due gruppi islamici.

27 Ottobre 2004. La Knesset approva il piano di ritiro da Gaza proposto dal premier Sharon. Il piano prevede il ritiro entro il 2005 da 21 insediamenti di Gaza e da quattro della Cisgiordania.

11 Novembre 2004 All'età di 75 anni muore a Parigi Yasser arafat presidente dell'ANP.

12 Novembre 2004. Il feretro di Yasser Arafat, dopo la cerimonia funebre al Cairo, viene trasferito e tumulato a Ramallah.

9 Gennaio 2005. Si tengono in un clima di disinteresse collettivo le elezioni presidenziali per scegliere il successore di Yasser Arafat. La viglia elettorale è stata caratterizata da tensioni interne e dichiarazioni confuse di esponenti locali che prima hanno annunciato la propria candidatura e poi dopo contrattazioni non facili l'hanno ritirata. L'affluenza alle urne è scarsa tanto che il comitato elettorale decide in extremis di prolungare di due ore l'orario alla fine l'affluenza che all'orario precedentemente indicato era del 50% sale al 70%. Il vincitore è come da pronostico l'ex primo ministro Mahmoud Abbas detto Abu Mazen che ottiene il 62,32% dei voti. Il candidato della realtà di movimento Al Mubadra, nata dal percorso comune di singole associazioni e di Fronte Popolare (FPLP) e Fronte Democratico (DFLP), il dottor Mustafa Bargouti ha ottenuto il 20% dei voti.

PRESENZE ATTIVE:

Carovana Ya Basta! Agosto 2004

Carovana Ya Basta! Ottobre-Novembre 2004

 

DOCUMENTI:

Comunicato del comitato per le famiglie dei prigionieri politici e dei detenuti nel west bank

Risoluzioni ONU